Garlasco, torna il dna sotto le unghie di Chiara Poggi: nuova consulenza su Sempio e quei profili “compatibili” che riaprono il caso

Il caso Garlasco torna a stringersi attorno a uno dei punti più delicati e controversi dell’intera vicenda: il dna trovato sotto le unghie di Chiara Poggi. Ed è proprio da lì che riparte l’ultima iniziativa della Procura.

È stata infatti richiesta una nuova consulenza al genetista Carlo Previderè, lo stesso che in passato aveva attribuito uno dei profili genetici rilevati ad Andrea Sempio, oggi nuovamente indagato. Un passaggio che non è tecnico soltanto in apparenza, ma che potrebbe avere conseguenze pesanti sull’impianto investigativo.

Il dna sotto le unghie e la compatibilità con Sempio

Previderè aveva analizzato cinque aplotipi maschili rinvenuti nei margini ungueali della vittima. Tra questi, uno era stato ritenuto “perfettamente compatibile” con il profilo genetico di Sempio. Un elemento che, già allora, aveva acceso il dibattito tra accusa e difesa.

A rafforzare quel dato è arrivata anche la perizia della consulente Denise Albani, nominata dal Tribunale di Pavia. Utilizzando tecniche di comparazione biostatistica più avanzate rispetto a quelle disponibili all’epoca del processo, l’esperta è giunta a una conclusione analoga: il materiale genetico, inizialmente considerato degradato e inutilizzabile, risulta compatibile con quello dell’attuale indagato.

Un doppio riscontro che rende quel dna tutt’altro che marginale. E che spiega perché la Procura abbia deciso di tornare a scavare proprio su questo punto.

Nuovi accertamenti e un oggetto ancora ignoto

Al momento non è stato reso noto su quale reperto specifico si concentrerà la nuova consulenza. Ma il fatto stesso che venga richiesta indica che, per gli inquirenti, esistono ancora margini di approfondimento rilevanti.

La tempistica è stretta: gli accertamenti potrebbero essere avviati già nei prossimi giorni. Segno che il materiale a disposizione è considerato significativo e che l’obiettivo è ottenere risposte più solide, soprattutto alla luce delle nuove tecnologie disponibili.

I computer e le nuove piste investigative

Parallelamente, l’indagine si muove anche su un altro fronte: quello digitale. La consulenza del professor Paolo Dal Checco sui computer di Chiara Poggi e Alberto Stasi avrebbe fatto emergere elementi ritenuti interessanti dagli investigatori.

Non si tratterebbe di aspetti legati alla pornografia, come ipotizzato in passato, ma di dati che potrebbero aiutare a ricostruire frequentazioni, contatti e spostamenti. In particolare, l’attenzione si concentra su Andrea Sempio e sul suo giro di amicizie, anche al di fuori di Garlasco.

Un quadro che torna a muoversi

Dna, nuove tecnologie, tracce digitali. Il caso Garlasco, a distanza di anni, continua a produrre elementi che rimettono in movimento l’indagine. E se il materiale genetico sotto le unghie della vittima dovesse trovare conferme ancora più solide, il peso di quella traccia potrebbe diventare centrale.

Per ora non ci sono certezze definitive. Ma una cosa è chiara: il dossier non è chiuso. E ogni nuova analisi riapre domande che sembravano archiviate.