Garlasco, Ignoto 2 e “taglio del bugiardo”: la strategia della difesa di Sempio verso il rinvio a giudizio

Andrea Sempio

Garlasco, Ignoto 2 e “taglio del bugiardo”: il delitto di Garlasco torna al centro dell’attenzione con una nuova ondata di indiscrezioni, ipotesi investigative e strategie difensive che si intrecciano in una fase cruciale dell’inchiesta. Sullo sfondo resta la posizione di Andrea Sempio, indagato per l’omicidio di Chiara Poggi, mentre la Procura di Pavia si avvicina a una decisione che appare ormai difficilmente evitabile: la richiesta di rinvio a giudizio.

Le voci si rincorrono e disegnano uno scenario in continuo movimento. Si parla di “Ignoto 2”, di nuove analisi sul DNA e di testimonianze riemerse o rivalutate. Elementi che, se confermati, potrebbero ridefinire il perimetro investigativo, ma che al momento restano avvolti da un alone di incertezza. In questo contesto, la difesa sceglie una linea doppia: prudenza sul piano mediatico, preparazione serrata su quello tecnico e giuridico.

Garlasco, Ignoto 2 e “taglio del bugiardo”

Tra i punti più discussi c’è quello legato alle tracce genetiche, in particolare alle cosiddette “Ignoto 2” rinvenute sulle unghie della vittima. Un tema che richiama direttamente il lavoro della genetica forense, disciplina chiave nelle indagini moderne e ben descritta anche su fonti come DNA e i suoi utilizzi investigativi. La nuova consulenza affidata al professor Previderè lascia intuire che proprio su questo terreno si stiano giocando partite decisive.

Accanto agli elementi scientifici, emergono indiscrezioni su nuovi testimoni ascoltati in Procura, così come su vecchie deposizioni arricchite da dettagli finora rimasti in ombra. Nulla di ufficiale, ma abbastanza da alimentare un clima di attesa crescente. È il segno di un’indagine che, a distanza di anni, continua a muoversi tra certezze consolidate e possibili nuove letture.

Il profilo del Racis e il “taglio del bugiardo”

Un altro tassello che ha fatto discutere riguarda il profilo psicologico attribuito ad Andrea Sempio dai Carabinieri del Racis, il Raggruppamento investigazioni scientifiche dell’Arma dei Carabinieri. Secondo quanto trapelato, si tratterebbe di un soggetto particolarmente abile nel mentire, con quello che è stato definito il “taglio del bugiardo”.

Un’espressione suggestiva, ma che difficilmente potrà avere un peso diretto in aula. Le analisi comportamentali, infatti, rientrano in un ambito di supporto investigativo e non costituiscono prova in senso stretto. Restano però un elemento che contribuisce a orientare il lavoro degli inquirenti, soprattutto quando si intrecciano con intercettazioni, documenti e materiali informatici.

La strategia della difesa: la questione di diritto

È proprio su questo terreno che si gioca la partita più interessante. L’avvocato Liborio Cataliotti ha lasciato intendere chiaramente che la difesa non si limiterà a contestare gli elementi raccolti, ma intende sollevare una questione di diritto potenzialmente decisiva. Il nodo riguarda la possibilità di procedere con un nuovo giudizio nei confronti di un imputato quando esiste già una condanna definitiva che ha individuato un altro soggetto come unico responsabile.

Un tema che chiama in causa principi fondamentali del diritto penale, come quelli legati al giudicato e alla coerenza delle sentenze. Se l’accusa dovesse configurarsi in forma individuale, senza il concorso di altri soggetti, la difesa è pronta a giocare questa carta fino in fondo. Non una linea alternativa, ma un vero e proprio pilastro della strategia processuale.

Nel frattempo, il team difensivo si rafforza con nuovi consulenti, tra cui un informatico, segno che anche i dispositivi e i dati digitali potrebbero avere un ruolo rilevante. Un ulteriore indizio di quanto l’inchiesta stia esplorando ogni possibile angolo, senza escludere nulla.

Il delitto di Garlasco, a quasi vent’anni dai fatti, continua così a muoversi tra passato e presente, tra elementi già noti e nuovi spunti investigativi. La sensazione è che il vero confronto debba ancora iniziare, e che si giocherà non solo sui fatti, ma anche – e forse soprattutto – sulle regole del diritto.