Milano, modella cerca il ragazzo che l’ha salvata dal branco: «Volevano violentarmi, è stato un eroe. Vorrei almeno dirgli grazie»

Anna Aksamit

Una normale uscita per fare la spesa trasformata in un incubo. È il racconto di Anna Aksamit, modella polacca di trent’anni che vive a Milano dallo scorso settembre e che denuncia di essere stata vittima di una violenta aggressione nella zona di Porta Romana. Una vicenda che ha scosso la città e che nelle ultime ore ha acceso il dibattito sulla sicurezza nelle strade del capoluogo lombardo.

La donna sostiene di essere stata presa di mira venerdì pomeriggio mentre si dirigeva verso un supermercato in via Livenza. Quello che inizialmente sembrava soltanto un gruppo di ragazzi incontrato per strada si sarebbe trasformato, nel giro di pochi istanti, in una minaccia concreta.

L’aggressione a Porta Romana raccontata dalla modella

Secondo il racconto della trentenne, gli aggressori erano sette o otto giovani apparentemente alterati dall’alcol. La modella sostiene di essersi accorta che il gruppo la stava osservando e di aver cercato di allontanarsi, ma i ragazzi l’avrebbero inseguita fino a raggiungerla.

Una volta accerchiata, racconta, sarebbe iniziata l’aggressione. Pugni al volto, colpi all’addome e momenti di autentico terrore che l’hanno lasciata sotto shock. La donna presenta ancora segni evidenti della violenza subita, tra cui un occhio tumefatto che testimonia la brutalità dell’episodio.

La vicenda sarebbe avvenuta in pieno giorno, in una delle aree più frequentate della città. Un dettaglio che rende ancora più inquietante il racconto della modella e che contribuisce ad alimentare interrogativi sulla percezione della sicurezza da parte dei cittadini.

Il timore di una violenza sessuale e l’arrivo del soccorritore

Nel ricostruire quei momenti, Anna Aksamit parla anche della paura che la situazione potesse degenerare ulteriormente. La donna ritiene infatti che l’aggressione non fosse destinata a fermarsi ai colpi ricevuti e teme che il gruppo stesse tentando di arrivare a una violenza sessuale.

A interrompere quella che poteva trasformarsi in una tragedia sarebbe stato l’arrivo improvviso di un passante. Attirato dalle urla della vittima, il giovane sarebbe intervenuto costringendo il branco a interrompere l’aggressione.

L’episodio si sarebbe concluso proprio grazie a quel gesto coraggioso. La presenza dello sconosciuto avrebbe infatti permesso alla donna di sottrarsi ai suoi aggressori e di mettersi in salvo.

Una figura rimasta senza nome ma diventata centrale nel racconto della modella. Per Anna Aksamit quell’uomo rappresenta la differenza tra ciò che è accaduto e ciò che sarebbe potuto accadere.

«Vorrei ritrovare il ragazzo che mi ha salvata»

A distanza di poche ore dall’aggressione, la trentenne continua a ripensare a quei momenti e soprattutto alla persona che l’ha aiutata. Ancora scossa e provata fisicamente, ha raccontato di ricordare pochissimi dettagli del suo soccorritore.

«Ricordo solo che era molto alto e robusto. Mi piacerebbe incontrarlo o almeno sapere il suo nome. Mi sembrava che fosse italiano. Gli devo tanto e vorrei ringraziarlo per quello che ha fatto. È stato un gesto da vero eroe», ha raccontato.

Parole che restituiscono la misura dello shock vissuto dalla donna ma anche della gratitudine verso chi non è rimasto indifferente davanti a una persona in difficoltà.

La denuncia e le indagini sull’aggressione

Ad assistere la modella è l’avvocato Domenico Musicco, che ha annunciato la presentazione di una denuncia alle autorità. «Faremo denuncia domattina, oggi lei è ancora molto, troppo, provata», ha spiegato il legale.

La denuncia consentirà agli investigatori di ricostruire nel dettaglio quanto accaduto e di verificare ogni elemento del racconto. Fondamentali potrebbero rivelarsi eventuali testimonianze e le immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona.

Nel frattempo resta la storia di una donna che sostiene di essere stata vittima di una brutale aggressione nel cuore di Milano e quella di un ragazzo sconosciuto che, sentendo delle urla provenire dalla strada, ha deciso di intervenire senza voltarsi dall’altra parte.