Caso Orlandi: il flauto traverso consegnato da Accetti passa all’esame del Ris di Roma per cercare nuove tracce genetiche

Emanuela Orlandi

Un reperto risalente a tredici anni fa torna improvvisamente al centro delle indagini sulla scomparsa di Emanuela Orlandi. Lo strumento musicale consegnato nel 2013 da Marco Accetti, che sosteneva che appartenesse alla quindicenne scomparsa in Vaticano, si trova ora nei laboratori del Ris dei carabinieri di Roma.

Il flauto sarà sottoposto ad analisi scientifiche avanzate

Gli specialisti intendono eseguire analisi scientifiche avanzate per verificare l’eventuale presenza di materiale biologico utile, che con le tecnologie dell’epoca non fu possibile estrarre. Alla riapertura dei plichi hanno assistito i legali di Accetti, Giancarlo Germani e Paolo Grillo, insieme al fratello di Emanuela, Pietro Orlandi, e all’avvocata Laura Sgrò. In collegamento da remoto ha partecipato, inoltre, il consulente della famiglia di Mirella Gregori.

La storia del flauto e il ruolo di Accetti

La vicenda legata a questo strumento traverso di marca Rampone & Cazzani comincia quando Accetti decise di presentarsi agli inquirenti sostenendo di aver avuto una parte attiva nelle sparizioni delle due giovani romane. In quell’occasione fece ritrovare la custodia contenente lo strumento insieme a un ritaglio di giornale datato 1985.

La marca del flauto corrisponde a quello di Emanuela

Nonostante le approfondite ricerche allora condotte per isolare impronte o profili genetici riconducibili ad Emanuela, gli esiti rimasero incerti. La marca dello strumento corrisponde al modello posseduto dalla ragazza, come ribadito anche dallo stesso Pietro Orlandi in Commissione parlamentare, ma l’omogeneità del modello non garantisce con certezza l’identità dell’oggetto. Attualmente la Procura di Roma mantiene Accetti al centro delle verifiche investigative, dopo un lungo interrogatorio svolto dai carabinieri negli ultimi mesi.

Il rinvio dell’audizione parlamentare di Bonarelli

Sul versante dell’inchiesta parlamentare si registra nel frattempo una battuta d’arresto per la prevista deposizione di Raoul Bonarelli, ex sovrastante della sicurezza vaticana.La seduta programmata a Palazzo San Macuto è stata annullata poco prima dell’orario fissato a causa di una richiesta di riservatezza avanzata dall’interessato riguardo alla presenza di fotografi e telecamere.

Bonarelli era vicino di casa di Emanuela e Mirella

Il nome di Bonarelli compare da anni nelle vicende Orlandi e Gregori per la vicinanza delle residenze e per la frequentazione degli stessi luoghi della capitale, tra cui il bar frequentato da Mirella. La Commissione intende fare chiarezza su alcune intercettazioni degli anni Novanta rimaste nell’ombra, in attesa che l’audizione venga nuovamente inserita nel calendario dei lavori.