Elly Schlein entra nella storia del Partito democratico. Da lunedì 24 agosto la segretaria raggiunge 1.261 giorni consecutivi alla guida del Pd e supera così il primato stabilito da Pier Luigi Bersani, fermo a 1.260. Un record che fotografa anche un elemento non scontato nella storia recente dei democratici: la stabilità della leadership in un partito che dalla sua nascita ha conosciuto dimissioni, reggenze, congressi anticipati e cambi al vertice spesso traumatici.
Schlein conquistò la segreteria alle primarie del 26 febbraio 2023, quando batté Stefano Bonaccini ribaltando il risultato del voto tra gli iscritti, che aveva invece premiato l’allora presidente dell’Emilia-Romagna. L’assemblea nazionale formalizzò la sua elezione il successivo 12 marzo. Fu un passaggio storico anche per un’altra ragione: Schlein diventò la prima donna a guidare il Partito democratico.
Elly Schlein supera il record di Bersani
Il primato riguarda la permanenza consecutiva alla guida del Pd. Pier Luigi Bersani aveva mantenuto la segreteria per 1.260 giorni e fino a oggi deteneva il record per un singolo mandato ininterrotto. Schlein lo raggiunge e lo supera dopo circa tre anni e mezzo trascorsi al vertice del Nazareno.
Il dato assume un peso particolare se confrontato con la storia del partito. Dal 2007 il Pd ha attraversato numerosi cambi di leadership e fasi di forte instabilità interna. Schlein, arrivata alla segreteria dopo la sconfitta delle politiche del 2022 e il congresso che seguì l’uscita di Enrico Letta, ha invece mantenuto il controllo del partito senza interruzioni.
La sua elezione aveva segnato anche una rottura rispetto agli equilibri interni. Gli iscritti avevano indicato Bonaccini come favorito, ma il voto aperto delle primarie consegnò la vittoria a Schlein. Da quel momento la segretaria ha progressivamente costruito una nuova linea politica e una nuova classe dirigente attorno alla propria leadership.
Matteo Renzi resta davanti contando due mandati
C’è però un altro record ancora da conquistare. Se invece dei soli giorni consecutivi si sommano tutti i periodi trascorsi alla guida del Pd, Matteo Renzi conserva il primato. L’ex presidente del Consiglio guidò infatti il partito in due fasi differenti, separate dalle dimissioni presentate dopo la sconfitta al referendum costituzionale del dicembre 2016 e dalla successiva ricandidatura alla segreteria.
Per superare anche il totale accumulato da Renzi, Schlein dovrà restare al vertice fino al prossimo marzo. A quel punto potrebbe diventare la segretaria con la permanenza complessiva più lunga nella storia del Partito democratico, oltre ad avere già conquistato il primato del mandato consecutivo.
Il confronto tra i due record racconta anche due stagioni profondamente diverse del Pd. Renzi dominò una fase segnata dalla conquista di Palazzo Chigi, dal risultato del 40,8 per cento alle Europee del 2014 e poi dalla crisi culminata nel referendum. Schlein guida invece il partito dall’opposizione e punta alla costruzione di un’alternativa al centrodestra di Giorgia Meloni.
Il primato di Schlein mentre Meloni prepara il suo record
La coincidenza politica arriva a pochi giorni da un altro traguardo destinato a segnare la politica italiana. Il 4 settembre il governo guidato da Giorgia Meloni supererà per durata il Berlusconi II, diventando l’esecutivo più longevo della storia repubblicana.
Fratelli d’Italia ha deciso di accompagnare il traguardo con una manifestazione nazionale al porto di Bari, alla quale parteciperà anche la presidente del Consiglio. Nel giro di pochi giorni, dunque, le due principali leader della maggioranza e dell’opposizione raggiungono altrettanti primati di durata.
Per Schlein, però, la partita politica resta aperta. Il record certifica la stabilità conquistata dentro il Pd, ma il prossimo obiettivo riguarda la capacità di trasformare questa continuità in una proposta competitiva per Palazzo Chigi. Prima ancora delle prossime elezioni politiche, a marzo potrebbe arrivare intanto un altro sorpasso: quello su Matteo Renzi nella classifica assoluta dei segretari più longevi del Partito democratico.







