I genitori di Chiara Poggi rompono il silenzio a Verissimo e confermano senza esitazioni la loro convinzione sul delitto di Garlasco: per loro l’assassino della figlia resta Alberto Stasi. Giuseppe Poggi e Rita Preda difendono Andrea Sempio, nonostante la nuova inchiesta e gli elementi raccolti dagli investigatori. Poi arriva un’ammissione destinata a far discutere: «Delle nuove indagini non abbiamo letto neppure una riga, non abbiamo voluto guardare neppure una foto». Non contestano il diritto della Procura di indagare, ma confessano di desiderare soprattutto che il caso si chiuda. E sembra quasi che ogni approfondimento li infastidisca: «Non abbiamo niente in contrario sulle nuove indagini, ma vorremmo che finisse tutto com’è. Chiara deve riposare in pace».
Genitori di Chiara Poggi a Verissimo: la posizione su Stasi
La posizione di Giuseppe Poggi sulla colpevolezza di Alberto Stasi non sembra lasciare spazio a dubbi. «Non intendo dire qualcosa su questa nuova indagine. La giustizia ci ha dato un colpevole, per noi è Stasi. Se ce ne darà un altro, ne prenderemo atto. Per noi, per il momento, rimane Stasi».
Il padre di Chiara spiega anche perché quasi vent’anni di storia giudiziaria rendano difficile modificare una convinzione ormai radicata. «Non è perché una Procura fa un’indagine che uno cambia idea. Otto anni di processo sono lunghi, non è facile cambiare idea. Non ci intestardiamo». Il punto, ribadisce poco dopo, resta la sentenza definitiva: «Non è che non vogliamo cambiare idea su Alberto Stasi, ma per noi vale la sentenza della giustizia italiana».
Rita Preda ricorda persino che, durante la prima fase dell’inchiesta, la famiglia aveva creduto all’innocenza dell’allora fidanzato della figlia. «Quando Alberto è entrato in carcere abbiamo interrotto ogni rapporto. Prima credevamo che Alberto fosse innocente. Invece ora no, siamo convinti».
Genitori di Chiara Poggi: la fiducia in Andrea Sempio
È però quando l’intervista arriva ad Andrea Sempio che emerge l’aspetto forse più sorprendente. La famiglia Poggi continua a considerarlo innocente e la nuova inchiesta non sembra aver modificato la propria posizione. Neppure gli elementi finiti al centro degli accertamenti, dall’impronta 33 alle analisi sulle tracce genetiche, sembrano avere incrinato questa convinzione.
Giuseppe Poggi pronuncia però una frase fondamentale per comprendere la posizione della famiglia: «Delle nuove indagini non abbiamo letto neppure una riga». Una scelta che spiega almeno in parte la distanza con la quale i genitori di Chiara guardano alla nuova fase investigativa. Non negano alla Procura il diritto di procedere, ma non nascondono il desiderio che tutto possa terminare senza ribaltare quanto stabilito dalla giustizia.
«Non abbiamo niente in contrario sulle nuove indagini, ma vorremmo che finisse tutto com’è. Chiara deve riposare in pace». Una frase pesantissima, soprattutto mentre la Procura cerca di stabilire se la ricostruzione giudiziaria del delitto debba essere riesaminata alla luce dei nuovi accertamenti.
Giuseppe Poggi racconta inoltre di non aver mai visto personalmente Sempio nella propria abitazione: «Non ho mai visto Sempio in casa mia, mia moglie sì». Anche questo dettaglio assume inevitabilmente un significato particolare oggi che i rapporti tra Sempio, Marco Poggi e la casa di via Pascoli sono tornati al centro dell’attenzione.
Le intercettazioni della madre di Sempio: la risposta dei Poggi
Neppure le intercettazioni che hanno coinvolto la famiglia Sempio modificano la posizione dei genitori di Chiara Poggi. Alla domanda su come giudichino le frasi pronunciate dalla madre dell’indagato, Giuseppe Poggi risponde senza entrare nel contenuto: «Non le giudichiamo, non ci sembra giusto dopo 19 anni».
