Garlasco, i genitori di Chiara Poggi rompono il silenzio: “Per noi è Stasi”

Giuseppe Poggi e Rita Preda i genitori di Chiara – IPA @lacapitalenews.it

A parlare sono Rita Preda e Giuseppe Poggi, i genitori di Chiara Poggi, la ragazza uccisa nel 2007 a Garlasco. A distanza di anni dal delitto che ha sconvolto l’Italia, la famiglia torna davanti alle telecamere per raccontare il proprio punto di vista sulle nuove indagini e su tutto ciò che è accaduto negli ultimi mesi.

La loro posizione, però, non cambia: per loro il responsabile dell’omicidio resta Alberto Stasi, condannato in via definitiva. Eppure i genitori di Chiara lasciano aperta una porta agli sviluppi dell’inchiesta: se la magistratura dovesse arrivare a un’altra conclusione, saranno pronti ad accettarla.

Garlasco, la posizione dei genitori di Chiara su Alberto Stasi

È Giuseppe Poggi a spiegare il punto di vista della famiglia, dopo anni di processi e accertamenti giudiziari. “A noi la giustizia ha dato un colpevole, per noi è Stasi. Se questa nuova indagine, questa procura ci darà un nuovo colpevole, ne prendiamo atto”, hanno spiegato i genitori della giovane uccisa nell’agosto 2007.

Una frase che riassume bene il loro atteggiamento: nessuna intenzione di ignorare le nuove indagini, ma neppure quella di cancellare ciò che è emerso dal lungo percorso giudiziario già concluso. Giuseppe Poggi ha ricordato infatti che la famiglia ha attraversato cinque processi nell’arco di otto anni, arrivando infine a una sentenza definitiva.

Garlasco, i Poggi sulle nuove indagini: “Non ci intestardiamo”

Proprio sul possibile nuovo scenario investigativo, il padre di Chiara ha voluto mettere un punto fermo. “Non è che ci intestardiamo. Se la giustizia ci darà un nuovo colpevole, ne prenderemo atto”, ha affermato.

Il messaggio è chiaro: la famiglia non si considera parte dell’inchiesta e non pretende di sostituirsi alla magistratura. Se le nuove verifiche dovessero portare a un nome diverso, i Poggi dicono di essere pronti a prenderne atto. Ma fino a quel momento, la loro convinzione resta legata alla sentenza definitiva su Stasi.

Rita Preda non arretra: “Per noi è quello”

Anche Rita Preda ha ribadito la stessa posizione, senza lasciare spazio a interpretazioni. “Per noi è quello. Fino a quando la giustizia non ci darà un altro nome”, ha detto.

Una posizione che arriva mentre il caso di Garlasco continua a occupare televisioni, giornali e social, con nuove ipotesi, ricostruzioni e discussioni che hanno riportato il delitto sotto i riflettori. Per i genitori di Chiara, però, c’è un’altra questione che pesa ancora di più.

“Di Chiara si è parlato troppo poco”: il dolore della famiglia

Rita Preda e Giuseppe Poggi hanno spiegato di essere tornati in tv soprattutto per riportare Chiara al centro del racconto. Negli ultimi mesi, secondo la famiglia, l’attenzione si sarebbe concentrata quasi completamente sull’inchiesta, sulle nuove piste e sulle persone coinvolte nelle ricostruzioni del caso.

“Di Chiara si è parlato troppo poco”, hanno sostenuto. È forse uno dei passaggi più personali dell’intervista: dietro il caso giudiziario, ricordano i genitori, c’è una ragazza che è stata uccisa e la cui memoria rischia di essere oscurata dal continuo susseguirsi di nuove ricostruzioni.

Il “circo mediatico” di Garlasco finisce nel mirino

Proprio sull’enorme attenzione mediatica si concentra un’altra parte dello sfogo della famiglia. I coniugi Poggi hanno parlato di un vero e proprio “circo mediatico” attorno al caso, arrivando a sostenere che l’esposizione degli ultimi mesi sia stata persino più intensa rispetto a quella vissuta durante la prima fase dell’inchiesta.

Per anni la famiglia ha scelto il silenzio, spiegando di aver preferito lasciare lavorare investigatori e magistrati. Oggi, invece, il caso è tornato a essere quotidianamente al centro del dibattito pubblico.

Garlasco, lo sfogo sulla memoria di Chiara

Tra le parole pronunciate durante l’intervista c’è anche un passaggio particolarmente duro. La madre di Chiara ha contestato alcune ricostruzioni e indiscrezioni circolate negli ultimi mesi, ritenendo che abbiano finito per danneggiare il ricordo della figlia.

“Hanno sporcato la memoria di Chiara”, ha affermato. Il riferimento riguarda anche le ricostruzioni che hanno coinvolto Marco Poggi, fratello di Chiara, diventato a sua volta oggetto di attenzione nell’ambito del nuovo interesse mediatico per il caso. Per la famiglia, si tratta di un’ulteriore ferita che si aggiunge a anni di dolore, processi e continua esposizione pubblica.

Dagli attacchi social alla difesa di chi è stato accanto alla famiglia

Rita Preda ha poi raccontato un altro aspetto del caso: gli attacchi arrivati sui social network. Nel mirino, secondo quanto riferito, non ci sarebbero stati soltanto i familiari, ma anche avvocati, consulenti e professionisti che hanno seguito la famiglia nel corso degli anni.

“Non è giusto”, ha detto la madre di Chiara, cogliendo l’occasione per ringraziare pubblicamente le persone che hanno continuato ad assistere i Poggi nonostante le contestazioni e le polemiche online.

Alberto Stasi e i Poggi: nessun incontro dopo la condanna

Nel rapporto con Alberto Stasi, i genitori di Chiara hanno spiegato che, dopo la condanna definitiva, non ci sono stati contatti diretti con l’ex fidanzato della figlia. Non sembrano esserci, almeno per ora, le condizioni per un incontro neppure con la madre di Stasi. “Non è il momento di incontrarci”, hanno spiegato.

Una frase che chiude uno dei capitoli più delicati della vicenda e restituisce la dimensione privata di una famiglia che, a quasi vent’anni dall’omicidio di Chiara, continua a vivere dentro un caso giudiziario che non ha mai smesso di attirare l’attenzione dell’Italia.