Cannes 2026, Cristian Mungiu vince la Palma d’oro: tutti i premi del Festival

Cannes 2026

Il sipario è calato sulla 79esima edizione del Festival di Cannes, lasciando dietro di sé un verdetto destinato a restare negli annali della storia del cinema. Il Grand Théâtre Lumière è esploso in un fragoroso applauso quando è stato annunciato il vincitore della Palma d’oro: a trionfare è stato Fjord, l’ultima opera del regista rumeno Cristian Mungiu. Una scelta di altissimo profilo, arrivata al termine di un’intensa camera di consiglio presieduta dal maestro coreano Park Chan-wook e supportata da una giuria d’eccezione che vedeva protagonisti, tra gli altri, Demi Moore, Stellan Skarsgård e Chloé Zhao.

Da Coppola a Mungiu

Con questa vittoria, Cristian Mungiu non si limita a portare a casa un premio, ma compie un vero e proprio salto nell’immortalità cinematografica. Avendo già conquistato il massimo riconoscimento nel 2007 con l’indimenticabile 4 mesi, 3 settimane, 2 giorni, il cineasta rumeno entra ufficialmente nel ristrettissimo club dei “bi-palmati”. Si siede così accanto a leggende assolute come Francis Ford Coppola, i fratelli Dardenne, Ken Loach e Michael Haneke, confermandosi come una delle voci più potenti e coerenti del panorama mondiale contemporaneo.

Un palmarès d’eccezione

Ma il trionfo di Mungiu è solo la punta di un iceberg che rivela un’edizione ricchissima. Il prestigioso Grand Prix è andato ad Andrey Zvyagintsev per il suo attesissimo Minotaur, mentre la regia ha visto un ex aequo di altissimo livello: da una parte il duo spagnolo composto da Javier Calvo e Javier Ambrossi per La bola negra, dall’altra il polacco Paweł Pawlikowski con il suo Fatherland. La sceneggiatura ha invece premiato il talento di Emmanuel Marre per A Man of His Time, consolidando la qualità del cinema europeo in concorso quest’anno.

Anche le categorie dedicate alla recitazione hanno regalato grandi emozioni con doppi riconoscimenti che sottolineano la difficoltà della giuria nel scegliere un unico vincitore. Tra le donne, la Palma per la migliore attrice è stata condivisa da Virginie Efira e Tao Okamoto per All of a Sudden, mentre sul fronte maschile hanno trionfato Valentin Campagne ed Emmanuel Macchia, protagonisti del film Coward. Non è mancato lo spazio per le visioni più originali, con il Premio speciale della giuria assegnato a Valeska Grisebach per The Dreamed Adventure e la Camera d’Or per la migliore opera prima andata a Marie Clémentine Dusabejambo per Ben’Imana.

Dalle leggende di Hollywood alle scoperte di Un Certain Regard

Il Festival non è stato però solo competizione pura, ma anche una celebrazione delle icone che hanno reso grande il grande schermo. Il pubblico ha tributato standing ovation interminabili per le Palme d’oro d’onore consegnate a tre giganti assoluti: Peter Jackson, Barbra Streisand e John Travolta. Parallelamente, le sezioni collaterali hanno offerto sguardi preziosi sul futuro del cinema. In Un Certain Regard, il titolo di miglior film è andato a Everytime di Sandra Wollner, mentre il talento di attori come Bradley Fiomona Dembeasset e Marina De Tavira è stato celebrato con i massimi riconoscimenti di categoria.

Il fermento della Croisette ha contagiato anche la Quinzaine des Cinéastes e la Semaine de la Critique, dove pellicole come L’espèce explosive di Sarah Arnold e La Gradiva di Marine Atlan hanno saputo conquistare rispettivamente il pubblico e la critica internazionale. Tra cortometraggi di spessore, come quello dell’argentino Federico Luis, e rivelazioni folgoranti come Aina Clotet, l’edizione 2026 si chiude con la consapevolezza che il cinema, nonostante le sfide del tempo, continua a saper emozionare e a trovare nei suoi maestri e nelle nuove promesse una linfa vitale inarrestabile.