Gli italiani ancora non si fidano e non lasciano il contante per i pagamenti digitali. Il 50% degli italiani preferisce pagare cash. La quota di coloro che usano solo pagamenti digitali tocca quota 24%. Lo dice uno studio di Bankitalia, realizzato su un campione di rappresentativo di 4.088 cittadini italiani che hanno registrato oltre 11.000 transazioni quotidiane. Combina diari di pagamento, modelli linguistici (LLM) e algoritmi di machine learning.
I cinque profili comportamentali del consumatore italiano
Il 50,2% degli italiani si conferma tradizionalista. Chi appartiene a questo profilo rappresenta l’asse portante dei consumatori italiani. Pienamente integrati nel sistema bancario (possiedono conti correnti e carte di debito o credito), utilizzano correntemente sia il contante sia le carte per i pagamenti fisici presso i punti vendita fisici. Tuttavia, mostrano un impiego molto limitato delle applicazioni mobile e degli acquisti e-commerce, mantenendo un approccio conservativo ma finanziariamente stabile.
Poi ci sono i digital-only users. Costituiscono quasi un quarto della popolazione (24%) e sono caratterizzati dal rifiuto totale del contante nei diari di pagamento. Nonostante l’assenza di banconote nel loro portafoglio quotidiano, questi utenti non si collocano necessariamente sulla frontiera dell’innovazione: la loro operatività si fonda principalmente sull’uso massiccio delle carte di pagamento tradizionali per transazioni fisiche e remote.
La terza categoria di pagatori è rappresentata dai well-connected users (14,6%). È il gruppo più dinamico e digitalizzato. Integrati a 360 gradi nell’ecosistema digitale, adottano una logica omnicanale combinando con flessibilità carte, digital wallet, app di pagamento mobile, acquisti online e trasferimenti tra privati, senza escludere del tutto il contante laddove ritenuto pratico.
Poi ci sono i cash lovers (6,6%). Si affidano in modo pressoché esclusivo al contante per qualsiasi tipo di spesa. Presentano il livello più basso di bancarizzazione e di possesso di strumenti di pagamento elettronici, rimanendo ai margini dell’infrastruttura finanziaria formale sia per vincoli oggettivi sia per una spiccata preferenza per la semplicità e l’anonimato del contante.
Infine troviamo i bank-tech skeptics (4,6%). Rappresentano un segmento peculiare caratterizzato da un’integrazione bancaria parziale. Affiancano al contante l’uso di carte prepagate (strumento molto diffuso in Italia poiché ottenibile anche senza l’apertura di un conto corrente), ma evitano deliberatamente i conti tradizionali, le carte di credito e l’home banking, dimostrando una forte diffidenza verso la banca digitale.
Dallo studio emerge che il gruppo dei tradizionalisti funge da vero e proprio baricentro comportamentale della popolazione italiana. Inoltre, l’analisi probabilistica rivela una sovrapposizione rilevante tra tradizionalisti e consumatori digital-only. Molti utenti che non usano contante non sono necessariamente “innovatori tecnologici“, ma semplicemente consumatori tradizionali che hanno sostituito le banconote con le carte di debito, senza adottare soluzioni di pagamento avanzate.
Demografia, reddito e vulnerabilità finanziaria
Incrociando i profili comportamentali con i dati socio-demografici e finanziari, emergono spaccati sociali ben definiti. I giovani della cosiddetta generazione Z dominano tra i well-connected e i digital-only, mentre gli over 65 costituiscono la quota maggioritaria di cash lovers e bank-tech skeptics. Il profilo dei cash lovers registra inoltre una prevalenza femminile rispetto alla media nazionale.
I bank-tech skeptics mostrano una concentrazione particolarmente elevata nelle regioni del Mezzogiorno. Basso reddito e bassi livelli di istruzione caratterizzano i gruppi ancorati al contante.
Una doppia vulnerabilità
Lo studio evidenzia due forme distinte di vulnerabilità. Cash lovers e bank-tech skeptics ricevono spesso il proprio reddito in contanti e sono quasi del tutto privi di prodotti di risparmio, finanziamento o investimento. All’estremo opposto, i consumatori altamente digitalizzati registrano un’incidenza di mutui e prestiti superiore alla media e una maggiore propensione verso strumenti speculativi come le cripto-attività.
Implicazioni per le politiche pubbliche e per l’euro digitale
I risultati dello studio offrono indicazioni fondamentali per la Banca d’Italia e per l’Eurosistema nell’orientare le future decisioni strategiche. La transizione verso i pagamenti digitali non è uniforme. Il contante continua a svolgere una funzione insostituibile di inclusione sociale e resilienza del sistema finanziario, rendendo necessaria la garanzia del suo accesso fisico per tutti i cittadini. L’adozione di una moneta digitale di banca centrale dipenderà dunque dalla capacità di rispondere alle diverse esigenze dei profili. I well-connected saranno gli early adopters naturali, attratti da velocità e funzionalità avanzate. I pagatori tradizionalisti saranno guidati da innovazioni integrate nell’online banking tradizionale e dall’effetto rete (raccomandazioni sociali). I digital-only e i bank-tech skeptics metteranno al primo posto la funzionalità offline e la tutela della privacy. Per i cash lovers, l’adozione dell’euro digitale sarà possibile solo se sarà garantita la gratuità, l’estrema semplicità d’uso e garanzie di privacy comparabili a quelle del contante.







