Un nuovo colpo di scena si aggiunge al caso Garlasco proprio mentre il calendario corre verso una delle scadenze più delicate della nuova inchiesta. Questa volta al centro non c’è direttamente Andrea Sempio, ma Alberto Stasi e la possibile revisione del processo che lo ha portato alla condanna definitiva per l’omicidio di Chiara Poggi. La novità è arrivata nella serata di giovedì 24 settembre, quando durante Ignoto X Pino Rinaldi ha letto in diretta una nota secondo la quale la Procura generale di Milano non avrebbe intenzione di assumere autonomamente iniziative per chiedere la revisione del processo Stasi.
Una posizione che sorprende perché negli ultimi mesi lo scenario sembrava essersi mosso in una direzione diversa. La procuratrice generale di Milano Francesca Nanni aveva infatti iniziato già a maggio a studiare gli atti del processo, compresa una relazione di circa cento pagine preparata dai magistrati di Pavia, e proprio dalla Procura generale era arrivata l’indicazione che sarebbe stata valutata la possibilità di promuovere la revisione. Ora, invece, l’iniziativa dovrebbe partire dalla difesa del condannato, con gli avvocati Giada Bocellari e Antonio De Rensis chiamati eventualmente a depositare l’istanza davanti alla Corte d’Appello di Brescia.
La frenata della Procura generale e la reazione di Pino Rinaldi
La notizia ha immediatamente creato un nuovo interrogativo perché, secondo quanto riferito in trasmissione, la Procura generale attenderebbe proprio la mossa dei difensori di Stasi anziché procedere autonomamente. Una ricostruzione davanti alla quale Pino Rinaldi non ha nascosto la propria sorpresa, commentando in diretta: «A noi non ci risulta», per poi aggiungere: «Qui lo dico e qui lo nego».
Il punto non riguarda soltanto chi materialmente presenterà un’eventuale richiesta di revisione, ma il cambiamento dello scenario maturato nelle ultime settimane. Soltanto pochi giorni fa era emerso che sia la Procura generale di Milano sia la Procura di Pavia avevano acquisito nuovi elementi, circostanza che aveva alimentato l’ipotesi di uno slittamento delle decisioni proprio per consentire una valutazione complessiva del materiale investigativo raccolto nella nuova inchiesta.
La posizione attribuita adesso alla Procura generale sembra invece riportare la palla nel campo della difesa di Stasi. Non significa che la strada della revisione sia chiusa, ma cambia il soggetto dal quale potrebbe partire l’iniziativa e rende ancora più importante capire quale strategia sceglieranno Bocellari e De Rensis.
La revisione di Stasi e l’indagine su Sempio restano due strade diverse
Il nuovo passaggio arriva mentre l’inchiesta su Andrea Sempio si avvicina alla scadenza del 28 settembre, ma occorre tenere separati i due procedimenti. La nuova indagine sull’omicidio di Chiara Poggi e l’eventuale revisione della condanna di Alberto Stasi possono inevitabilmente incrociarsi sul piano degli elementi raccolti, ma seguono percorsi giudiziari differenti e non esiste alcun automatismo per cui un eventuale sviluppo della posizione di Sempio cancellerebbe la sentenza definitiva pronunciata contro Stasi.
Proprio per questo la possibile iniziativa della difesa davanti ai giudici di Brescia assume un peso particolare. Se gli avvocati di Stasi riterranno che quanto emerso dalle nuove indagini rappresenti materiale sufficiente per chiedere la revisione, dovranno costruire la loro istanza e sottoporla alla magistratura competente, che valuterà se esistano i presupposti previsti dalla legge per riaprire un processo concluso con una condanna definitiva.
Il quadro diventa ancora più delicato perché, parallelamente, la Procura di Pavia sta portando avanti una ricostruzione accusatoria che riguarda direttamente Andrea Sempio e che dovrà essere valutata attraverso i successivi passaggi giudiziari.
