Lampedusa, dieci vigili del fuoco morti: il Ministero dell’Interno avvia un’indagine

La caserma dei Vigili del fuoco di Lampedusa

Il ministero dell’Interno chiede l’intervento di una commissione medica per fare luce sulla morte di dieci vigili del fuoco che prestarono servizio a Lampedusa, nei pressi di un radar militare attivo fino ai primi anni Duemila. Altri sette ex operatori soffrono di gravi patologie.

L’Azienda sanitaria provinciale di Messina dovrà esaminare le cartelle cliniche per ricostruire la storia sanitaria degli operatori e verificare un eventuale riconoscimento dello status di vittime del dovere, con i relativi benefici.

L’allarme dopo le morti e le malattie tra i pompieri di Lampedusa

Il caso è emerso dopo un’inchiesta di Repubblica e la richiesta di un’indagine epidemiologica presentata da Antonello Di Malta, ex vigile del fuoco, sindacalista e oggi pensionato.

A destare preoccupazione è il numero di decessi e malattie gravi tra gli operatori che per anni hanno condiviso lo stesso luogo di lavoro: la caserma di Lampedusa, situata vicino all’aeroporto.

Secondo le segnalazioni dei vigili del fuoco, la vicinanza a un radar dell’Aeronautica militare potrebbe aver contribuito ai problemi di salute. L’impianto entrò in funzione alla fine degli anni Novanta e rimase attivo fino ai primi anni Duemila. Le autorità lo installarono dopo l’attacco libico all’isola delle Pelagie durante il regime di Muammar Gheddafi.

I primi sintomi e il timore per le patologie gravi

Nella lettera di denuncia, gli operatori raccontano che i problemi di salute iniziarono dopo l’installazione del radar. Diversi vigili del fuoco accusarono mal di testa, pressione alta, svenimenti e altri disturbi fisici.

Inizialmente, la scomparsa dei sintomi dopo la disattivazione dell’impianto sembrò ridimensionare le preoccupazioni. Negli anni successivi, però, emersero patologie più gravi.

Secondo i dati riportati dai lavoratori, dieci persone sono morte e altre sette si sono ammalate gravemente su un gruppo di 45 operatori presenti in quel periodo. Le malattie riguardano soprattutto patologie tumorali e cardiache. Alcuni ex vigili del fuoco hanno ricevuto la diagnosi poco dopo il pensionamento.

Resta da accertare un eventuale legame tra l’esposizione al radar e le patologie denunciate. Proprio per questo, l’esame delle cartelle cliniche rappresenta un passaggio importante per ricostruire i singoli casi e valutare le possibili cause delle malattie.

La vicenda di Lampedusa all’attenzione delle istituzioni

Con l’assistenza dell’avvocato Andrea Bava, i vigili del fuoco e le loro famiglie hanno portato la vicenda all’attenzione delle istituzioni attraverso interrogazioni parlamentari e atti presentati anche al Parlamento europeo.

Dopo anni di richieste, il ministero dell’Interno ha avviato le verifiche sulle cartelle cliniche degli operatori morti negli ultimi anni. L’analisi dovrà chiarire le circostanze dei decessi e valutare se sussistano i requisiti per il riconoscimento dello status di vittime del dovere.

La comunicazione ministeriale è arrivata anche a Giovanni Partinico, che per lungo tempo aveva cercato risposte sulla propria malattia. L’uomo ha ricevuto la notifica due giorni dopo la sua morte.

Antonello Di Malta: «Finalmente arrivano le verifiche»

Antonello Di Malta, portavoce delle famiglie, accoglie con sollievo l’avvio degli accertamenti, ma sottolinea le difficoltà affrontate negli anni. «Questa verifica la chiediamo da tempo e finalmente arriva», dichiara Di Malta. «Ma in questi anni di lotta siamo stati lasciati soli dalle istituzioni locali e nazionali. Adesso, grazie al nostro avvocato, stiamo riuscendo a rompere il velo su quanto accaduto nella nostra isola, ma la strada è lunga».

Le famiglie chiedono ora risposte concrete sulle cause delle malattie e dei decessi. L’esame medico delle singole cartelle cliniche dovrà contribuire a chiarire i fatti e a stabilire se esistano i presupposti per riconoscere i benefici previsti dalla legge.