Il caso Garlasco torna ad accendersi attorno alle dichiarazioni dell’avvocato Massimo Lovati, che a Morning News ha rilanciato una delle ricostruzioni più controverse sull’omicidio di Chiara Poggi. Secondo il legale, la ventiseienne uccisa il 13 agosto 2007 nella villetta di famiglia in via Pascoli non sarebbe morta per un delitto maturato nella sua cerchia più vicina: qualcuno avrebbe commissionato l’omicidio per fermare alcune ricerche che la ragazza stava conducendo.
Una tesi che Lovati presenta come propria ricostruzione e che non coincide con quella accertata dalla giustizia. Alberto Stasi resta infatti condannato in via definitiva a 16 anni per l’omicidio della fidanzata, mentre la Procura di Pavia conduce dal 2025 una nuova indagine su Andrea Sempio.
Lovati: «L’omicidio di Chiara Poggi è stato commissionato»
Lovati parte da una convinzione precisa: Chiara avrebbe scoperto o avrebbe cercato di approfondire qualcosa di sufficientemente grave da trasformarla in un bersaglio.
«L’omicidio di Chiara Poggi è stato commissionato perché la ragazza aveva notato o stava approfondendo delle ricerche contro coloro che l’hanno poi eliminata», sostiene l’avvocato.
Il riferimento riguarda una presunta attività di ricerca della giovane sulla pedofilia negli ambienti ecclesiastici statunitensi. Una pista sulla quale negli anni sono circolate diverse ricostruzioni, ma che gli inquirenti non hanno trasformato in un’ipotesi accusatoria sul delitto di via Pascoli.
Lovati, tuttavia, continua a considerarla una possibile chiave per leggere ciò che accadde quella mattina.
«Stasi era la pedina giusta per depistare le indagini»
La ricostruzione dell’avvocato coinvolge inevitabilmente anche Alberto Stasi. Lovati non considera l’allora fidanzato di Chiara l’autore dell’omicidio, ma sostiene che la sua posizione lo avrebbe trasformato nel soggetto ideale sul quale indirizzare immediatamente i sospetti.
«Era la pedina giusta per depistare le indagini perché era l’unico presente, l’unico vicino a Chiara in quel momento», afferma.
Anche in questo caso occorre distinguere nettamente la tesi del legale dal dato giudiziario: la Cassazione ha reso definitiva la condanna di Stasi e, fino a un’eventuale revisione, quella sentenza stabilisce la sua responsabilità per l’omicidio.
La nuova indagine aperta dalla Procura di Pavia ha però rimesso in movimento un caso che sembrava giudiziariamente chiuso.
Andrea Sempio e il problema del possibile processo
Lovati affronta quindi la posizione di Andrea Sempio, nuovamente indagato dal marzo 2025. Ed è su questo punto che formula un’altra affermazione destinata a provocare discussioni.
Secondo il legale, portare Sempio davanti a un giudice per lo stesso omicidio creerebbe un problema difficilmente superabile finché resta in piedi la condanna definitiva di Stasi.
«C’è una sentenza passata in giudicato per la quale è già stata condannata un’altra persona, Alberto Stasi. Quindi come fanno a chiedere il rinvio a giudizio di uno quando c’è già un altro condannato?», domanda Lovati.
Il nodo diventa ancora più rilevante se la nuova ricostruzione investigativa dovesse risultare incompatibile con quella che ha portato alla condanna definitiva dell’ex fidanzato di Chiara.
Due inchieste e una verità giudiziaria già scritta
È proprio questa la situazione eccezionale nella quale si trova oggi il delitto di Garlasco. Da una parte esiste una sentenza definitiva che indica Alberto Stasi come assassino di Chiara Poggi. Dall’altra, una nuova Procura indaga Andrea Sempio e sta rivalutando elementi che appartengono alla storia stessa dell’inchiesta, a partire dalle tracce genetiche trovate sulle unghie della vittima.
Lovati compie un ulteriore passo e propone uno scenario ancora diverso: un omicidio commissionato, legato a qualcosa che Chiara avrebbe scoperto o stava cercando.
Al momento questa resta la ricostruzione sostenuta dall’avvocato, non un fatto accertato dagli investigatori né una conclusione raggiunta dalla magistratura.
Ma le sue parole riportano al centro una questione che accompagnerà inevitabilmente i prossimi sviluppi dell’inchiesta: se la Procura arrivasse davvero a chiedere il processo per Andrea Sempio, come potrebbe convivere la nuova accusa con una sentenza definitiva che ha già attribuito l’omicidio di Chiara Poggi ad Alberto Stasi?







