Il delitto di Arce 25 anni dopo: la verità negata e l’accorato atto d’accusa della sorella di Serena Mollicone

Il delitto di Arce 25 anni dopo: la verità negata e l’atto d’accusa della sorella di Serena Mollicone

Venticinque anni corrispondono esattamente a 300 mesi, o per l’esattezza a 9.131 giorni. Un arco temporale immenso, durante il quale un’intera generazione è cresciuta, ma che per la cronaca giudiziaria italiana coincide con uno dei più complessi ed enigmatici cold case nazionali: l’omicidio di Serena Mollicone, la studentessa di Arce scomparsa il 1° giugno 2001 e ritrovata senza vita due giorni dopo nel bosco di Fonte Cupa. A un quarto di secolo dal delitto, mentre il procedimento di secondo grado continua a verificare le responsabilità della famiglia Mottola, assolta in primo grado dal Tribunale di Cassino, la sorella maggiore della vittima, Consuelo Mollicone, rompe il silenzio per analizzare le anomalie di un’inchiesta che per decenni ha incontrato vicoli ciechi e presunti depistaggi.

La pista del silenzio e i primi errori investigativi

Il nodo centrale del giallo di Arce riguarda la gestione della prima fase delle indagini, un periodo in cui — secondo i familiari e le tesi delle parti civili — gli investigatori seguirono piste palesemente errate che finirono per allontanare la ricerca della verità.

Consuelo Mollicone delinea un’ipotesi precisa sulle motivazioni del delitto, legata alla personalità della sorella, che descrive come una ragazza coraggiosa, guidata da forti ideali e incapace di piegarsi a timori reverenziali.

«Secondo il mio parere, Serena ha cercato di proteggere in tutti i modi una persona amica e per questo motivo è stata fatta sparire. È stata uccisa per farla tacere. All’inizio hanno cercato di depistare le indagini per far ricadere l’attenzione su soggetti estranei».

L’attenzione degli inquirenti e dei consulenti tecnici, negli ultimi anni, si è concentrata sul presunto passaggio di Serena all’interno della caserma dei Carabinieri di Arce il giorno della scomparsa, un elemento cardine del processo d’Appello che attende ancora una validazione definitiva sul piano delle prove materiali.

L’eredità della battaglia giudiziaria e l’appello ai testimoni

La ricerca della verità ad Arce è stata per diciannove anni incarnata dalla figura del padre, Guglielmo Mollicone, scomparso sei anni fa senza poter assistere alla svolta giudiziaria che ha portato al nuovo filone processuale. Un’eredità civile che la sorella Consuelo non considera un semplice incarico formale, bensì un percorso necessario per garantire l’efficacia del sistema giudiziario, ritenendo «inaccettabile che un crimine di tale gravità rimanga impunito dopo così tanto tempo».

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|               CRONOLOGIA ESSENZIALE DEL CASO ARCE              |
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| 1 Giugno 2001      | Scomparsa di Serena Mollicone da Arce      |
| 3 Giugno 2001      | Ritrovamento del corpo nel bosco           |
| Luglio 2022        | Sentenza di assoluzione in primo grado     |
| Fase Attuale       | Processo d'Appello-bis e riesame dei periti|
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La tesi della famiglia punta sulla presenza di testimoni rimasti nell’ombra o reticenti durante questo quarto di secolo. L’appello finale della testata e della famiglia è rivolto a chiunque, nel comparto locale o tra le vecchie conoscenze della giovane, possa aver visto o saputo dettagli cruciali in quel giugno del 2001: dopo 25 anni non è troppo tardi per superare i timori dell’epoca e permettere alla magistratura di chiudere una delle pagine più dolorose della cronaca nera del Paese.