Garlasco, l’amico storico di Sempio rompe il silenzio sul numero di scarpa: «Portava il 44, me lo ricordo benissimo»

Mirko Crepaldi @quartogrado credit @mediasetinfinity

Nel caso Garlasco la battaglia tra accusa e difesa si gioca ormai anche su pochi centimetri. Da settimane consulenti, avvocati e investigatori discutono della misura della scarpa che avrebbe lasciato una delle impronte repertate nella villetta di Chiara Poggi il giorno dell’omicidio. Secondo alcune valutazioni tecniche, la traccia sarebbe compatibile con una scarpa numero 42 o 43.

Un elemento che gli investigatori stanno confrontando con la posizione di Andrea Sempio. Ma adesso a intervenire è uno dei suoi amici più stretti, convinto di ricordare perfettamente un dettaglio che potrebbe cambiare prospettiva alla discussione. A parlare è Mirko Crepaldi, storico amico ed ex compagno di banco di Sempio, ospite a Quarto Grado. E la sua posizione è netta: «Andrea portava il 44, ne sono certo».

Il ricordo dell’amico di Andrea Sempio

Durante la trasmissione Gianluigi Nuzzi ha affrontato direttamente il tema della misura delle scarpe. Crepaldi ha spiegato di portare lui stesso un numero compreso tra il 44 e il 45 e di aver mantenuto la stessa misura anche nel 2007, anno dell’omicidio di Chiara Poggi.

A quel punto il giornalista gli ha ricordato che anche Andrea Sempio ha sempre sostenuto di portare il 44. La risposta dell’amico è arrivata senza esitazioni: «Andrea portava il 44, ne sono certo». Una frase che assume un peso particolare perché arriva mentre la nuova inchiesta sta concentrando molta attenzione proprio sulla compatibilità tra il piede di Sempio e alcune tracce repertate sulla scena del crimine.

Il botta e risposta con Gianluigi Nuzzi

Nuzzi ha cercato di mettere alla prova la sicurezza del suo interlocutore. «Lo sta dicendo per difenderlo?», ha chiesto. Crepaldi ha respinto immediatamente l’ipotesi. «No, ne sono certo, anche se non ci scambiavamo le scarpe», ha replicato. Il conduttore ha insistito ancora, suggerendo la possibilità che dopo quasi vent’anni il ricordo potesse essere confuso con quello di qualche altro componente della compagnia di amici.

Anche in questo caso la risposta è stata molto precisa. Crepaldi ha raccontato di ricordare perfettamente l’episodio perché un giorno Andrea aveva acquistato un paio di scarpe che piacevano molto anche a lui. «Le volevo comprare anch’io e per curiosità gli ho domandato che numero avesse», ha spiegato. Quando Nuzzi gli ha fatto notare che si trattava di un ricordo molto lontano nel tempo, Crepaldi non ha mostrato esitazioni: «Sì, me lo ricordo».

Perché il numero di scarpa è diventato così importante

La questione non è affatto secondaria nella nuova inchiesta. La Procura di Pavia sta infatti rivalutando una serie di impronte e tracce rinvenute nella villetta di via Pascoli. Tra queste c’è la famosa impronta a pallini attribuita a una scarpa Frau. Secondo alcune analisi, la misura potrebbe essere compatibile con un numero 42 o 43. Proprio da qui nasce il confronto tra accusa e difesa.

I legali di Andrea Sempio sostengono che il loro assistito portasse già all’epoca una misura 44 e che esistano differenze significative anche nella larghezza del piede rispetto alle dimensioni rilevate dagli esperti. La testimonianza di Crepaldi si inserisce esattamente in questo contesto e offre alla difesa un ulteriore elemento per contestare la compatibilità proposta dagli investigatori.

«Non ho mai visto nulla di strano»

L’intervento di Crepaldi non si è limitato al numero di scarpa. Lo storico amico di Andrea Sempio ha parlato anche del carattere del 38enne e delle recenti ricostruzioni emerse nelle trasmissioni televisive.

«Andrea non mi aveva mai confidato dei soliloqui e non lo avevo mai sorpreso a farli», ha raccontato. Poi ha ricordato il periodo in cui frequentavano la scuola: «Tra i 18 e i 20 anni era un ragazzo normalissimo, come tanti altri, molto pacato come lo ero io all’epoca. Non per niente ci ritrovavamo spesso per attinenze di carattere».

Crepaldi ha spiegato di non aver mai notato atteggiamenti particolari nell’amico. «In Andrea non ho mai notato qualcosa di strano», ha detto, aggiungendo che probabilmente la lunga amicizia lo ha portato a considerare normali molti aspetti del suo carattere.

La difesa punta sulla misura del piede

Le parole di Crepaldi arrivano mentre la difesa di Andrea Sempio continua a considerare il tema delle scarpe uno dei punti più forti della propria strategia. Nei giorni scorsi i legali hanno persino recuperato due paia di scarpe Frau dell’epoca per verificare direttamente la compatibilità con il piede del loro assistito. Secondo la loro ricostruzione, le misure individuate dagli esperti non sarebbero adatte a Sempio.

La Procura, naturalmente, mantiene una posizione diversa e continua a valutare tutti gli elementi raccolti nell’ambito della nuova indagine. A quasi vent’anni dal delitto di Chiara Poggi, il caso Garlasco continua così a oscillare tra perizie scientifiche e testimonianze personali. E in questa fase anche il ricordo di un amico su un numero di scarpa acquistato tanti anni fa può trasformarsi in un tassello destinato a entrare nel dibattito investigativo.