Hong Kong, il processo sull’omicidio dell’influencer Abby Choi: «Pentole, seghe e martello comprati giorni prima»

Abby Choi

Un piano premeditato nei minimi dettagli per motivi patrimoniali, portato a termine con un’incredibile ferocia. Emergono macabri retroscena dal processo in corso ad Hong Kong sull’omicidio di Abby Choi, la modella e influencer ventottenne brutalmente uccisa e smembrata tre anni fa, nel febbraio del 2023.

Alla sbarra ci sono tre membri della stessa famiglia: l’ex marito della vittima, Alex Kwong, il fratello Anthony e il padre Kwong Kau. Tutti e tre devono rispondere dell’accusa di omicidio volontario, ma si dichiarano “non colpevoli”. Se condannati, rischiano l’ergastolo.

Gli acquisti macabri prima del delitto

Nel corso della terza udienza del dibattimento, che si preannuncia lungo e dovrebbe concludersi a dicembre, la pubblica accusa ha ricostruito le fasi di preparazione del delitto. Secondo i pm, la famiglia Kwong avrebbe meditato l’agguato a lungo.

Tra il 4 e il 17 febbraio 2023, la famiglia avrebbe acquistato tutto l’occorrente per uccidere e disfarsi del corpo: un martello, una sega elettrica, tre coltelli, un tritacarne, un frigorifero usato, pentole e contenitori di plastica. Strumenti rinvenuti il successivo 24 febbraio all’interno di una casa affittata dai tre alla periferia della città, dove la polizia fece la drammatica scoperta dei resti dell’influencer.

L’agguato in auto

La ricostruzione fornita in aula chiarisce anche la dinamica dell’aggressione. Il 21 febbraio 2023, Abby Choi è salita a bordo di una Toyota Alphard guidata da Anthony Kwong (che le faceva da autista), convinta di essere accompagnata nella scuola della figlia.

Seduto sul sedile posteriore accanto a lei c’era l’ex marito Alex. Sarebbe stato proprio quest’ultimo a colpirla ripetutamente alla testa con un martello durante il tragitto, uccidendola o lasciandola priva di conoscenza, prima che il corpo venisse trasferito nell’abitazione per essere smembrato.

L’ultima traccia online della ragazza, seguitissima su Instagram con oltre 140mila follower, risale alle 14:44 di quel giorno. Poco dopo, le telecamere di videosorveglianza hanno ripreso l’auto dei Kwong mentre parcheggiava nei pressi dell’immobile di periferia.

Il movente economico

Alla base dell’orribile delitto ci sarebbe un’accesa faida familiare legata alla vendita di un immobile di lusso dal valore di 72 milioni di dollari di Hong Kong (circa 8,5 milioni di euro).

L’appartamento era intestato all’ex suocero, Kwong Kau, il quale avrebbe maturato un forte rancore verso la modella quando lei ha manifestato l’intenzione di metterlo in vendita. Per non perdere la proprietà, l’uomo avrebbe pianificato l’omicidio coinvolgendo i due figli.

Dopo la scoperta dei resti, la polizia ha arrestato l’ex suocero e il cognato. L’ex marito Alex Kwong è stato invece bloccato il giorno seguente, il 25 febbraio, mentre tentava la fuga via mare per lasciare Hong Kong.