L’inchiesta sulla “bomba d’amore” piazzata sotto casa di Sigfrido Ranucci si trasforma anche in un intricatissimo giallo sentimentale. L’ex compagna di Valter Lavitola vuole parlare con i pm dopo avere scoperto un’altra donna, mentre gli investigatori cercano di ricostruire chat e messaggi cancellati.
Mogli, ex compagne, amiche, presunte amanti, tradimenti scoperti, messaggi notturni e donne che adesso promettono di raccontare tutto. Intorno all’inchiesta sull’attentato contro Sigfrido Ranucci si sta aprendo un secondo capitolo che sembra avere tutti gli ingredienti di una soap, con un particolare non trascurabile: questa volta le chat, le relazioni e le gelosie potrebbero interessare anche i magistrati.
Al centro della storia resta Valter Lavitola, indicato dai pm romani come presunto mandante dell’attentato del 5 luglio contro Ranucci. Ma intorno a lui si muove un universo femminile sempre più affollato. E soprattutto c’è una donna che adesso vuole parlare: Natàlia Potenza, ex compagna italo-argentina di Lavitola e sua socia nella gestione del ristorante Cefalù di Monteverde.
Natàlia scopre l’altra donna e adesso vuole parlare con i pm
Potenza ha chiesto di essere ascoltata dai magistrati romani. La decisione arriva dopo la fine della relazione con Lavitola e dopo la scoperta dell’esistenza di Adriana Linhares, estetista brasiliana che ad agosto si è presentata pubblicamente come la «vera compagna» dell’uomo.
Linhares sarebbe la donna che Lavitola chiamava «meu amor». Una rivelazione che avrebbe fatto infuriare Natàlia e contribuito alla rottura definitiva della coppia. Ora l’ex compagna vuole raccontare la propria versione dei fatti agli inquirenti.
E qui il gossip potrebbe incrociare direttamente l’inchiesta. Gli investigatori hanno infatti riscontrato alcuni buchi temporali nei cellulari sequestrati a Lavitola, con periodi di settimane nei quali mancherebbero conversazioni e messaggi. Sotto la lente ci sarebbero anche comunicazioni cancellate nei giorni precedenti e successivi all’attentato.
Laura Cianfoni e quei messaggi con l’ex di Lavitola
Nella notte del 5 luglio, dopo la perquisizione dei carabinieri nell’abitazione di Lavitola, Natàlia Potenza scambiò alcuni messaggi con Laura Cianfoni, amica storica di Ranucci che in una chat compare indicata come «fidanzata».
Cianfoni ha già respinto il gossip sulla propria vita privata, ricordando che Ranucci ha una moglie e dei figli e definendosi semplicemente una ragazza finita dentro una vicenda diventata molto più grande di lei.
Il suo nome era tornato al centro dell’attenzione anche quando erano circolate fotografie che la ritraevano al Cefalù insieme a Giulia Presutti, inizialmente scelta per raccogliere l’eredità di Ranucci alla conduzione di Report. Una nomina poi saltata.
Maria Rosaria Boccia entra nel «gineceo»: «Mettetemi tra le amiche di Sigfrido»
A infilarsi nella storia è arrivata anche Maria Rosaria Boccia, già protagonista dell’affaire Sangiuliano. Stavolta si definisce apertamente un’amica di Ranucci.
«In questo gineceo mettetemi pure tra le amiche di Sigfrido», ha detto, offrendo una versione molto meno misteriosa delle frequentazioni che ruotavano attorno al giornalista: persone che si conoscevano, cenavano, litigavano e si frequentavano.
Boccia precisa però di non conoscere Lavitola e di non avere mai partecipato alle famose cene del Cefalù. E liquida con una battuta il vortice di nomi finiti attorno all’inchiesta: frequentare Ranucci, sostiene, le avrebbe insegnato che per ritrovarsi dentro un caso giudiziario può bastare comparire nella sua rubrica telefonica.
Mogli e compagne rompono il silenzio sull’attentato
Ma l’elenco delle donne non finisce qui. Gelsomina Tuorto, moglie di Gomes Tavares, factotum di Lavitola attualmente latitante in Africa e indicato dagli investigatori come organizzatore dell’attentato, difende il marito ma gli chiede di tornare: se ha responsabilità, sostiene, dovrà affrontarle.
Poi c’è Benita Marotta, compagna di Antonio Passariello, uno dei presunti esecutori materiali arrestati. La donna ha raccontato che il compagno avrebbe effettivamente partecipato all’azione, sostenendo però che l’organizzazione sarebbe partita da Gomes e che ad Antonio avrebbero raccontato una storia completamente diversa sul bersaglio. Per il lavoro avrebbe ricevuto mille euro.
Così, mentre i magistrati cercano di ricostruire ciò che manca nei telefoni di Lavitola e potrebbero ascoltare Ranucci entro la fine del mese, il caso si popola di testimonianze provenienti proprio dalla sfera privata dei protagonisti.
E la donna potenzialmente più esplosiva resta Natàlia Potenza. Ha condiviso con Lavitola una relazione e un’attività, poi ha scoperto la presenza di un’altra donna e adesso ha chiesto di sedersi davanti ai magistrati.
Dal «meu amor» brasiliano alle chat con l’amica di Ranucci, passando per il ristorante Cefalù e i messaggi scomparsi dai telefoni, il giallo dell’attentato sta diventando anche la saga delle donne di Lavitola e Ranucci. E alcune di loro hanno già fatto capire di avere ancora parecchie cose da raccontare.