La posizione diventa ancora più esplicita quando i Poggi spiegano il proprio disagio per la diffusione di quelle conversazioni: «Ci hanno dato fastidio. Non riteniamo giusto che le abbiano fatte». Ancora una volta, quindi, Giuseppe Poggi e Rita Preda evitano di attribuire un significato alle parole intercettate e mantengono intatta la fiducia nei confronti di Sempio.
La famiglia ha già fatto sapere di non voler avanzare richieste di risarcimento contro di lui proprio perché, allo stato attuale, lo considera innocente. È una posizione che Giuseppe e Rita confermano davanti a Silvia Toffanin senza mostrare ripensamenti.
Il risarcimento di Alberto Stasi alla famiglia Poggi
Durante l’intervista emerge anche un particolare economico finora rimasto molto meno esposto mediaticamente. Giuseppe Poggi affronta direttamente la questione del risarcimento versato da Alberto Stasi alla famiglia e rivela l’esistenza di un conto sul quale confluiscono i pagamenti.
«Se dobbiamo ridare i soldi che Stasi ci ha dato, lo faremo. C’è un conto su cui Alberto versa i due quinti del suo stipendio. Abbiamo fatto una transazione per una cifra minore. Se dobbiamo ridarli sono lì. Il conto è intestato a me, mia moglie e mio figlio Marco».
Parole che assumono un significato preciso davanti alla possibilità, per ora soltanto teorica, che la vicenda giudiziaria possa un giorno arrivare a conclusioni diverse. Giuseppe Poggi mette comunque in chiaro che la famiglia non considera quel denaro un ostacolo: qualora sorgesse l’obbligo di restituirlo, sostiene, sarebbe pronta a farlo.
La madre di Stasi e quell’incontro mai avvenuto: «Non ce la sentiamo»
C’è spazio anche per un altro rapporto spezzato dall’omicidio e dai processi successivi, quello con la famiglia Stasi. Alla dichiarazione della madre di Alberto, secondo la quale i Poggi non vorrebbero incontrarla, Giuseppe replica: «La madre di Stasi dice che non vogliamo incontrarla, ma non ce l’ha mai chiesto».
Poi chiarisce che, anche qualora arrivasse quella richiesta, oggi la risposta sarebbe negativa: «Comunque no, non ce la sentiamo di incontrarla dopo quello che è successo». Rita Preda ricorda che i rapporti con Alberto si interruppero definitivamente con il suo ingresso in carcere.
Genitori di Chiara Poggi: il ricordo della figlia a Verissimo
Dietro impronte, DNA, processi e nuove indagini resta però la ragione per la quale Giuseppe Poggi e Rita Preda sono seduti davanti a Silvia Toffanin. Il padre pronuncia forse la frase più dolorosa dell’intera intervista: «Non mi ricordo più la sua voce e non l’ho mai sognata».
Rita gli risponde raccontando un’esperienza completamente diversa: «Io sì, e sembravano attimi di vita che lei mi regalava». Sono poche parole che riportano improvvisamente Chiara fuori dalle carte giudiziarie e dentro la vita dei suoi genitori.
Giuseppe racconta anche quanto sia diventato difficile sopportare tutto ciò che negli anni è stato detto sul delitto: «Hanno detto persino che l’ha uccisa suo fratello Marco, che era tornato apposta dalla montagna per uccidere sua sorella». È anche per questo che oggi i Poggi guardano con evidente insofferenza alla nuova esplosione mediatica del caso.
«Ci sono tante trasmissioni, ma di Chiara si parla troppo poco», dice Giuseppe. Rita confessa invece di non riuscire più a seguire tutto: «Lui segue tutto, io invece sono stanca. Sembra che esista solo Garlasco in tv».
Ed è forse proprio qui il paradosso dell’intervista. Mentre l’Italia discute nuovamente di Alberto Stasi, Andrea Sempio, impronta 33, DNA e nuove indagini sul delitto di Garlasco, Giuseppe Poggi e Rita Preda chiedono che al centro torni la loro figlia. Ma contemporaneamente ribadiscono una convinzione che nemmeno la nuova inchiesta, almeno per ora, sembra riuscire a scalfire: «Per noi rimane Stasi».







