Garlasco, cade l’ombra della corruzione sull’ex pm Venditti: ma l’inchiesta si complica per altri protagonisti

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Per mesi quel foglietto con una frase scarabocchiata è sembrato il possibile detonatore di una nuova bomba giudiziaria nel caso Garlasco. “Venditti GIP archivia per 20, 30”. Poche parole che avevano alimentato sospetti, interpretazioni e un’inchiesta destinata a verificare se dietro l’archiviazione di Andrea Sempio nel 2017 potesse essersi nascosto un episodio di corruzione. Adesso però arriva una svolta che rischia di cambiare nuovamente il quadro.

Secondo quanto anticipato dal Tg1, l’informativa congiunta redatta da carabinieri e Guardia di Finanza e depositata alla Procura di Brescia non avrebbe individuato alcun elemento in grado di sostenere l’ipotesi accusatoria nei confronti dell’ex pubblico ministero Mario Venditti. Gli investigatori, dopo mesi di approfondimenti, non avrebbero trovato riscontri tali da dimostrare che il magistrato sia stato corrotto per ottenere l’archiviazione di Andrea Sempio.

Garlasco, nessuna prova di corruzione contro l’ex pm Venditti

La notizia rappresenta uno dei passaggi più importanti dell’inchiesta parallela nata attorno al delitto di Chiara Poggi. Il nome di Mario Venditti era finito sotto la lente degli investigatori proprio in relazione alla decisione che nel 2017 portò all’archiviazione della prima indagine nei confronti di Andrea Sempio.

L’ipotesi di corruzione era emersa dopo il ritrovamento del famoso appunto contenente il riferimento a “20, 30”, annotazione che aveva spinto gli inquirenti a verificare se potesse esistere un collegamento illecito con il procedimento giudiziario.

Secondo le indiscrezioni rilanciate dal Tg1, però, gli accertamenti non avrebbero prodotto alcun elemento concreto a sostegno di questa ricostruzione. Un passaggio che alleggerisce in maniera significativa la posizione dell’ex magistrato e che potrebbe chiudere definitivamente uno dei filoni investigativi più delicati degli ultimi mesi.

L’inchiesta di Brescia guarda ad altri protagonisti

Se da una parte l’informativa sembrerebbe escludere responsabilità per Venditti, dall’altra le indagini non si fermano. Anzi.

Secondo quanto riferito dal telegiornale della Rai, gli investigatori avrebbero raccolto elementi che potrebbero aggravare la posizione di alcuni avvocati e di alcuni carabinieri che all’epoca ebbero un ruolo nella vicenda.

Al momento non emergono dettagli precisi sulla natura di questi elementi né sulle eventuali contestazioni che potrebbero derivarne. Il dato però conferma che l’inchiesta aperta dalla Procura di Brescia continua a produrre sviluppi e che gli investigatori stanno ancora ricostruendo una serie di passaggi ritenuti rilevanti nella gestione delle prime indagini.

Il delitto di Chiara Poggi resta un puzzle aperto

La vicenda si inserisce nel contesto della nuova indagine sul delitto di Garlasco, l’omicidio di Chiara Poggi avvenuto il 13 agosto 2007 e che continua a generare colpi di scena a quasi vent’anni di distanza.

Oggi Andrea Sempio è nuovamente indagato e la Procura prosegue gli accertamenti per verificare ogni elemento ritenuto utile alla ricostruzione dei fatti. Parallelamente proseguono le verifiche sui protagonisti delle precedenti indagini e sulle circostanze che portarono all’archiviazione del 2017.

L’informativa depositata a Brescia rappresenta quindi un tassello importante ma non conclusivo. Da un lato sembra allontanare definitivamente l’ombra della corruzione dall’ex pm Mario Venditti. Dall’altro conferma che gli investigatori continuano a scavare nei passaggi più controversi della vicenda.

In un’inchiesta che da mesi riscrive continuamente i propri equilibri, una certezza sembra ormai consolidata: ogni risposta genera nuove domande. E il caso Garlasco continua a dimostrare di essere uno dei più complessi e controversi della cronaca giudiziaria italiana.