Garlasco, sui video choc la difesa ammette: «Aberranti». E escono nuove intercettazioni che potrebbero inchiodarlo

Sempio e il video Forza Chiara

Un’intercettazione che la Procura di Pavia non avrebbe considerato rilevante potrebbe diventare uno degli elementi sui quali la difesa di Andrea Sempio intende puntare nell’inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi. A rivelarne l’esistenza è Armando Palmegiani, ex commissario capo della Polizia di Stato e consulente dell’indagato, secondo il quale la conversazione conterrebbe una spiegazione fornita dallo stesso Sempio sui suoi controversi soliloqui. «Per noi è fondamentale», ha dichiarato, lasciando intendere che il contenuto potrebbe contribuire a interpretare diversamente alcune delle registrazioni finite al centro delle indagini.

La novità arriva mentre continuano a far discutere i filmati recuperati dall’hard disk sequestrato a Sempio, alcuni dei quali contengono dichiarazioni e riferimenti alla violenza sessuale che lo stesso consulente della difesa non ha esitato a definire «aberranti». Due questioni distinte, dunque, che si intrecciano nella fase conclusiva di un’inchiesta destinata, secondo le indiscrezioni, ad approdare presto davanti a un giudice.

L’intercettazione rimasta fuori dal fascicolo: cosa avrebbe detto Sempio

A individuare la registrazione sarebbero stati l’avvocato Angela Taccia e un collaboratore del collega Liborio Cataliotti, impegnati nell’ascolto delle intercettazioni che non erano state inserite nel fascicolo investigativo perché considerate prive di rilevanza dagli inquirenti.

Secondo il racconto di Palmegiani, proprio durante questa attività sarebbe emersa una conversazione particolarmente importante per la strategia difensiva. In quella registrazione, Sempio spiegherebbe la natura dei propri soliloqui, ovvero i monologhi pronunciati da solo e registrati attraverso dispositivi video oppure captati dalle microspie installate dagli investigatori.

Il consulente non ha chiarito quali siano le parole pronunciate dall’indagato, né ha spiegato in che modo potrebbero modificare l’interpretazione delle altre registrazioni. Ha però sottolineato che la difesa ha già chiesto di acquisire il materiale, ritenendolo significativo per ricostruire correttamente il contesto delle dichiarazioni.

Resta da comprendere perché quella conversazione non sia stata considerata utile dagli investigatori. Palmegiani ha precisato di non conoscere le ragioni della scelta, evitando di attribuire alla Procura omissioni intenzionali.

Gli 81 audio esclusi e il mistero dei soliloqui

La questione si inserisce in una controversia più ampia che riguarda 81 intercettazioni ambientali rimaste fuori dagli atti ritenuti rilevanti per l’indagine. Il 19 ottobre i legali di Sempio hanno presentato un’istanza per ottenerne l’inserimento nel fascicolo, sostenendo la necessità di valutare anche conversazioni inizialmente scartate.

Da mesi la difesa contesta le interpretazioni attribuite ai monologhi dell’indagato, spiegando che alcune frasi apparentemente pronunciate senza interlocutori sarebbero in realtà commenti a podcast e programmi dedicati proprio al delitto di Garlasco.

Una distinzione che, secondo i legali, potrebbe essere decisiva per evitare di estrapolare singole espressioni dal loro contesto. Non è stato tuttavia chiarito se la nuova intercettazione segnalata da Palmegiani faccia parte delle 81 registrazioni delle quali è stata richiesta l’acquisizione oppure costituisca un elemento ulteriore.

Al momento, inoltre, il contenuto integrale della conversazione non è stato reso pubblico. La sua effettiva rilevanza investigativa e processuale dovrà quindi essere valutata sulla base delle parole registrate e del contesto nel quale furono pronunciate.

I video sequestrati a Sempio: «Alcuni sono aberranti»

Accanto alla questione delle intercettazioni continua a pesare quella dei filmati recuperati dai dispositivi informatici sequestrati a Sempio nel maggio 2025. Materiale che ha suscitato forti polemiche per il contenuto di alcune registrazioni, nelle quali compaiono riferimenti particolarmente disturbanti alla violenza sessuale.

Palmegiani ha riconosciuto apertamente la gravità di certe espressioni, definendo alcuni video «aberranti» e giudicando deprecabili le frasi riguardanti lo stupro. Una presa di posizione netta, accompagnata però dalla distinzione tra il giudizio sul contenuto dei filmati e la loro eventuale rilevanza per l’accertamento delle responsabilità nell’omicidio di Chiara Poggi.

Il consulente ha spiegato che la difesa conosceva soltanto parzialmente l’esistenza di quelle registrazioni. Sempio avrebbe anticipato qualcosa, avendo parlato dei video anche con alcune amiche, ma i legali non avevano potuto visionare direttamente il materiale prima della conclusione delle indagini.

Soltanto dopo la chiusura dell’attività investigativa i difensori avrebbero avuto la possibilità di esaminare il contenuto dei dispositivi sequestrati, trovandosi così davanti a filmati dei quali avevano ricevuto informazioni incomplete.

La difesa non teme i filmati: «Bisogna dimostrare che fosse sulla scena del delitto»

Nonostante l’impatto suscitato dai video, Palmegiani ha escluso che la difesa sia particolarmente preoccupata per le conseguenze sul procedimento. Il suo ragionamento parte dalla distinzione tra il contenuto delle registrazioni e gli elementi necessari per sostenere un’accusa di omicidio.

Secondo il consulente, la Procura avrebbe già formulato un’ipotesi accusatoria molto precisa nei confronti di Sempio. Di fronte all’osservazione che i nuovi filmati potrebbero rafforzarla, Palmegiani ha replicato che «più rafforzata di così non può essere», ribadendo che il punto centrale rimane la dimostrazione della presenza dell’indagato sulla scena del crimine.

Una posizione che non ridimensiona il carattere controverso dei filmati, ma evidenzia la linea sulla quale i difensori intendono concentrarsi: contestare gli elementi che collegherebbero direttamente Sempio all’omicidio, senza confondere valutazioni sul suo comportamento personale con prove della sua eventuale responsabilità penale.

Garlasco, verso la richiesta di rinvio a giudizio

L’inchiesta della Procura di Pavia sull’omicidio di Chiara Poggi, uccisa il 13 agosto 2007, si avvicina intanto a una nuova fase giudiziaria. Il 28 settembre è stata notificata ad Andrea Sempio una seconda comunicazione di conclusione delle indagini, passaggio che precede le eventuali determinazioni dei magistrati sull’esercizio dell’azione penale.

Secondo le indiscrezioni circolate nelle ultime settimane, una richiesta di rinvio a giudizio potrebbe arrivare nei primi giorni di novembre. L’avvocato Cataliotti ha ipotizzato che l’eventuale udienza preliminare possa svolgersi nella primavera del 2027, mentre la collega Taccia ha precisato che si tratta soltanto di una previsione, non di una data già stabilita.

In questo quadro, la nuova intercettazione segnalata da Palmegiani potrebbe assumere un ruolo nella strategia difensiva, soprattutto se il suo contenuto consentisse di chiarire il significato dei soliloqui contestati. Per il momento, tuttavia, resta un elemento del quale è stata annunciata l’esistenza ma non sono state rese note le parole decisive. Sarà il confronto sugli atti a stabilire se quella conversazione potrà davvero incidere sulla ricostruzione degli investigatori.