Garlasco, è arrivato il 28 settembre per Andrea Sempio: oggi può cambiare tutto. I tre scenari e cosa succede ad Alberto Stasi

delitto di Garlasco

Dopo quasi due anni di nuove indagini, scade oggi il termine concesso alla Procura di Pavia per investigare su Andrea Sempio, indagato nell’inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi. Da quel momento gli inquirenti dovranno scegliere quale strada imboccare e gli scenari possibili sono sostanzialmente tre: archiviare, chiedere altro tempo oppure avviare il percorso che potrebbe portare Sempio davanti a un giudice.

È un passaggio decisivo per la nuova indagine, ma non significa che oggi arriverà necessariamente una soluzione definitiva del caso. E soprattutto non significa che le sorti giudiziarie di Andrea Sempio e Alberto Stasi siano legate da un automatismo. Stasi sta scontando una condanna definitiva per l’omicidio della fidanzata.

Anche nell’ipotesi in cui la Procura decidesse di chiedere il processo per Sempio, quella sentenza non scomparirebbe. Per rimetterla in discussione servirebbe un procedimento autonomo di revisione. È questo il paradosso giudiziario che potrebbe aprirsi nelle prossime settimane: un nuovo eventuale imputato per l’omicidio di Chiara Poggi mentre resta in piedi la condanna definitiva dell’uomo che la giustizia ha già riconosciuto colpevole dello stesso delitto.

Scade il tempo per indagare su Sempio

Il primo scenario è quello più netto: l’archiviazione. La Procura potrebbe arrivare alla conclusione che gli elementi raccolti durante le nuove indagini non siano sufficienti per sostenere un’accusa nei confronti di Andrea Sempio e chiedere quindi di chiudere la sua posizione.

La seconda possibilità consiste invece nella richiesta di ulteriore tempo per investigare. Gli inquirenti potrebbero ritenere necessario completare le consulenze tecniche, valutare le osservazioni presentate dalla difesa oppure approfondire eventuali nuovi elementi investigativi emersi durante gli ultimi mesi.

C’è infine il terzo scenario, quello che avrebbe l’impatto maggiore sul caso: la Procura potrebbe chiedere di processare Andrea Sempio. Si aprirebbe così il percorso giudiziario che potrebbe condurre al suo rinvio a giudizio.Tre strade completamente differenti che spiegano perché il 28 settembre rappresenti una delle date più attese dall’inizio della nuova inchiesta.

Se Sempio finisse a processo, cosa accadrebbe ad Alberto Stasi?

È probabilmente la domanda più importante. La risposta può apparire sorprendente: nell’immediato, nulla. Alberto Stasi ha ricevuto una condanna definitiva e un eventuale rinvio a giudizio di Sempio non avrebbe l’effetto automatico di cancellarla. I due percorsi giudiziari restano tecnicamente distinti.

Persino nell’ipotesi estrema di una futura condanna di Sempio, Stasi non diventerebbe automaticamente innocente per la giustizia. La sua difesa dovrebbe percorrere la strada della revisione del processo e ottenere che un tribunale accetti di riaprire il caso sulla base dei nuovi elementi. Esiste inoltre uno scenario teorico ancora più complesso: la giustizia potrebbe ritenere responsabili entrambi, anche senza necessariamente sostenere che abbiano commesso materialmente insieme il delitto.

All’estremo opposto, un eventuale giudizio di revisione potrebbe condurre a un’assoluzione di Stasi indipendentemente dalla sorte processuale di Sempio. Per questo le due vicende possono influenzarsi sul piano degli elementi investigativi, ma non dipendono giuridicamente l’una dall’altra.

Dna, impronta a pallini e misure antropometriche: le consulenze sono già sul tavolo

La decisione della Procura arriva dopo mesi nei quali gli investigatori hanno concentrato una parte importante del lavoro sulle consulenze tecniche. Tra quelle già consegnate ai pubblici ministeri compare l’accertamento affidato a Carlo Previderè sul Dna trovato sulle unghie di Chiara Poggi, uno degli elementi che hanno alimentato maggiormente il dibattito intorno alla nuova indagine.

Gli inquirenti dispongono inoltre della consulenza integrativa sulle misurazioni antropometriche di Andrea Sempio, affidata a Cristina Cattaneo. Sul tavolo c’è poi l’approfondimento relativo alla famosa impronta a pallini rinvenuta sul pavimento della villetta di via Pascoli il giorno dell’omicidio, sul quale hanno lavorato Giampaolo Iuliano e Nicola Caprioli.

Sono tasselli differenti che la Procura dovrà valutare nel loro insieme, stabilendo quale peso attribuire a ciascun risultato e soprattutto se il quadro complessivo consenta di sostenere un’accusa.

Manca ancora la consulenza psichiatrica su Andrea Sempio

All’appello manca invece una delle quattro consulenze disposte nell’ambito degli accertamenti integrativi: quella psichiatrica affidata a Roberto Catanesi. Lo specialista aveva chiesto di incontrare direttamente Andrea Sempio, ma il 38enne, seguendo il consiglio dei propri avvocati, ha rifiutato il colloquio.

La consulenza dovrà quindi basarsi su materiale già disponibile attraverso altre fonti: dichiarazioni pubbliche, interviste, scritti e diari attribuiti all’indagato, oltre alle intercettazioni nelle quali compaiono alcuni suoi soliloqui. Anche questo elaborato entrerà nel complesso di elementi che gli inquirenti dovranno valutare prima di decidere quale strada seguire.

Il 28 settembre non sarà necessariamente la fine del caso

L’attesa intorno alla data rischia di creare l’impressione che allo scoccare del 28 settembre debba necessariamente arrivare una risposta definitiva sul delitto di Garlasco. Non è così.

Se la Procura chiedesse altro tempo, l’inchiesta proseguirebbe. Se chiedesse l’archiviazione, si aprirebbe il relativo iter davanti al giudice. Se invece decidesse di procedere nei confronti di Sempio, inizierebbe un percorso giudiziario che potrebbe portare al processo, ma che avrebbe comunque tempi e passaggi propri.

La scadenza rappresenta però il momento nel quale la nuova indagine deve scegliere una direzione. Dopo quasi due anni di accertamenti, analisi, nuove consulenze, vecchi reperti riesaminati e testimonianze rilette, la Procura dovrà stabilire se gli elementi raccolti giustifichino ulteriori indagini, una richiesta di archiviazione oppure l’apertura della strada verso un processo.

Due uomini e una sentenza definitiva che resta in piedi

È questo l’aspetto che rende il nuovo capitolo del caso Garlasco giudiziariamente complicatissimo. Da una parte c’è Andrea Sempio, sul quale la Procura ha concentrato la nuova inchiesta e per il quale si avvicina una scadenza fondamentale. Dall’altra c’è Alberto Stasi, condannato in via definitiva per l’omicidio di Chiara Poggi.

Qualunque decisione arrivi sulla posizione di Sempio, la situazione di Stasi seguirà un percorso distinto. Un eventuale processo al nuovo indagato potrebbe naturalmente produrre elementi importanti anche rispetto alla ricostruzione giudiziaria già esistente, ma non basterebbe da solo a cancellare una sentenza passata in giudicato.

Per questo oggi,28 settembre potrebbe cambiare profondamente la nuova inchiesta senza necessariamente risolvere il caso. La domanda, adesso, è quale delle tre porte sceglierà la Procura di Pavia: archiviazione, altro tempo per indagare o richiesta di processo per Andrea Sempio. Da quella scelta comincerà il prossimo capitolo di un delitto che, a quasi vent’anni dalla morte di Chiara Poggi, continua ancora a produrre domande.