Se il conflitto in Medio Oriente finisse oggi sarebbero necessari mesi, forse anni, per tornare alla normalità. In un quadro geopolitico internazionale sempre più incerto pesano i riflessi sull’economia, dunque su ciò con cui tutti abbiamo a che fare quotidianamente. Dalla benzina alla spesa giornaliera il conto si è fatto molto salato. Per l’Istat l’inflazione ad aprile è a +1,2% su base mensile e a +2,8% su base annua. A marzo era a +1,7%. Questo si traduce in un marcato aumento del costo della vita. Centinaia di euro di spesa in più a famiglia.
Un mix esplosivo
Trasporti e logistica, energia, industria, carburanti, beni e servizi. Il conflitto preme su tutte le filiere produttive e preme anche sul lavoro e sui livelli occupazionali. Senza trasporti e logistica le merci non viaggiano e non arrivano nei supermercati e nei negozi. Senza fertilizzanti le colture muoiono e non ci saranno raccolti. Con i viaggi messi a rischio dai costi o dalla carenza di carburante ci saranno ripercussioni sul settore turistico. Gli aumenti contestuali di prezzi e tariffe, così come si sono manifestati, sono un vero e proprio mix esplosivo.
Decima settimana consecutiva di rincari
La corsa dei prezzi non si è ancora fermata. E non poteva accadere il contrario dal momento che le pressioni economiche sui settori produttivi restano molto elevate. Gli effetti più evidenti sono al distributore ma gli aumenti sono ormai generalizzati. Per la decima settimana consecutiva i listini hanno il segno più su tutte le principali voci di spesa. A partire dalla casa. Secondo l’Istituto nazionale di statistica, infatti, ad aprile, abitazione e bollette domestiche costano il 5,3% in più rispetto allo scorso anno, mentre alimentari e bevande sono cresciuti del 3,5%. I trasporti costano il 3,8% in più, la ristorazione ed i servizi d’alloggio sono aumentati del 2,8%. Crescono anche i servizi di assistenza alla persona, +3%.
L’allarme del Codacons
Gli aumenti generalizzati dei prezzi costano tra i 926 euro e i 1.279 euro in più all’anno a famiglia. «A pesare, tra le altre voci – sottolinea il Codacons – sono i combustibili liquidi aumentati del 38%, il gas del 13% e i biglietti aerei di oltre il 18%». Una stangata da decine di milioni di euro in più a settimana.
La spesa alimentare, frutta fresca alle stelle
Per il Codacons con i prezzi della spesa alimentare «che salgono del 3,1% sull’anno con punte del 6% in più per i non lavorati, l’aggravio di spesa è pari a +198 euro per la famiglia tipo, +287 euro per quella con due figli». Il costo all’ingrosso di alcuni prodotti ortofrutticoli ha segnato aumenti fino al 35%. In poche settimane i legumi sono rincarati del 9,9%. Ortaggi come peperoni, melanzane, zucchine e pomodori dell’8,6%. Frutti come mirtilli, lamponi, more e ribes sono prezzati con il 16,1% in più. Per altre tipologie di frutta fresca gli aumenti medi sono pari al 7,8%, il 7,5% per gli agrumi.
Le bollette energetiche
Ad aprile i prodotti energetici non regolamentati, segnala il Codacons, registrano aumenti pari al 9,9% mentre quelli regolamentati sono cresciuti del 5,7%. «Ad aprile il gas costa alle famiglie il 13% in più rispetto a febbraio, mentre l’energia elettrica è salita del +5,2%», calcola l’associazione.
I trasporti e prodotti informatici e hi-tech
Volano i prezzi di aerei e trasporti marittimi. I primi registrano aumenti del 18,2%, mentre le tariffe dei traghetti sono salite del 6%. Due settori fortemente impattati dall’aumento dei costi sono quelli dell’informatica e dell’hi-tech. Il Codacons segnala che in 2 mesi «i supporti per la registrazione costano il 21,6% in più mentre videogiochi, console, applicazioni e software per videogiochi sono aumentati del 16,4%».
Sale il prezzo della benzina, stabile il diesel
I dati rilevati oggi dall’Osservatorio sui prezzi del ministero delle Imprese, dicono che il costo medio dei carburanti in modalità “self service” lungo la rete stradale nazionale è pari a 1,899 euro al litro per la benzina (in rialzo rispetto agli 1,890 euro di ieri) e 2,047 euro al litro per il gasolio (prezzo invariato rispetto a ieri). Sulla rete autostradale, invece, il prezzo medio self è di 1,967 euro al litro per la benzina e 2,116 euro la litro per il gasolio.
Bilanci familiari a rischio
Tutti i settori economici sono in sofferenza. I numeri che leggiamo pesano in maniera drammatica sui bilanci delle famiglie, specie quelle a basso reddito nelle quali i costi di casa, le bollette, la spesa alimentare e i trasporti si portano via la metà del budget mensile. Si tratta dei bilanci più fragili sui quali, in situazioni normali, una minima variazione può avere effetti devastanti. Persistendo una condizione di disequilibrio, non potendo controllare né contenere le spese, le famiglie in condizione di maggiore difficoltà saranno costrette ad optare delle scelte, preferendo alcune spese ad altre per rientrare nei costi.
La pressione sulle imprese
Le imprese stanno affrontando un momento molto difficile che avrà riflessi su produzione ed investimenti. Il costo dell’energia è la voce che desta maggiore preoccupazione. L’Italia non è ancora in grado di sopperire con fonti alternative e la sua condizione di dipendenza, l’80% del fabbisogno nazionale, in questo momento ha un peso strategico.
Le misure messe in campo dal Governo
Palazzo Chigi ha da poco varato l’ulteriore proroga del taglio delle accise sui carburanti. Lo sconto aiuta ma non risolve la questione relativa alla volatilità dei prezzi. In questa terza tornata di sconti sui carburanti anche il budget del Governo si è ridotto. Bruxelles, che in vista dell’estate ha predisposto un Piano di emergenza energetica, ha chiesto ai paesi europei di adottare solo misure mirate.







