Con il termometro che stringe d’assedio i sampietrini e l’afa che trasforma il centro storico in una dantesca bolla di calore, la tentazione di cercare sollievo immediato è forte. Tuttavia, emulare l’iconico bagno di Anita Ekberg nella Fontana di Trevi è oggi una delle scelte economicamente più sconsiderate che un turista — o un residente — possa compiere. Quello che viene percepito come un innocente gesto di refrigerio è, agli occhi della legge e delle casse comunali, un illecito amministrativo severamente punito.
Il tariffario della frescura: le sanzioni del Regolamento Comunale
A Roma, la tutela del patrimonio monumentale non ammette deroghe legate al meteo. Il Regolamento di Polizia Urbana della Capitale parla chiaro: è vietato non solo bagnarsi, ma anche arrampicarsi, sdraiarsi o introdurre animali all’interno delle fontane storiche.
Le conseguenze per chi decide di ignorare i divieti si articolano su tre livelli di gravità:
- La multa base: Per il semplice ingresso o per aver bagnato i piedi nelle acque delle fontane di pregio (come la Fontana di Trevi, la Barcaccia o la Fontana dei Quattro Fiumi), la sanzione amministrativa standard va da 160 a 450 euro.
- Il Daspo Urbano: Alla sanzione pecuniaria si applica quasi sistematicamente l’ordine di allontanamento dal centro storico per 48 ore. In caso di recidiva, il Questore può disporre un divieto di accesso alle aree urbane decisamente più prolungato.
- Il Codice Penale: Qualora il “tuffo” provochi un danno strutturale o l’imbrattamento del monumento (artt. 635 e 639 c.p.), si passa dall’illecito amministrativo al reato penale, con il rischio di reclusione e l’obbligo di ripristino dei luoghi a proprie spese.
L’impatto economico e la “guerra dei flussi”
Per il Campidoglio, la severità non è solo una questione di decoro, ma di bilancio e gestione dei flussi. I costi di manutenzione e restauro dei marmi millenari, messi a rischio dalle sostanze chimiche (creme solari, detersivi) e dai micro-traumi causati dai bagnanti improvvisati, gravano pesantemente sulla spesa pubblica.
Negli ultimi anni, la Polizia Locale di Roma Capitale ha intensificato i presidi fissi attorno ai monumenti più sensibili, trasformando i comportamenti incauti in una fitta pioggia di verbali che rimpinguano le casse municipali, fungendo da deterrente.
Nota di servizio per i turisti: La normativa italiana differenzia nettamente i monumenti storici dalle fontane ornamentali di quartiere o dai moderni “nasoni” (le fontanelle pubbliche romane). Se i primi sono intoccabili, i secondi rimangono gratuiti e perfettamente legali per rinfrescarsi il viso e riempire la borraccia.
In conclusione, prima di scavalcare il marmo della Barcaccia per sfuggire alla canicola, è bene fare un rapido calcolo costi-benefici: un biglietto per un’intera giornata in una piscina attrezzata o un viaggio verso il litorale romano costano una frazione della sanzione minima applicata dai Vigili Urbani. Il fresco, a Roma, ha un prezzo politico e culturale altissimo.







