Per diciannove anni è rimasto in silenzio. Ha assistito alle sentenze, alle trasmissioni televisive, alle ricostruzioni, ai sospetti e alle polemiche senza mai intervenire pubblicamente. Ora Marco Poggi ha deciso di parlare. Lo fa davanti alle telecamere di Quarto Grado, nello scoop annunciato da Gianluigi Nuzzi che segna la sua prima intervista televisiva dall’omicidio della sorella Chiara, uccisa il 13 agosto 2007 nella villetta di famiglia di Garlasco.
«Hanno giocato sulla vita e sulla morte di Chiara»
Nelle anticipazioni diffuse dal programma, il fratello della vittima racconta il peso di questi anni e il dolore provocato da una vicenda che, a suo giudizio, avrebbe travalicato i confini dell’inchiesta giudiziaria.
«Mi son sempre creato una bolla… si è detto di tutto in quest’anno, si è detto di tutto… si è giocato per un anno sulla morte e sulla vita di Chiara», afferma Marco Poggi.
Parole che fotografano il clima degli ultimi mesi, caratterizzati dalla riapertura delle indagini e da una nuova attenzione mediatica sul delitto che sconvolse l’Italia nell’estate del 2007.
Le accuse che hanno coinvolto il fratello di Chiara
Uno dei passaggi più duri dell’intervista riguarda le accuse che negli ultimi tempi hanno sfiorato anche lui. In alcune ricostruzioni circolate sul web e sui social, infatti, il suo nome è stato più volte evocato, nonostante la Procura abbia da tempo escluso qualsiasi coinvolgimento.
«Essere accusato di essere coinvolto nell’omicidio di Chiara…», dice Marco Poggi, lasciando emergere tutta l’amarezza accumulata in questi anni.
Secondo il fratello della vittima, chi stava lavorando sull’inchiesta avrebbe potuto intervenire prima per spegnere alcune ipotesi considerate prive di fondamento.
«Chi indagava poteva benissimo smorzare alcune piste», sostiene.
«Hanno cercato di sporcare il ricordo di mia sorella»
Ma la ferita più profonda non riguarda lui. Marco Poggi spiega che ciò che gli ha fatto più male è stato vedere trascinato nel dibattito pubblico il nome della sorella.
«Le cose che mi hanno ferito di più alla fine sono quelle che riguardano Chiara e il voler rovinare un po’ il suo ricordo».
Un passaggio che rappresenta probabilmente il cuore emotivo dell’intervista. Per quasi vent’anni la famiglia Poggi ha cercato di convivere con una tragedia che periodicamente è tornata sotto i riflettori. Negli ultimi mesi, con la nuova indagine su Andrea Sempio, quella pressione si è nuovamente intensificata.
La difesa di Andrea Sempio
L’intervento televisivo assume un peso particolare anche perché arriva mentre Andrea Sempio è formalmente indagato nella nuova inchiesta della Procura di Pavia. Sempio non è un nome qualsiasi nella vita di Marco Poggi: è stato uno dei suoi amici più stretti durante gli anni dell’adolescenza.
Anche nelle testimonianze più recenti rese agli investigatori, Marco Poggi ha continuato a sostenere la propria convinzione sull’estraneità dell’amico. Ha ribadito che tra Sempio e Chiara non esisteva alcun rapporto significativo e ha escluso di avere mai visto insieme a lui video privati che riguardassero la sorella e Alberto Stasi.
Una versione che si scontra con la ricostruzione della Procura di Pavia e dei carabinieri del Nucleo investigativo di Milano, secondo cui proprio la visione di quei filmati potrebbe rappresentare il possibile movente dell’omicidio.
Lo scoop di Quarto Grado
L’intervista rappresenta uno dei documenti più attesi degli ultimi anni sul caso Garlasco. Per la prima volta il fratello della vittima decide infatti di raccontare pubblicamente il proprio punto di vista dopo quasi due decenni di silenzio.
Un silenzio che, almeno per una sera, viene interrotto da parole pesanti come macigni: quelle di un uomo che continua a difendere la memoria della sorella e che oggi accusa apertamente chi, a suo giudizio, avrebbe trasformato il suo dolore e quello della sua famiglia in un terreno di scontro mediatico.







