Usa, Hegseth rimuove il generale Sylvia: il caso scuote il Pentagono

Pete Hegseth, Ipa @lacapitalenews

Brett Sylvia, direttore della Strategia, dei piani e della politica dello Stato Maggiore del Pentagono, è stato rimosso dal segretario alla Difesa Pete Hegseth. Il suo ufficio, noto come J5, elabora le opzioni militari da sottoporre ai vertici delle forze armate.

La notizia, anticipata mercoledì sera da The Atlantic e ripresa da diverse testate statunitensi, arriva in una fase delicata per la politica americana in Medio Oriente. Alcuni funzionari dell’amministrazione avrebbero infatti invitato i Paesi della regione a prepararsi a una possibile ripresa delle operazioni militari contro l’Iran dopo le elezioni di metà mandato di martedì, oltre che a eventuali rappresaglie di Teheran. Intanto, una terza portaerei e migliaia di militari stanno raggiungendo l’area.

Le accuse sulle fughe di notizie e i test al poligrafo

Le ragioni della rimozione restano al centro di ricostruzioni contrastanti. Un funzionario del Pentagono ha riferito a CBS News che Sylvia sarebbe accusato di aver divulgato informazioni riservate sulla guerra con l’Iran e sul conflitto tra Russia e Ucraina. Secondo questa versione, il generale avrebbe inoltre fallito tre test al poligrafo e il caso sarebbe passato al Dipartimento di Giustizia.

Altre due fonti del Pentagono, sempre citate dall’emittente, hanno confermato che il provvedimento sarebbe collegato agli esami, ma hanno smentito le accuse sulle fughe di notizie.

Giovedì mattina il portavoce capo del Pentagono, Sean Parnell, ha pubblicato un messaggio su X senza fare il nome del generale. Ha spiegato che, dopo un’indagine approfondita dell’ufficio investigativo dell’Aeronautica, il Dipartimento ha adottato le misure necessarie per proteggere le informazioni sensibili.

Sylvia, che ha trascorso 32 anni in uniforme, ha prestato servizio in Iraq e Afghanistan, dove è rimasto ferito in combattimento. In passato ha comandato la 101ª Divisione aviotrasportata. Non ha rilasciato dichiarazioni e ha già lasciato l’Esercito. Il Dipartimento di Giustizia, invece, non ha commentato la vicenda. Al momento, il Pentagono non ha indicato un successore.

La seconda rimozione durante il mandato di Hegseth

Sylvia guidava il J5 da circa undici mesi. È il secondo responsabile dell’ufficio a lasciare l’incarico durante il mandato di Hegseth. Il suo predecessore, Joseph McGee, si ritirò un anno fa dopo aver espresso perplessità sulle scelte dell’amministrazione in materia di Ucraina e Caraibi.

Secondo The Atlantic, Hegseth avrebbe perso fiducia in Sylvia e i rapporti tra il generale ed Elbridge Colby, sottosegretario alla Difesa per la politica, sarebbero stati difficili.

La vicenda si inserisce in una serie di cambiamenti ai vertici militari voluti dal segretario alla Difesa. Hegseth ha infatti rimosso o spinto alle dimissioni oltre due dozzine di alti ufficiali. Tra questi figura anche Randy George, capo di Stato Maggiore dell’Esercito, che ha lasciato l’incarico ad aprile, il giorno dopo l’annuncio di Donald Trump sull’intensificazione delle operazioni militari contro l’Iran.