Crescono energie rinnovabili e mobilità pulita ma produciamo più rifiuti e lo smog è in aumento, reti idriche colabrodo

Tra l’accelerazione sulle energie rinnovabili, il rinnovo delle flotte del trasporto pubblico e l’espansione del verde urbano, i capoluoghi italiani mostrano segnali concreti di cambiamento. Il quadro tratteggiato dal report IstatAmbiente urbano 2024” evidenzia il permanere di nodi complessi: la qualità dell’aria resta preoccupante, la produzione di rifiuti torna a salire e le spaccature tra Nord e Sud continuano a segnare la mappa della sostenibilità nel Paese.

Trasporti e mobilità

Uno dei dati più significativi evidenziati da Istat riguarda la riconversione ecologica della mobilità urbana. Nel trasporto pubblico locale, quasi la metà degli autobus in circolazione nei Comuni capoluogo (il 48,4%) è ormai alimentato a basse emissioni, spinto da una crescita del +54,9% dei veicoli elettrici e ibridi. Complessivamente, gli autobus Euro 6 o a zero emissioni raggiungono il 61% del parco veicolare. Un impulso determinante deriva anche dai fondi del Pnrr, che hanno sostenuto l’estensione delle reti metropolitane (+7,3%, toccando i 212,3 km) e filoviarie (+4,2%).

Piste ciclabili e mezzi elettrici

Accanto al trasporto collettivo, si consolida l’infrastruttura per la mobilità dolce: la rete delle piste ciclabili supera i 6.000 km complessivi (+5,6% su base annua), raggiungendo una presenza di almeno 10 km in tre capoluoghi su quattro. Si trasforma invece il panorama della mobilità condivisa: la micromobilità elettrica evidenzia un ridimensionamento dei monopattini (scesi a 24,5 per 10mila abitanti) e un forte calo dello scooter sharing (-50% nel biennio). Al contrario, si registra un deciso rilancio del bike sharing (+8,1% per il servizio a flusso libero) e del car sharing (+12,8% per i veicoli a flusso libero), dove la metà della flotta è già a basse emissioni. Milano si conferma leader sia nel trasporto pubblico (con 16.374 posti-km per abitante) sia nel car sharing, mentre Firenze svetta nell’offerta di biciclette condivise. Roma detiene la flotta più numerosa di monopattini con oltre 13.500 unità.

Nonostante i progressi infrastrutturali, la domanda di trasporto pubblico cresce a ritmi modesti (+3,8% nel 2024 con 176,4 passeggeri per abitante) e stenta ancora a ritornare ai livelli pre-pandemici del 2019 (-8,2%), specialmente nelle città metropolitane.

Qualità dell’aria e verde pubblico: l’emergenza smog

La tutela della salute pubblica resta fortemente minacciata dall’inquinamento atmosferico. Nonostante lievi miglioramenti locali, le concentrazioni di polveri sottili continuano a superare le soglie di sicurezza raccomandate dall’Organizzazione mondiale della Sanità. Ben 74 capoluoghi su 88 con monitoraggio attivo superano il limite. La totalità delle città metropolitane si colloca sopra i parametri OMS, con picchi di criticità concentrati nel bacino padano (Monza, Brescia, Lodi, Cremona, Verona, Vicenza, Padova e Rovigo). Sul fronte del biossido d’azoto, Istat rileva un miglioramento in 54 città con Milano, Bologna e Firenze tornate sotto la soglia legale. Mentre Torino, Genova, Roma, Napoli, Palermo e Catania continuano a superare il limite normativo di 40 microgrammi per metrocubo. Per l’ozono, Milano ha registrato oltre 60 giorni di superamento dell’obiettivo a lungo termine nel corso dell’anno.

Il verde urbano

Per contrastare l’isola di calore e promuovere la resilienza climatica, le amministrazioni puntano sul verde urbano, la cui estensione media raggiunge i 33,7 m² per abitante. Gli interventi di forestazione urbana avanzano del 6,2% in più rispetto al 2023, coprendo quasi 16 milioni di metri quadrati in 68 capoluoghi. Tuttavia, le sperequazioni geografiche restano profonde: si passa dagli 86,9 m² per ettaro nei capoluoghi del Nord-est ad appena 11,1 m²/ha nel Mezzogiorno. Inoltre, in 12 città, tra cui Bari, Messina, Siracusa, Crotone e Foggia, la dotazione di verde pubblico resta ancora al di sotto dello standard minimo di legge di 9 m² pro capite.

Energia, rifiuti e risorsa idrica: record del solare

Nel comparto energetico si assiste a una vera e propria accelerazione delle fonti rinnovabili. Nel 2024 si registra una crescita record del fotovoltaico nei Comuni capoluogo, con un incremento dell’autoconsumo del +43,4% e della potenza installata del +19,8%. Contemporaneamente, l’infrastruttura di ricarica per i veicoli elettrici cresce del +36,1%, raggiungendo quasi 16mila punti di ricarica, mentre l’illuminazione pubblica vede salire al 75,5% la quota di punti luce a led.

Rifiuti urbani, ne produciamo 546 kg a testa

A fronte di questi successi, il settore dei rifiuti invia segnali di allarme. Dopo un biennio di calo, la produzione di rifiuti urbani nei capoluoghi torna ad aumentare (+3,3%), attestandosi a 546,2 kg per abitante (+12,6 kg rispetto al 2023), il valore più elevato degli ultimi cinque anni. La raccolta differenziata sale al 58,4% nei capoluoghi, ma rimane nettamente inferiore alla media nazionale del 67,7%. Soltanto 68 capoluoghi centrano il target di legge del 65% e, tra le grandi città metropolitane, soltanto Bologna (72,8%) e Cagliari (75,9%) superano questa soglia, a fronte di situazioni fortemente ritardatarie come quelle di Reggio Calabria (36,8%), Catania (33,4%) e Palermo (17,3%).

La gestione idrica

Infine, sul versante della gestione idrica, si conferma una lieve contrazione dei consumi di acqua erogata per uso potabile: 233 litri giornalieri per abitante, -3 litri sul 2022. Le perdite di rete si stabilizzano invece al 35,2% a livello medio nei capoluoghi, mantenendo tratti di forte gravità nel Mezzogiorno, dove quasi la metà dell’acqua immessa nelle condotte (il 49,1%) va dispersa prima di raggiungere le utenze.

Il permanere del divario territoriale e la spinta digitale

Il bilancio complessivo del 2024 conferma un’Italia urbana a più velocità. Da un lato, si registrano passi in avanti sul fronte dei servizi digitali: il 59,1% dei servizi online erogati dai Comuni capoluogo raggiunge ormai un livello elevato di fruibilità, e quasi otto Comuni su dieci applicano i Criteri ambientali minimi negli acquisti pubblici.

Dall’altro lato, la spaccatura strutturale tra le regioni del Centro-Nord e il Mezzogiorno continua a manifestarsi in quasi tutti gli indicatori ambientali. Dall’offerta di trasporto pubblico (5.979 posti-km per abitante al Nord contro i 2.240 del Sud), alla disponibilità di infrastrutture ciclabili, fino all’efficienza della gestione dei rifiuti e delle reti idriche.

Per raggiungere gli obiettivi europei di sostenibilità, la vera sfida dei prossimi anni consisterà nel colmare questo divario strutturale, trasformando le risorse del Pnrr in interventi idonei a garantire standard ambientali omogenei su tutto il territorio nazionale.