Garlasco, De Giuseppe punta su Stefania Cappa: «Sa tutto, è dentro fino al collo. Anche Alberto Stasi mi fece il suo nome»

Stefania Cappa

«Stefania Cappa sa tutto. È l’unica certezza che abbiamo. Sicuramente sa e quindi è lei il punto centrale di questa storia». Alessandro De Giuseppe usa parole pesantissime parlando del delitto di Chiara Poggi e riporta ancora una volta l’attenzione sulla cugina della vittima, figura entrata più volte nelle ricostruzioni e nelle ipotesi formulate attorno al giallo di Garlasco.

De Giuseppe sostiene di aver concentrato le proprie ricerche proprio su Stefania Cappa e racconta un particolare ancora più delicato: anche Alberto Stasi, condannato in via definitiva per l’omicidio della fidanzata, gli avrebbe indicato la donna durante un colloquio nel quale si parlava di una possibile ricostruzione alternativa del delitto. Sono affermazioni che devono essere tenute distinte dagli elementi giudiziari: Stefania Cappa non risulta accusata dell’omicidio e le dichiarazioni riportate rappresentano la ricostruzione di De Giuseppe.

«Stefania è dentro fino al collo»

La convinzione di De Giuseppe sarebbe emersa con particolare nettezza durante un incontro del 15 novembre con Daniela Ferrari, madre di Andrea Sempio. È in quella circostanza che avrebbe pronunciato una delle frasi destinate a riaccendere il dibattito attorno alla posizione della cugina di Chiara.

«È dentro fino al collo Stefania», avrebbe affermato De Giuseppe. Subito dopo avrebbe spiegato quale fosse il punto decisivo della pista che stava cercando di approfondire: individuare qualcuno in grado di confermare che quella mattina la donna non fosse sola. «Se riesco a trovare una testimonianza di chi era con lei, perché qualcuno c’era, allora voglio vedere se non riaprono. Devono riaprire questo caso».

Il passaggio è particolarmente forte perché contiene due affermazioni diverse: la convinzione che Stefania Cappa sappia qualcosa di importante sulla morte della cugina e l’ipotesi della presenza di un’altra persona. Ma proprio la gravità delle parole impone di distinguere ciò che De Giuseppe sostiene di avere ricostruito da quanto è stato effettivamente accertato nei procedimenti giudiziari.

Il racconto del colloquio con Alberto Stasi

A rendere ancora più rilevante la ricostruzione è il riferimento ad Alberto Stasi. De Giuseppe racconta infatti di aver affrontato direttamente con lui la questione dell’identità dell’assassino di Chiara Poggi. «Chiesi ad Alberto: “Se tu non sei stato, allora chi è stato?”». Secondo il suo racconto, Stasi avrebbe risposto: «Una persona era sicuramente presente e poi c’è questo DNA».

De Giuseppe gli avrebbe quindi domandato se stesse parlando di un DNA maschile e Stasi avrebbe risposto affermativamente. A quel punto sarebbe arrivata la frase più clamorosa dell’intero racconto: «Se trovi il nesso tra Stefania Cappa e questo uomo che era con lei hai trovato gli assassini».

Non si tratta di una dichiarazione resa da Stasi agli inquirenti nel contesto qui descritto, ma del contenuto di un colloquio così come viene oggi riferito da De Giuseppe. Una distinzione essenziale, perché attribuire a quella conversazione il valore di una prova significherebbe andare molto oltre ciò che è possibile sostenere sulla base delle informazioni disponibili.

Perché il nome di Stefania Cappa continua a tornare nel caso Garlasco

Stefania Cappa è una delle due gemelle cugine di Chiara Poggi e il suo nome è comparso ripetutamente nelle infinite ricostruzioni nate attorno al delitto del 13 agosto 2007. Il dato giudiziario, tuttavia, rimane quello stabilito dalla sentenza definitiva: per l’omicidio di Chiara è stato condannato Alberto Stasi.

La nuova inchiesta aperta dalla Procura di Pavia ha successivamente riportato sotto esame numerosi elementi del vecchio fascicolo e ha condotto alla nuova iscrizione di Andrea Sempio nel registro degli indagati. Ma le parole pronunciate da De Giuseppe introducono una pista differente, che ruota attorno alla convinzione che Stefania possa conoscere qualcosa di decisivo e alla ricerca di un possibile collegamento con una presenza maschile.

Il riferimento al DNA contenuto nel racconto del colloquio con Stasi rende inevitabile il confronto con uno dei temi più controversi dell’intera vicenda: le tracce genetiche rinvenute sui margini ungueali di Chiara Poggi. Anche in questo caso, però, non è possibile stabilire un collegamento tra quelle tracce, Stefania Cappa e l’ipotetico uomo citato nel racconto sulla base delle sole dichiarazioni di De Giuseppe.

Una frase pesantissima che adesso riapre gli interrogativi

Il punto centrale resta quindi quella frase: «Stefania Cappa sa tutto». Non «potrebbe sapere», secondo la formulazione attribuita a De Giuseppe, ma una certezza espressa in maniera categorica e accompagnata dall’affermazione ancora più dura secondo cui la cugina di Chiara sarebbe «dentro fino al collo».

Resta da capire su quali elementi concreti De Giuseppe fondi una convinzione così netta, oltre al colloquio che racconta di avere avuto con Stasi, e se esistano testimonianze o riscontri capaci di trasformare questa pista in qualcosa di diverso da una ricostruzione personale.

A quasi vent’anni dall’omicidio di Chiara Poggi, il caso Garlasco continua così a produrre nuovi interrogativi attorno a persone, testimonianze e circostanze già attraversate dalle indagini. Ma una cosa deve restare chiara: le affermazioni di De Giuseppe su Stefania Cappa, per quanto clamorose, non equivalgono a una contestazione giudiziaria né dimostrano un suo coinvolgimento nel delitto. Se dietro quelle parole esistano elementi nuovi e verificabili sarà eventualmente compito degli investigatori stabilirlo.