L’accusa della Procura di Pavia contro Andrea Sempio
Secondo la ricostruzione attribuita ai magistrati pavesi, Sempio avrebbe ucciso Chiara Poggi colpendola almeno dodici volte con un oggetto contundente. Gli inquirenti ipotizzano inoltre un movente legato a un presunto approccio sessuale respinto dalla giovane e sostengono che dietro l’interesse dell’indagato per Chiara possa esserci stata anche la visione di un video intimo che ritraeva la ragazza con Alberto Stasi.
Si tratta della tesi accusatoria della Procura e, come tale, dovrà affrontare tutte le verifiche previste dal procedimento, mentre Sempio resta indagato e non può essere considerato responsabile dell’omicidio in assenza di una sentenza. Il punto centrale, tuttavia, è che la nuova indagine ha ormai prodotto un quadro completamente diverso rispetto a quello sul quale si costruì il procedimento che portò alla condanna definitiva di Stasi.
Gli accertamenti svolti negli ultimi mesi hanno riguardato diversi elementi tecnici, dal Dna trovato sulle unghie di Chiara Poggi alle misurazioni antropometriche di Sempio, fino all’ormai celebre impronta a pallini rilevata sul pavimento della villetta di via Pascoli. A questi elementi deve aggiungersi la consulenza psichiatrica affidata a Roberto Catanesi, che aveva chiesto di incontrare personalmente Sempio ricevendo però il rifiuto dell’indagato, deciso insieme ai suoi difensori.
Il 28 settembre si avvicina, ma non sarà un interruttore acceso o spento
Attorno alla data del 28 settembre si sta creando inevitabilmente una fortissima attesa, anche se parlare di un giorno nel quale improvvisamente verrà deciso tutto rischia di semplificare eccessivamente una situazione processuale molto più articolata. La scadenza riguarda infatti le indagini sulla posizione di Sempio e potrà portare a differenti sviluppi, compresa la possibilità che gli inquirenti chiedano altro tempo per completare gli accertamenti.
Nel frattempo, sul fronte Stasi, la questione diventa capire se e quando la difesa presenterà l’istanza di revisione a Brescia e quali elementi utilizzerà per sostenere che il processo debba essere riaperto. Il fatto che la Procura generale di Milano, secondo quanto emerso, non intenda prendere direttamente l’iniziativa non equivale a una bocciatura della revisione, ma modifica sensibilmente il quadro che aveva accompagnato gli ultimi mesi.
Ed è proprio questa apparente inversione di rotta ad aver prodotto il nuovo giallo: dopo che la procuratrice generale Francesca Nanni aveva studiato gli atti e dopo l’acquisizione di nuovi elementi, ci si aspettava che potesse essere proprio l’ufficio milanese a decidere se muoversi. Adesso, invece, l’iniziativa sembra tornare nelle mani degli avvocati di Stasi.
Due partite giudiziarie sullo stesso delitto
A quasi vent’anni dall’omicidio di Chiara Poggi, il caso Garlasco si trova così davanti a una situazione difficilmente immaginabile soltanto pochi anni fa. Alberto Stasi resta il condannato definitivo per il delitto, mentre Andrea Sempio è al centro di una nuova indagine nella quale la Procura di Pavia gli attribuisce un ruolo radicalmente diverso da quello riconosciutogli nelle precedenti fasi della vicenda.
Le due partite giudiziarie procedono però su binari distinti. La Procura di Pavia dovrà decidere come proseguire nei confronti di Sempio, mentre sul fronte Stasi toccherà con ogni probabilità ai suoi difensori compiere la prossima mossa e chiedere formalmente la revisione.
Ecco perché la notizia arrivata nelle ultime ore non chiude affatto la partita. Al contrario, aggiunge un nuovo interrogativo a un caso che sembra produrne uno ogni volta che pare avvicinarsi una risposta: perché la Procura generale, dopo aver studiato per mesi le carte, non intenderebbe più assumere direttamente l’iniziativa sulla revisione? La risposta potrebbe arrivare presto. Intanto il calendario continua a correre e il 28 settembre è ormai dietro l’angolo.







