Nel passato giudiziario di Mario Roggero c’è anche una condanna per una lite familiare durante la quale il gioielliere minacciò con una pistola il fidanzato di una delle figlie e i genitori del giovane. Un episodio risalente al dicembre 2005, tornato al centro dell’attenzione dopo la condanna definitiva a 14 anni e 9 mesi per l’uccisione di due rapinatori e il ferimento di un terzo.
Il precedente è stato richiamato nelle motivazioni delle sentenze emesse dalla Corte d’Assise di Asti e dalla Corte d’Assise d’Appello di Torino, il cui impianto è stato confermato dalla Cassazione il 15 luglio 2026.
Per i giudici, la vicenda del 2005 rappresenta un elemento utile a ricostruire una modalità impulsiva di reagire alle situazioni percepite come minacciose. Non si trattava, in quel caso, di una rapina o di un episodio riconducibile alla legittima difesa, ma di una lite nata dopo un diverbio tra la figlia di Roggero e il suo fidanzato.
La lite con il fidanzato della figlia
Secondo quanto ricostruito negli atti giudiziari, la giovane aveva telefonato al padre chiedendo aiuto dopo essere stata lasciata in strada dal fidanzato. La ragazza aveva riferito anche di essere stata schiaffeggiata durante la discussione.
Roggero raggiunse quindi l’abitazione del giovane. Quest’ultimo raccontò che il gioielliere lo aveva insultato, spintonato e colpito con alcuni pugni al volto. Quando arrivarono i genitori del ragazzo, Roggero avrebbe estratto una pistola e minacciato tutti e tre.
La famiglia si rifugiò all’interno dell’abitazione e chiuse il cancello del cortile. La vicenda terminò con denunce reciproche e con il patteggiamento davanti al Tribunale di Alba.
Nel 2007 Roggero concordò una pena di due mesi di reclusione, successivamente sostituita con una multa di 2.280 euro, per ingiurie e minacce aggravate dall’uso di un’arma.
Quel precedente, a distanza di oltre vent’anni, è stato preso in considerazione anche nel procedimento relativo ai fatti del 28 aprile 2021. La Corte d’Assise d’Appello di Torino ha osservato che una modalità impulsiva di reazione agli eventi era presente anche nel passato del gioielliere.
Il trauma provocato dalla rapina del 2015
Nelle sentenze è stato esaminato anche il disturbo post traumatico da stress sviluppato da Roggero dopo la violenta rapina subita nel 2015. Si tratta, secondo quanto confermato dal procuratore di Asti Biagio Mazzeo, dell’unico assalto subito dal gioielliere prima di quello del 2021.
Durante quella rapina Roggero venne sottoposto a un violento pestaggio. I malviventi rovesciarono il bancone del negozio e lo colpirono ripetutamente nel tentativo di immobilizzarlo, provocandogli la frattura del setto nasale e lesioni giudicate guaribili in 25 giorni.
All’interno della gioielleria si trovava anche una delle figlie, che venne ripetutamente minacciata. Nel corso del processo la difesa ha prodotto il filmato dell’assalto e la documentazione relativa alle condanne inflitte ai responsabili.
I consulenti hanno ricostruito le conseguenze psicologiche lasciate dall’episodio. Roggero avrebbe maturato la convinzione di dover provvedere personalmente alla propria sicurezza, ritenendo insufficiente la protezione garantita dalle autorità.
Il disturbo post traumatico è stato riconosciuto, ma non è stato considerato tale da escludere la capacità di intendere e di volere dell’imputato al momento dei fatti del 2021. Le sentenze hanno inoltre escluso che il trauma potesse giustificare una reazione avvenuta quando, secondo la ricostruzione giudiziaria, il pericolo non era più attuale.
La condanna definitiva e l’ingresso a Bollate
Il 28 aprile 2021 tre uomini entrarono nella gioielleria di Grinzane Cavour, minacciando e immobilizzando la moglie e una delle figlie di Roggero. Dopo l’assalto, il commerciante uscì dal negozio armato e inseguì i rapinatori.
Roggero sparò diversi colpi, uccidendo Giuseppe Mazzarino e Andrea Spinelli e ferendo Alessandro Modica. Secondo la ricostruzione accolta nei tre gradi di giudizio, i rapinatori erano ormai in fuga e non rappresentavano più un pericolo attuale per il gioielliere o per i suoi familiari.
Per questa ragione i giudici hanno escluso la legittima difesa e hanno ritenuto Roggero responsabile di duplice omicidio e tentato omicidio. La Cassazione ha reso definitiva la pena di 14 anni e 9 mesi il 15 luglio 2026.
Venerdì 17 luglio il gioielliere, 72 anni, si è presentato nel carcere milanese di Bollate per iniziare a scontare la condanna. Roggero ha definito la pena un «ergastolo» in considerazione della propria età e ha ribadito di considerare ingiusta la sentenza.
La moglie Mariangela Sandrone ha depositato una domanda di grazia indirizzata al presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Il ministero della Giustizia ha avviato l’istruttoria prevista dalla procedura, mentre il caso continua ad alimentare un acceso confronto politico e nell’opinione pubblica.







