Ranucci, la giornalista Angela Camuso lo accusa: «Avances dopo un colloquio di lavoro». Lui respinge tutto e valuta azioni legali

Ranucci e Karoline

Un’altra vicenda si aggiunge al caso Sigfrido Ranucci, proprio mentre il futuro del conduttore di Report continua ad agitare la Rai. Questa volta le accuse arrivano dalla giornalista Angela Camuso, che ha raccontato a Il Tempo un episodio risalente al 2018, quando incontrò Ranucci nella sede Rai di via Teulada per discutere una possibile collaborazione con Report.

Camuso sostiene che il giornalista, invece di concentrarsi esclusivamente sulle sue proposte professionali, le avrebbe rivolto complimenti sul suo aspetto e successivamente inviato alcuni messaggi che lei interpretò come «avances».

Ranucci respinge questa lettura. Secondo la ricostruzione riportata dalla stampa, considera quelli contestati semplici complimenti e avrebbe già affidato ai propri legali la valutazione di eventuali iniziative.

Angela Camuso: «Non lo denunciai, ma qualcosa si spezzò»

Camuso racconta di non avere presentato alcuna denuncia all’epoca dei fatti. «Non lo denunciai ma qualcosa mi si è spezzato dentro. Non è stata certo la prima volta che qualcuno ci ha provato, però da lui non me l’aspettavo», afferma.

La giornalista riferisce anche il contenuto di alcuni messaggi che attribuisce a Ranucci. Dopo il colloquio, il conduttore le avrebbe chiesto come stesse e avrebbe fatto riferimento ai suoi «occhi luminosi». Camuso sostiene inoltre che, quando dovevano incontrarsi per visionare alcuni filmati, Ranucci avrebbe proposto appuntamenti nel tardo pomeriggio, la sera o a «sera inoltrata».

Secondo Domani, la lettera inviata da Camuso a Il Tempo sarebbe accompagnata da «documentazione e materiale audio».

Resta un elemento sul quale le due ricostruzioni divergono nettamente. Ranucci avrebbe fatto osservare che Camuso lo ricontattò nel 2024 per ragioni professionali, chiedendo anche di incontrarlo. Una circostanza che il conduttore considera poco compatibile con la lettura che oggi la giornalista dà degli episodi del 2018.

Il precedente dell’audit Rai del 2021

Non è la prima volta che a Viale Mazzini arrivano segnalazioni relative ai rapporti personali e professionali di Ranucci con alcune collaboratrici.

Nel 2021 una lettera anonima aveva segnalato presunte richieste inopportune rivolte alle giornaliste di Report. La Rai aprì un audit interno che si concluse senza conseguenze, archiviando di fatto la vicenda.

La questione arrivò anche in commissione di Vigilanza perché la segnalazione raggiunse alcuni parlamentari. Tra questi Andrea Ruggeri, allora deputato di Forza Italia, e Davide Faraone di Italia Viva.

Il caso Camuso presenta però una differenza evidente: questa volta l’autrice delle accuse ha scelto di rendere pubblico il proprio nome e il proprio racconto. Al momento, tuttavia, non risulta che abbia presentato una denuncia alle autorità per gli episodi descritti.

In Rai spunta il timore della «ricattabilità»

Il caso si inserisce in un momento già complicato per Ranucci. Domani riferisce le parole attribuite a un dirigente Rai, secondo il quale il conduttore starebbe «perdendo la trebisonda». Negli ambienti aziendali qualcuno arriverebbe a interrogarsi sulla possibilità che possa diventare «ricattabile».

Si tratta, è bene precisarlo, di valutazioni e timori attribuiti a fonti interne alla Rai, non di fatti accertati.

A preoccupare alcuni dirigenti sarebbero soprattutto le dichiarazioni e le iniziative assunte dal giornalista nelle settimane successive all’attentato di cui è stato vittima, comprese le ipotesi avanzate pubblicamente su possibili responsabilità e collegamenti con ambienti politici o apparati dello Stato.

A queste polemiche si aggiungono i rapporti con Valter Lavitola, che hanno assunto un peso sempre maggiore dopo le ultime rivelazioni sull’attentato.

Ranucci: «Non posso perdere tempo a smentire ogni cosa»

Ranucci, intanto, continua gli incontri pubblici per presentare il suo libro La scelta. Ad Asiago ha aperto l’appuntamento con una battuta sulle polemiche: «Grazie, siete qui nonostante abbia perso la credibilità».

Sul caso Camuso ha scelto per ora una linea sintetica: «Non posso perdere tempo a smentire ogni cosa perché sarebbe impossibile».

Il conduttore avrebbe però chiesto al proprio avvocato di esaminare le dichiarazioni della giornalista e valutare le iniziative da intraprendere.

Camuso, da parte sua, non nasconde sui social una vicinanza politica a Roberto Vannacci. È un elemento che Ranucci e chi lo difende sottolineano nel valutare la tempistica delle accuse, ma che naturalmente non dimostra da solo alcun collegamento tra le posizioni politiche della giornalista e il racconto degli episodi del 2018.

Il futuro di Report e il Comitato etico

Per il momento la Rai non ha annunciato iniziative specifiche sulle accuse di Camuso. La vicenda potrebbe tuttavia finire sul tavolo del Comitato etico, già impegnato a esaminare il più ampio caso che riguarda Ranucci.

La posizione del conduttore diventa così sempre più complessa: da una parte le polemiche sull’attentato e sui rapporti con Lavitola, dall’altra le indiscrezioni su una possibile sospensione dalla guida di Report, alle quali adesso si aggiungono le dichiarazioni di Angela Camuso.

Resta però necessario separare i diversi piani. Le accuse della giornalista riguardano fatti che lei colloca nel 2018 e che Ranucci contesta; non risultano, allo stato, accertamenti giudiziari che le abbiano confermate. Saranno eventualmente le verifiche interne della Rai e le iniziative delle parti a stabilire se questo nuovo capitolo avrà conseguenze oppure resterà soltanto un altro fronte nella battaglia che ormai circonda il conduttore di Report.