Ignazio La Russa entra a gamba tesa nel caso Report e attacca Elly Schlein per la solidarietà espressa a Sigfrido Ranucci dopo l’attentato davanti alla sua abitazione. Il presidente del Senato rilancia il video in cui la segretaria del Pd parlava dei rischi per la libertà di stampa «quando l’estrema destra governa» e lo accompagna con un commento secco: «Che imbarazzo».
Il Partito democratico reagisce immediatamente. Francesco Boccia e Walter Verini accusano la seconda carica dello Stato di comportarsi come un dirigente di Fratelli d’Italia: «Dal suo ruolo istituzionale non può fare il capo partito». Lo scontro alza ancora il livello di una polemica che ormai coinvolge la Rai, il governo, le opposizioni e il futuro della principale trasmissione d’inchiesta del servizio pubblico.
Fratelli d’Italia insiste sui rapporti con Lavitola
Il partito di Giorgia Meloni continua a chiedere chiarimenti sull’amicizia tra Ranucci e Valter Lavitola, che la Procura di Roma indica come presunto mandante della bomba esplosa davanti alla villetta del giornalista.
FdI prepara un esposto per chiedere ai magistrati di verificare se Lavitola abbia influenzato alcune ricostruzioni trasmesse da Report, in particolare quelle legate ai suoi interessi nel settore dell’eolico. Sui propri canali social il partito scrive: «Report va in vacanza. Ci auguriamo che la redazione approfitti della pausa estiva per fare chiarezza sull’amicizia tra il conduttore e Lavitola».
Ranucci respinge ogni accusa: «Non esiste nessuna inchiesta di Report condizionata da Lavitola. Possono testimoniarlo tutti i collaboratori che hanno lavorato alle puntate». Il conduttore definisce quindi «del tutto errati» i presupposti dell’esposto annunciato da Fratelli d’Italia.
La redazione fa quadrato intorno a Ranucci
La squadra di Report nega anche le indiscrezioni su una frattura interna e conferma piena fiducia al proprio conduttore. I giornalisti parlano di una campagna politica costruita per delegittimare il programma e colpire uno degli ultimi spazi di giornalismo investigativo della Rai.
«Chi porta avanti queste campagne lo fa per ragioni esclusivamente politiche, con l’obiettivo di far scomparire uno dei pochi luoghi di informazione autenticamente libera e indipendente», scrive la redazione.
Il gruppo continua intanto a lavorare alle nuove inchieste in vista del ritorno in onda previsto per l’8 novembre. La Rai ha sospeso soltanto le repliche estive e mantiene le puntate disponibili su RaiPlay. I vertici aziendali descrivono la scelta come una misura prudenziale e attendono gli sviluppi dell’indagine giudiziaria prima di assumere altre decisioni.
Il nuovo fronte della guerra sulla Rai
Le indiscrezioni su un possibile cambio alla guida del programma continuano però ad alimentare il clima di incertezza. L’azienda considera al momento prematuro qualsiasi avvicendamento, ma la pressione politica cresce ogni giorno.
Da una parte Fratelli d’Italia chiede di indagare sui legami personali e professionali di Ranucci. Dall’altra il Pd accusa la maggioranza di sfruttare l’inchiesta su Lavitola per indebolire una trasmissione che negli anni ha colpito governi, partiti e grandi interessi economici.
L’intervento di La Russa trascina ora il caso anche sul terreno istituzionale. La polemica non riguarda più soltanto il rapporto tra un giornalista e un uomo oggi indagato per l’attentato contro di lui. Tocca il confine tra il diritto della politica a chiedere spiegazioni e il rischio che quella stessa politica utilizzi la Rai per condizionare o punire il giornalismo d’inchiesta.







