La svolta cashless dell’Italia: raddoppiate le transazioni digitali

Pagamenti POS

Tra il 2018 e il 2025 le transazioni cashless sono più che raddoppiate, superando la soglia dei 16 miliardi di euro. Il Mezzogiorno recupera terreno, mentre la chiusura di oltre il 40% delle filiali bancarie ridisegna la fisionomia del credito sul territorio.

Si tratta di una transizione che era già avviata prima della pandemia, ma che ha registrato una netta accelerazione durante l’emergenza sanitaria, consolidandosi e modificando stabilmente i comportamenti di consumatori ed esercenti.

Il dominio delle carte contactless e dei pagamenti mobile

A fare la parte del leone in questo scenario sono le carte di pagamento, che nel 2025 sono arrivate a rappresentare circa il 75% delle operazioni non in contanti, registrando un netto incremento rispetto al 63% registrato nel 2018. Questo boom ha interessato capillarmente sia gli acquisti fisici sia il commercio online. Bankitalia dice che tra il 2022 e il 2025, le operazioni Pos sui terminali fisici dei negozi sono balzate da circa 6 a oltre 10 miliardi, registrando una crescita media annua del 15,7%. Nello stesso periodo, gli acquisti online e a distanza sono saliti da circa 1,7 a oltre 2,7 miliardi, arrivando a pesare per il 21,7% sul totale delle transazioni con carta. Nel 2025, l’88% dei pagamenti al Pos è avvenuto in modalità contactless, mentre le transazioni effettuate tramite dispositivi mobile (come smartphone e smartwatch) hanno raggiunto il 24% di quelle effettuate ai terminali.

La svolta dei bonifici online e istantanei

Subito dopo le carte, i bonifici si confermano come lo strumento alternativo al contante più utilizzato dagli italiani. Tra il 2018 e il 2025 le operazioni sono quasi raddoppiate, passando da circa 970 milioni a oltre 1,8 miliardi, con una crescita media annua del 9,7%.

Anche in questo comparto i canali tradizionali cedono il passo all’avanguardia tecnologica: nel 2025, oltre l’85% dei bonifici è stato disposto tramite canali digitali (internet banking, mobile banking o altri servizi telematici), relegando lo sportello fisico a un ruolo del tutto marginale.

La vera novità, dice ancora Bankitalia, è rappresentata dall’affermazione dei bonifici istantanei, che nel 2025 hanno toccato quota 298 milioni di operazioni, arrivando a coprire il 24% dei bonifici Sepa. Una diffusione fortemente spinta dall’entrata in vigore, proprio nel 2025, delle nuove regole europee che ne hanno migliorato l’accessibilità e calmierato i costi. In parallelo, si fa strada l’open banking, un altro chiaro indicatore del livello di digitalizzazione finanziaria del Paese. Tra il 2022 e il 2025, le chiamate tramite API per i servizi di disposizione di pagamento sono passate da circa 29 a 196 milioni, mentre le richieste per servizi di informazione sui conti sono decollate da 236 a 652 milioni. Sebbene le operazioni effettivamente concluse tramite questi servizi restino ancora limitate, si registra comunque una crescita da 1,1 a 1,8 milioni di operazioni.

Il Mezzogiorno accelera e riduce le distanze

La diffusione delle tecnologie cashless sta agendo anche come acceleratore di coesione territoriale, riducendo lo storico divario tra le diverse aree del Paese. Tra il 2020 e il 2025, le operazioni pro capite con strumenti alternativi al denaro fisico sono aumentate ovunque, ma la crescita più vigorosa si è registrata nel Mezzogiorno, con un balzo del +121% (a fronte del +88% del Centro e del +90% circa delle regioni settentrionali).

Nonostante questo slancio, il divario non è ancora del tutto colmato. Nel 2025, nel Mezzogiorno si contavano infatti 124 pagamenti con carta al Pos per abitante, contro i 194 del Centro, i 179 del Nord-Ovest e i 172 del Nord-Est.

Il Sud si ferma a 18 bonifici per abitante contro i 30 del Nord-Est, malgrado una crescita del 35% registrata tra il 2022 e il 2025.

Resistono i pagamenti in contanti

Nonostante l’avanzata digitale, l’uso del denaro contante mostra una notevole resilienza. Secondo i dati della Banca centrale europea relativi al 2024, il contante rappresentava ancora il 61% delle transazioni complessive effettuate nei punti vendita.

A cambiare sono piuttosto le abitudini di prelievo, che si sono stabilizzate su volumi inferiori rispetto al periodo pre-pandemico. Le operazioni di prelievo sono infatti scese da circa 1,4 miliardi nel 2018 a poco più di 1,2 miliardi nel 2025. Di questi, l’Atm si conferma il canale preferito in assoluto, gestendo oltre l’88% dei prelievi totali.

Desertificazione bancaria e accessibilità

La transizione digitale si riflette anche sulla massiccia ristrutturazione della rete fisica degli istituti di credito. Tra il 2008 e il 2025, le filiali bancarie in Italia sono diminuite di oltre il 40%, scendendo da circa 34mila a poco più di 19mila, mentre gli Atm bancari si sono ridotti di circa un quinto nello stesso arco di tempo.

Nonostante questo drastico ridimensionamento, l’accessibilità fisica al contante per i cittadini è rimasta ampiamente garantita.

A fine 2025, il 98% della popolazione viveva entro 5 chilometri da un punto di accesso al contante (Atm o filiale). Il 99,7% dei cittadini disponeva di un punto di accesso entro 10 chilometri. La distanza media nazionale per raggiungere il punto più vicino era di appena 1,2 chilometri, percorribili in auto in circa 2,3 minuti. Tuttavia, emergono differenze di copertura nelle aree rurali, dove la quota di popolazione residente entro i 5 chilometri da un punto di prelievo scende all’88%.

Pagamenti digitali, rivoluzione nella Pa

La spinta verso una società cashless trova un forte alleato anche nella Pubblica amministrazione. Lo Stato e gli enti locali hanno ormai quasi del tutto abbandonato l’uso di contanti e assegni per i propri pagamenti verso l’esterno, prediligendo in modo netto il bonifico. Nel 2025, ben il 93% dei pagamenti delle amministrazioni locali verso l’economia è stato regolato tramite bonifico bancario.