Sembrava impossibile alzare ulteriormente il livello dello scontro. E invece la vicenda che vede contrapposti l’ex ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano e Maria Rosaria Boccia si prepara a vivere un nuovo capitolo destinato a far discutere. A pochi mesi dall’apertura del processo, prevista per ottobre, la difesa dell’ex ministro starebbe infatti valutando di chiedere una modifica radicale del quadro accusatorio: contestare a Boccia addirittura il tentato omicidio.
L’ipotesi nasce attorno a uno degli episodi più controversi dell’intera vicenda, la ferita alla testa riportata da Sangiuliano durante il periodo più turbolento del rapporto con l’imprenditrice campana. Secondo la ricostruzione che la difesa dell’ex ministro sarebbe pronta a sostenere, quella lesione non sarebbe stata provocata né da una caduta accidentale né dalle unghie della donna, come emerso in altre versioni dei fatti, ma dall’impatto con un oggetto metallico.
La ferita alla testa che potrebbe cambiare il processo
È proprio questo dettaglio a rappresentare il cuore della nuova strategia difensiva. Se i legali di Sangiuliano dovessero formalizzare la richiesta in aula, il procedimento potrebbe aprirsi con uno scontro immediato sulla qualificazione giuridica dei fatti.
Si tratterebbe di una svolta pesante in una vicenda che già oggi presenta accuse molto gravi. Maria Rosaria Boccia è infatti stata rinviata a giudizio per stalking aggravato, lesioni, diffamazione e interferenze illecite nella vita privata dell’ex ministro. Contestazioni nate dopo l’esplosione pubblica della relazione tra i due e dopo mesi di polemiche che avevano travolto il Ministero della Cultura, trasformando una vicenda privata in un caso politico nazionale.
L’eventuale contestazione del tentato omicidio rappresenterebbe però un salto di qualità completamente diverso, destinato inevitabilmente ad attirare l’attenzione dell’opinione pubblica e a riaccendere il dibattito attorno a una delle storie più discusse degli ultimi anni.
La replica di Maria Rosaria Boccia: “Un’assurdità”
La risposta della difesa dell’imprenditrice non si è fatta attendere. Attraverso una dichiarazione affidata all’avvocato Francesco Di Deco e pubblicata da Dagospia, Boccia ha respinto con decisione la prospettiva di una simile contestazione.
Il legale ha sottolineato come diverse testate nazionali abbiano riportato la notizia secondo cui la difesa dell’ex ministro starebbe valutando il mutamento del capo d’imputazione in tentato omicidio, definendo però questa ipotesi incompatibile con quanto dichiarato dallo stesso Sangiuliano nel corso delle precedenti fasi dell’indagine.
“Il Corriere ed altre testate di caratura nazionale riportano, in data odierna, la notizia secondo la quale la difesa dell’ex Ministro Sangiuliano sarebbe intenzionata a chiedere il mutamento del capo d’imputazione in tentato omicidio. Senza entrare nel tecnicismo del tentativo, l’assurdità di questa ipotesi è confermata dalle stesse dichiarazioni di Sangiuliano, sia in sede di querela che in sede di verbalizzazione dinanzi alla Procura. Certamente, nell’interesse della mia assistita, valuterò qualsivoglia azione in ogni sede per tutelarne l’onorabilità, laddove questa “follia” fosse reale e non un’invenzione giornalistica”.
Parole che mostrano chiaramente il clima con cui le parti si preparano ad affrontare il processo.
Verso un autunno ad alta tensione giudiziaria
Adesso l’attenzione si concentra sulle prossime mosse della difesa di Sangiuliano. Al momento si parla di una valutazione e non di una richiesta formalmente depositata. La differenza è sostanziale, perché solo un’eventuale iniziativa processuale concreta permetterà al giudice di esaminare la questione e valutarne la fondatezza.
Resta però il dato politico e mediatico. Quella che era iniziata come una relazione privata degenerata in uno scontro pubblico si è trasformata in una lunga battaglia giudiziaria che continua a produrre colpi di scena. E se davvero la difesa dell’ex ministro dovesse tentare la strada del tentato omicidio, il processo di ottobre rischierebbe di aprirsi sotto il segno dello scontro totale.







