Quella di Angela Taccia è una presa di posizione che potrebbe sorprendere chi segue il delitto di Garlasco: «C’è qualcosa che non torna nella sentenza di condanna ad Alberto Stasi, ma anche nel procedimento a carico di Andrea Sempio». A pronunciare queste parole è l’avvocata dell’uomo indagato per l’omicidio di Chiara Poggi, che interviene sul caso Garlasco mettendo in discussione non soltanto le nuove accuse formulate dalla Procura di Pavia, ma anche il percorso giudiziario che ha portato alla condanna definitiva dell’ex fidanzato della vittima. Una posizione che assume particolare significato perché arriva proprio dalla difesa di Sempio, indicato dagli investigatori come il possibile responsabile del delitto per il quale Stasi sta scontando 16 anni di carcere.
Nel corso di un confronto pubblico dedicato alla vicenda, al quale hanno partecipato anche l’avvocata di Stasi Elisabetta Aldrovandi e la criminologa Margherita Carlini, Taccia ha spiegato di aver esaminato gli atti dell’inchiesta e di non aver trovato elementi convincenti a sostegno della ricostruzione accusatoria.
Taccia contro le accuse a Sempio: «Mi aspettavo indizi più forti»
«Mi aspettavo indizi più forti. Ci sono stati tanti errori in questo procedimento», ha dichiarato la legale, soffermandosi su alcuni aspetti delle indagini che considera particolarmente controversi. Tra questi figurano gli scritti attribuiti ad Andrea Sempio, finiti sotto la lente degli inquirenti e interpretati dalla difesa in maniera completamente diversa.
Secondo Angela Taccia, quei testi non sarebbero riflessioni personali del suo assistito, ma appunti destinati a uno spettacolo teatrale con Gianluigi Nuzzi. L’avvocata ha inoltre contestato il valore attribuito al materiale genetico individuato sui reperti ungueali di Chiara Poggi, richiamando le conclusioni della consulenza della genetista Denise Albani, secondo le quali, nella lettura proposta dalla difesa, «non c’è nulla di accertabile».
Si tratta di questioni sulle quali le parti mantengono posizioni differenti e che dovranno trovare una valutazione nelle sedi giudiziarie competenti.
«Se giocano duro loro, giochiamo duro pure noi»
L’avvocata Angela Taccia ha confermato che la difesa presenterà le proprie controdeduzioni alle conclusioni della Procura. Il collegio legale e i consulenti stanno valutando quali elementi utilizzare per contestare l’impostazione accusatoria e quali approfondimenti riservare alle successive fasi del procedimento.
Taccia ha spiegato anche le ragioni della mancata adesione alla consulenza psichiatrica proposta dagli inquirenti, sottolineando la convinzione che la Procura abbia già individuato nel suo assistito il responsabile dell’omicidio.
«La Procura di Pavia è convinta che a uccidere Chiara Poggi sia stato Andrea Sempio e per questo motivo era inutile sottoporci alla loro consulenza psichiatrica», ha affermato, aggiungendo una dichiarazione che lascia poco spazio alle interpretazioni: «Perché collaborare per forza? A questo punto se giocano duro loro giochiamo duro pure noi».
Aldrovandi: «Alberto Stasi è vittima di un errore giudiziario»
Nel confronto è intervenuta anche Elisabetta Aldrovandi, che assiste Alberto Stasi e continua a sostenere la necessità di ottenere una revisione della sentenza definitiva. La legale ha ribadito la convinzione che il suo assistito sia stato condannato ingiustamente e che gli approfondimenti investigativi possano contribuire a ricostruire diversamente l’omicidio.
«Lui è vittima di un errore giudiziario, spero che sia la volta buona», ha dichiarato Aldrovandi. «Con istanza di revisione spero che si arriverà a far coincidere la verità storica con la verità processuale».
L’obiettivo della difesa, ha precisato, non è semplicemente introdurre nuovi dubbi sulla responsabilità di Stasi. «La mia collega, l’avvocata Giada Bocellari, non si accontenta a infondere in aula il ragionevole dubbio», ha spiegato, chiarendo che la strategia punta al riconoscimento della piena innocenza.
Due difese, un delitto e la ricerca di una verità giudiziaria
Aldrovandi ha voluto distinguere il lavoro dei legali di Stasi dalle indagini condotte nei confronti di Andrea Sempio. «Sia chiaro che le indagini su Andrea Sempio non le stiamo facendo noi, ma la Procura di Pavia», ha sottolineato, respingendo l’idea che la difesa del condannato stia indirizzando autonomamente gli accertamenti verso un’altra persona.
Le parole delle due avvocate mostrano come il caso Garlasco presenti questioni giudiziarie distinte. Da una parte esiste una condanna definitiva, dall’altra un procedimento nel quale Sempio mantiene la posizione di indagato e gode della presunzione di innocenza. Le contestazioni delle difese non equivalgono a nuovi accertamenti di responsabilità, ma contribuiscono ad alimentare il confronto sulla ricostruzione dell’omicidio di Chiara Poggi.
Per Aldrovandi, la speranza resta quella di arrivare a una decisione capace di modificare il destino giudiziario del suo assistito: «Speriamo quindi che questa sia la volta buona, speriamo nella giustizia per Alberto Stasi».







