L’avvertimento all’Ue del ministro Giorgetti: più flessibilità o agiremo da soli   

Ministro Giorgetti

Neppure il tempo di rifiatare che già si riparte. Il Consiglio dei ministri ha approvato il Documento di finanza pubblica 2026. Servirà a strutturare la prossima legge di bilancio. E per questo sarà inviato a Bruxelles per il controllo di legittimità sui conti che devono mantenersi entro i parametri del Patto di stabilità e crescita. Quel 3% mancato poche ore prima del vertice a Palazzo Chigi che costringerà il Governo contenere ulteriormente la spesa. Una spesa rivista al rialzo sia nell’anno in corso che nel prossimo. In conferenza stampa il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ha detto che il quadro economico nazionale è fortemente condizionato dalla situazione di profonda incertezza che caratterizza il contesto internazionale aggravata dal conflitto in Medio Oriente. Il ministro ha avvertito che le previsioni inserite nel Dfp potrebbero essere riviste al ribasso fin da subito. Decisione su cui pesano le incognite economiche del momento.

L’incertezza generata dalla crisi energetica

«Non viviamo in condizioni normali – ha spiegato il ministro – bisogna essere pronti e flessibili a rispondere alle situazioni» di fronte «a un mondo che ci ha posto delle sfide e che esige delle risposte, ma prontamente». La crisi energetica è il problema più grande. Di fronte a uno shock di tale portata il Governo ha annunciato che continuerà a «sostenere i redditi disponibili delle famiglie e la liquidità delle imprese». Nel quadro delle politiche che il Governo intende confermare, sono state incluse tra le altre le misure relative alla proroga di alcune norme di carattere sociale.

La priorità del Governo: impedire aumenti incontrollati dei prezzi

Per il ministro Giorgetti è la priorità condivisa anche da altri governi europei. «Per evitare che aumentino i prezzi al supermercato e che qualcuno scarichi i maggiori costi del trasporto sul dettaglio – ha detto il ministro – c’è la proposta avanzata insieme a Spagna e Germania che prevede la possibilità di applicare una tassazione eccezionale alle grandi compagnie petrolifere ed energetiche che vada a finanziare questi interventi».

L’Italia chiede all’Europa più flessibilità

«Io non ho chiesto la deroga al Patto di stabilità: ho chiesto che si sia flessibili. Quello che non va – ha detto Giorgetti – è la rigidità rispetto alla necessità di affrontare nuove sfide in un mondo che è completamente cambiato». Bruxelles al momento non ritiene opportuno avviare le procedure per la deroga al patto. «Ci muoveremo da soli? Non lo escluderei» ha concluso il ministro.

I contenuti del Dfp

Le previsioni relative al Pil indicano una crescita dello 0,6%, inferiore rispetto a quella indicata nel Documento programmatico di finanza pubblica dello scorso ottobre secondo cui la crescita del Prodotto interno lordo sarebbe stata pari allo 0,7%. L’andamento al ribasso è confermato anche per il 2027, mentre le previsioni per il biennio 2028-2029 prefigurano una crescita annua dello 0,8%. A pesare sul disavanzo, fa sapere il Governo, sono i crediti di imposta legati ai bonus edilizi. Seicento milioni rimasti incastrati nelle pastoie del debito pubblico che non hanno consentito di raggiungere quota 3% debito/Pil.

Deficit più alto nel 2026

Il quadro di finanza pubblica è basato sulle stime di consuntivo pubblicate dall’Istat lo scorso 3 aprile. I dati di consuntivo per il 2025 mostrano un deficit al 3,1%, un valore lievemente superiore alle stime dello scorso ottobre, il 3%, contenute nel Dpfp. Per quest’anno si prevede un deficit del 2,9%, per il 2027 del 2,8%, per il 2028 del 2,5% e per il 2029 del 2,1%.

Aumenta la spesa

Le stime di consuntivo relative al 2025 mostrano un tasso di crescita dell’indicatore della spesa netta pari all’1,9%. Per il 2026 la crescita dovrebbe essere dell’1,6%, nel 2027 aumenterà fino a toccare il 2,2% per poi attestarsi all’1,7% nel 2028.

Cresce il rapporto debito/Pil

Come anticipato sempre dall’Istat e come confermato ieri da Eurostat nel 2025 il rapporto debito/Pil è aumentato toccando quota 137,1%. Per l’anno in corso è prevista una ulteriore crescita al 138,6%. Nel 2027 dovrebbe scendere al 138,5%, nel 2028 calare al 137,9% e nel 2029 attestarsi al 136,3%. Tutte ipotesi previsionali che, come ha detto il ministro dell’Economia, vista la forte instabilità finanziaria dovuta ad un assai complicato quadro geopolitico internazionale, dovranno essere riviste nel breve periodo.