Una corsa folle in pieno centro, i pedoni travolti, le urla, i corpi sull’asfalto, poi la fuga a piedi con un coltello in mano. Modena è stata colpita nel cuore, lungo via Emilia centro, dove un’auto arrivata da largo Garibaldi ha falciato una decina di persone prima di schiantarsi contro la vetrina di un negozio. Il bilancio provvisorio è pesantissimo: sette feriti, quattro dei quali gravissimi. Tra loro ci sarebbe una donna che, secondo le prime testimonianze raccolte sul posto, avrebbe perso entrambe le gambe nell’impatto.
L’uomo alla guida, un trentenne italiano di seconda generazione, nato nel Bergamasco e cresciuto nel Modenese, è stato fermato dopo un tentativo di fuga. Sarebbe incensurato. Dopo lo schianto, secondo la prima ricostruzione, sarebbe scappato a piedi e avrebbe tentato di colpire con un coltello una delle persone che lo stavano inseguendo. Alla fine è stato bloccato all’incrocio tra via Pioppa e corso Adriano, anche grazie all’intervento di alcuni cittadini.
L’auto sul marciapiede e lo schianto contro la vetrina
La dinamica è ancora al vaglio della polizia, ma il quadro che emerge dalle prime testimonianze è inquietante. L’auto avrebbe imboccato via Emilia a velocità altissima, puntando verso il marciapiede e travolgendo chi si trovava a piedi nella zona di largo Porta Bologna. Alcuni testimoni parlano di una manovra volontaria: «Abbiamo visto l’auto arrivare, puntava il marciapiede. Ha fatto un’accelerazione improvvisa. Andava almeno a cento all’ora, abbiamo visto le persone volare».
Sul posto sono arrivate immediatamente ambulanze, polizia, carabinieri e guardia di finanza. La zona è stata transennata, mentre i soccorritori prestavano aiuto ai feriti rimasti a terra. La scena, nel cuore della città, è apparsa subito gravissima: sirene, sangue, negozi chiusi in fretta e passanti sotto choc.
La fuga col coltello e i cittadini che lo hanno fermato
Dopo l’impatto, l’uomo alla guida sarebbe uscito dall’auto e avrebbe tentato la fuga. A inseguirlo sono stati alcuni cittadini, tra cui Luca Signorelli, rimasto ferito alla testa. È lui a raccontare i momenti più concitati: «Mentre tento di soccorrere la signora con le gambe amputate, lui scappa. Quindi l’ho inseguito, nel frattempo altre quattro o cinque persone mi sono venute dietro. È sparito dietro una pila di macchine e poi è risaltato fuori con un coltello in mano».
Il racconto prosegue con la colluttazione: «Mi sono arrivati due fendenti, uno al cuore e l’altro alla testa. Un fendente sono riuscito a evitarlo, l’altro l’ho preso. Poi gli ho bloccato il polso. E poi l’ho neutralizzato». L’uomo è stato quindi fermato e portato in questura, dove gli investigatori stanno cercando di ricostruire movente, intenzioni e condizioni al momento dell’attacco.
Il sindaco: “Atto drammatico”
Sul posto è arrivato anche il sindaco di Modena Massimo Mezzetti, che ha parlato di un fatto gravissimo: «Bisogna capire la natura, ma è un atto drammatico. Sono profondamente colpito. Qualunque sia la natura è un fatto gravissimo. Se fosse un attentato sarebbe ancora più grave».
Il primo cittadino ha confermato che, secondo le prime testimonianze, «l’auto ha puntato il marciapiede, colpendo anche una bici e poi si è schiantata colpendo in pieno una donna che è la più grave, con le gambe schiacciate». Poi il ringraziamento ai cittadini che hanno fermato il conducente: «Hanno avuto coraggio e grande senso civico».
Ora l’inchiesta dovrà chiarire se si sia trattato di un gesto deliberato e quale fosse il movente. Per Modena resta l’immagine di un pomeriggio di terrore, con una strada del centro trasformata in pochi secondi in una scena da incubo.







