Nicole Minetti ottiene un nuovo e importante via libera nel percorso che potrebbe portare alla conferma definitiva della grazia concessa dal Presidente della Repubblica. La Procura generale di Milano ha infatti espresso nuovamente parere favorevole dopo gli approfondimenti richiesti dal Quirinale in seguito alle polemiche esplose nei mesi scorsi attorno alla vicenda dell’ex consigliera regionale lombarda.
Il punto centrale della nuova istruttoria è chiaro: le verifiche disposte dai magistrati milanesi non avrebbero confermato le accuse e le ricostruzioni che avevano alimentato dubbi sulla concessione del provvedimento di clemenza. Anzi, secondo quanto emerge dal comunicato diffuso dalla Procura generale, gli accertamenti avrebbero smentito gran parte delle circostanze finite al centro del dibattito pubblico.
La Procura generale conferma il parere favorevole
La vicenda nasce dalla decisione del Capo dello Stato di concedere la grazia a Nicole Minetti lo scorso 18 febbraio. Dopo la pubblicazione di una serie di articoli e ricostruzioni giornalistiche, il Quirinale aveva però chiesto ulteriori verifiche per accertare la correttezza delle informazioni utilizzate durante l’istruttoria che aveva portato al provvedimento.
La Procura generale di Milano, guidata da Francesca Nanni insieme al sostituto procuratore generale Gaetano Brusa, ha quindi disposto nuovi accertamenti affidati ai carabinieri e all’Interpol.
Il risultato è contenuto in una relazione trasmessa al Ministero della Giustizia e alla Presidenza della Repubblica. Secondo i magistrati, “i fatti riportati nelle notizie di stampa dalle quali ha tratto origine il presente supplemento di attività non corrispondono al vero” e dagli approfondimenti non sarebbero emersi elementi in grado di modificare il quadro già valutato dalle autorità competenti.
Nessuna irregolarità nell’adozione del bambino
Uno dei punti più delicati riguardava la procedura di adozione del bambino accolto da Nicole Minetti e dal compagno Giuseppe Cipriani.
Le verifiche hanno escluso le presunte anomalie che avevano alimentato polemiche nelle ultime settimane. In particolare, la Procura generale chiarisce che il legale deceduto in circostanze ritenute sospette da alcune ricostruzioni giornalistiche non era il difensore dei genitori biologici del minore ma l’avvocato dello stesso bambino, favorevole all’adozione.
I magistrati precisano inoltre che non vi è mai stata alcuna battaglia giudiziaria tra le parti. I genitori naturali non si sono costituiti nel procedimento, mentre la madre biologica risultava irreperibile.
Anche le verifiche svolte in Uruguay non hanno evidenziato anomalie. Il Procuratore della Repubblica locale avrebbe confermato l’assenza di ipotesi di reato legate alla morte del professionista e non sarebbero emerse irregolarità nel procedimento di adozione successivamente riconosciuto in Italia dal Tribunale per i minorenni di Venezia.
La relazione sottolinea inoltre il grave quadro sanitario del minore, seguito presso il Boston Children’s Hospital, e la necessità della presenza costante della madre durante controlli e terapie.
Smentite le accuse su droga e festini
Un altro capitolo che aveva alimentato polemiche riguardava il presunto stile di vita dell’ex consigliera regionale dopo il trasferimento all’estero.
Anche su questo fronte la Procura generale parla di verifiche approfondite e risultati netti. Secondo i magistrati non risultano segnalazioni di reato, procedimenti giudiziari o coinvolgimenti investigativi a carico di Nicole Minetti e Giuseppe Cipriani né in Uruguay né in Spagna.
Le accuse relative a presunte feste con droga e sesso alle quali avrebbe partecipato l’ex igienista dentale di Silvio Berlusconi sarebbero state smentite dalle dichiarazioni raccolte durante le indagini difensive e dalle testimonianze acquisite dai carabinieri.
Si tratta probabilmente del passaggio più significativo dell’intera relazione perché riguarda proprio gli elementi che avevano alimentato le maggiori contestazioni pubbliche dopo la concessione della grazia.
Adesso decide il Quirinale
La nuova relazione è stata trasmessa oggi al Ministero della Giustizia e alla Presidenza della Repubblica. Toccherà ora a Via Arenula esaminare la documentazione e formulare il proprio parere prima di rinviare il fascicolo al Quirinale.
A quel punto sarà il Presidente della Repubblica a decidere se confermare definitivamente la grazia concessa lo scorso febbraio oppure adottare una diversa determinazione.
Per il momento, però, la nuova istruttoria rappresenta un passaggio favorevole per Nicole Minetti. I magistrati milanesi che avevano già sostenuto la concessione del provvedimento di clemenza hanno infatti confermato la loro posizione, ribadendo l’assenza di elementi capaci di mettere in discussione il quadro valutato nei mesi scorsi e parlando di una persona che aveva mostrato una “radicale distanza dal passato” e una concreta volontà di reinserimento sociale.







