Controesodo, stangata benzina e diesel: nel weekend gli italiani hanno speso 406,7 milioni di euro in più rispetto allo scorso anno

Caro benzina

l grande controesodo dalle vacanze estive ha presentato agli italiani un conto da oltre 406 milioni di euro. A tanto è ammontata, secondo i calcoli del Codacons, la maggiore spesa per benzina e diesel sostenuta dagli automobilisti tra sabato 22 e domenica 23 agosto rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Una stangata arrivata proprio nelle giornate in cui milioni di famiglie hanno lasciato le località di villeggiatura per tornare nelle città.

Il numero indicato dall’associazione dei consumatori è impressionante: 406.704.000 euro in più in appena due giorni, calcolati ipotizzando lo stesso numero di automobili in circolazione rispetto al corrispondente periodo del 2025. A far lievitare il conto sono stati i rincari dei carburanti, diventati ancora più pesanti per chi ha dovuto fare rifornimento direttamente sulla rete autostradale.

Controesodo, oltre 100 euro per un pieno in autostrada

È stato proprio alla pompa che il rientro dalle ferie ha mostrato il suo lato più costoso. Sulla rete autostradale, secondo i dati utilizzati dal Codacons, un pieno da 50 litri è costato oltre 104 euro per la benzina e più di 110 euro per il diesel.

Cifre che, moltiplicate per milioni di vetture, hanno trasformato il caro carburanti in una delle voci più pesanti del controesodo 2026. Il problema ha riguardato soprattutto chi ha affrontato centinaia di chilometri per rientrare a casa dopo le ferie, rendendo necessari uno o più rifornimenti durante il viaggio.

Il Codacons ha definito l’aumento una «maxi-stangata», mettendo a confronto la spesa sostenuta dagli automobilisti con quella dello scorso anno. I 406,7 milioni non rappresentano quindi il costo complessivo della benzina e del gasolio consumati durante il fine settimana, ma la maggiore spesa attribuita all’aumento dei prezzi rispetto al 2025.

Oltre 24 milioni di spostamenti sulle strade italiane

A rendere ancora più pesante il bilancio sono stati i numeri del traffico. Le stime hanno indicato oltre 24 milioni di spostamenti nel fine settimana del 22 e 23 agosto, con la giornata di domenica particolarmente intensa sulle principali direttrici utilizzate per il ritorno dalle località turistiche verso le grandi città.

Il controesodo ha interessato soprattutto le arterie che collegano le località di mare e montagna ai maggiori centri urbani, aumentando progressivamente la pressione sulla rete stradale e autostradale con il passare delle ore.

Per milioni di italiani, quindi, il costo delle vacanze non si è fermato ad alberghi, appartamenti, ristoranti e stabilimenti balneari. L’ultima voce è arrivata sulla strada di casa e ha pesato direttamente sul serbatoio.

Il Codacons: «Una tassa sul controesodo»

L’associazione dei consumatori ha chiamato direttamente in causa il Governo chiedendo misure per alleggerire il costo di benzina e gasolio. «In appena due giorni gli automobilisti italiani lasciano ai distributori oltre 406 milioni di euro in più rispetto allo scorso anno, a parità di auto in circolazione», ha denunciato il Codacons alla vigilia della giornata più intensa dei rientri.

L’associazione ha parlato di una «vera e propria tassa sul controesodo» che ha colpito milioni di famiglie proprio alla conclusione delle ferie estive, sollecitando un intervento dell’esecutivo contro i rincari.

Il weekend che ha segnato per molti italiani la fine delle vacanze ha così lasciato dietro di sé anche un conto salato. Secondo il Codacons, tra benzina e diesel il grande rientro del 22 e 23 agosto è costato agli automobilisti 406,7 milioni di euro in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.