Un miliardo alle costruzioni green e alla transizione energetica e 200 milioni per l’efficientamento energetico degli alloggi popolari. Le misure del Pnrr che subiranno una rimodulazione sono 92 in tutto. Si tratta di interventi per 2,1 miliardi. Il 75% delle risorse riallocate andrà ai progetti eco-compatibili, in gran parte legati all’edilizia residenziale pubblica.
La riunione della cabina di regia
Lo ha deciso la cabina di regia del Pnrr. Alla riunione, presieduta dal ministro per gli Affari europei e le Politiche di coesione, Tommaso Foti, hanno partecipato i ministri e i sottosegretari competenti e i rappresentanti dell’Anci, dell’Upi e della conferenza delle Regioni e delle Province autonome.
Gli obiettivi raggiunti
L’Italia ha già incassato 166 dei 194,4 miliardi del Pnrr, l’85% della dotazione complessiva. I tempi, però, sono molto stretti. Il ministro ha invitato «tutte le amministrazioni preposte a completare le misure» e «soprattutto, ad accelerare la rendicontazione». Sono stati raggiunti 456 dei 615 obiettivi previsti e bisogna correre per chiudere quelli che mancano entro la fine di giugno. La decima rata del Piano, l’ultima, vale 28,4 miliardi.
La riallocazione dei fondi
La rimodulazione degli investimenti è stata necessaria per non perdere, tra gli altri, 1,2 miliardi di fondi originariamente destinati al progetto di liberalizzazione dei servizi ferroviari Intercity e regionali, progetto che non ha avuto seguito. Altri 500 milioni sono stati riallocati dal capitolo del credito d’imposta per gli investimenti nella Zes unica del Mezzogiorno. «Le difficoltà di rendicontazione – ha spiegato il ministro per gli Affari europei e le Politiche di coesione, Tommaso Foti – erano incompatibili con le scadenze del Pnrr». Le imprese della Zona economica speciale non perderanno finanziamenti dal momento che la copertura sarà assicurata da risorse statali. In particolare dall’impiego di fondi destinati agli sconti fiscali di Transizione 5.0.
Le risorse dirottate altrove
Tra le voci che vedranno ridotte le disponibilità con i relativi fondi dirottati altrove ci sono circa 100 milioni di progetti per l’agro-voltaico, 90 milioni per la trasformazione digitale delle imprese di trasporto merci e 70 milioni per la depurazione.
Investimenti nella transizione energetica
I capitoli relativi all’efficientamento energetico non collegato all’edilizia pubblica guadagneranno 300 milioni: 175 milioni circa andranno alle comunità energetiche, 92 milioni all’elettrificazione delle ferrovie e altri 32 milioni alle piccole e medie imprese per la l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili.
L’ultimo step
Palazzo Chigi ha fatto sapere che «la revisione approvata ha carattere prevalentemente tecnico ed è volta a rafforzare l’efficacia complessiva del Piano nella fase conclusiva della sua attuazione». La rimodulazione di alcune spese «mira a superare alcune criticità emerse durante l’attuazione dei progetti, a semplificare le procedure necessarie al completamento degli investimenti e a ridurre gli oneri amministrativi e burocratici, favorendo una più efficiente gestione delle attività di monitoraggio e rendicontazione finale».







