Garlasco, De Rensis frena l’entusiasmo sulla corsa alla revisione per Alberto Stasi: «Tra qualche mese capirete cosa c’è dietro le mie parole»

Nel caso Garlasco il tempo giudiziario non coincide mai con quello televisivo. Mentre talk show, commentatori e tifoserie da salotto sembrano avere già pronta la prossima verità, Antonio De Rensis invita tutti a rimettere il cronometro sul tavolo e ad aspettare. Ospite di È sempre Cartabianca, nella puntata condotta da Bianca Berlinguer, l’avvocato è tornato a parlare degli ultimi sviluppi dell’inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi, confermando che le indagini della Procura di Pavia guidata da Fabio Napoleone sono tutt’altro che ferme.

De Rensis e le indagini ancora aperte

La frase più netta arriva quando la conduttrice chiede se l’attività investigativa sia ancora in corso. De Rensis non lascia spazio a interpretazioni: «Sì, le indagini vanno avanti. Tutte le indagini vanno avanti». Un passaggio che serve a raffreddare le letture più frettolose sul caso e a ricordare che il nuovo fascicolo su Andrea Sempio non si esaurisce in un titolo televisivo o in una singola consulenza.

Il legale ha spiegato di non essere stupito dalle mosse degli inquirenti perché, a suo giudizio, magistrati e investigatori stanno seguendo una strategia precisa. Pur sottolineando di non incontrare il procuratore Napoleone dal maggio 2025, De Rensis ha espresso fiducia nel lavoro della Procura e nel valore dei professionisti coinvolti nei nuovi accertamenti.

Il messaggio è chiaro: prima di trasformare ogni sviluppo in una sentenza parallela, bisogna attendere. Anche perché il caso Garlasco, a quasi vent’anni dall’omicidio di Chiara Poggi, continua a muoversi dentro un terreno fragile, dove ogni elemento può essere letto in modi opposti e ogni accelerazione rischia di diventare propaganda.

La consulenza su Andrea Sempio e i diari segreti

Uno dei punti più discussi riguarda la consulenza affidata al professor Roberto Catanesi su Andrea Sempio. De Rensis ha difeso la scelta della Procura, spiegando che l’accertamento non serve soltanto a valutare un profilo psicologico, ma anche aspetti centrali come la capacità di intendere e di volere, la capacità processuale, l’imputabilità e l’eventuale pericolosità sociale.

Nel dibattito sono tornati anche i contenuti dei diari e dei forum attribuiti a Sempio, con frasi inquietanti sul bisogno di approvazione, sulla paura di essere giudicato, sulla perdita di controllo e su sogni violenti. Elementi che, presi isolatamente, possono alimentare suggestioni mediatiche, ma che sul piano giudiziario devono essere valutati dentro un quadro tecnico molto più rigoroso.

È proprio su questo punto che De Rensis ha insistito, rivendicando la qualità degli esperti incaricati dalla Procura. Secondo l’avvocato, affidarsi a professionisti di altissimo livello mette al riparo da sospetti di forzature. Il riferimento è alla solidità dei consulenti chiamati a lavorare sui diversi aspetti del caso, da quelli medico-legali a quelli psichiatrici.

La revisione per Stasi e la frase che pesa

Il passaggio più politico-giudiziario riguarda però Alberto Stasi. Da giorni, dopo le nuove consulenze e le dichiarazioni della difesa, si parla con sempre maggiore insistenza di una possibile richiesta di revisione del processo. De Rensis ha frenato gli entusiasmi e ha invitato ad aspettare gli sviluppi delle indagini, compresi gli esiti della consulenza Catanesi, attesi per fine settembre.

La sua frase, rivolta al giornalista Stefano Zurlo, suona come un avvertimento: «La revisione non deve essere un atto che possa provare l’innocenza di Alberto Stasi. Quindi, scusi, siccome l’indagine è ancora in movimento, se porta pazienza Alberto Stasi, la porti anche lei, dottor Zurlo».

Poi la stoccata destinata a far discutere: «Qualcuno è andato a fare denuncia, mentre altri sono ancora in campo a giocare». Una frase sibillina, quasi una profezia giudiziaria, che De Rensis ha lasciato sospesa senza scioglierne il significato. Da qui il senso delle sue parole: tra qualche mese, quando le consulenze saranno depositate e il quadro investigativo sarà più chiaro, si capirà davvero cosa si muove dietro questa nuova fase del caso Garlasco.

Per ora resta una certezza: nessuno dei fronti aperti può essere considerato chiuso. La revisione per Stasi resta una possibilità annunciata dalla difesa, ma non ancora il punto d’arrivo. L’inchiesta su Sempio prosegue. Gli accertamenti tecnici devono ancora produrre tutti i loro effetti. E il delitto di Chiara Poggi continua a rimanere uno dei casi più tormentati della cronaca giudiziaria italiana, sospeso tra sentenze definitive, nuove indagini e una verità che, ancora una volta, sembra spostarsi un passo più in là.