I prodotti mesi in vendita sono solo virtuali. Una volta acquistati spariscono dal carrello insieme ai soldi degli acquirenti: del venditore nessuna traccia.
Si moltiplicano le truffe online messe a segno con questo sistema che è in grado di trarre in inganno anche i navigatori più esperti.
Dietro la facilità di un click si nasconde un’insidia crescente. Lo dice lo studio “Frodi e finti negozi online“, realizzato per il Parlamento europeo.
L’esplosione delle vendite online
Nel 2024 il 77% degli internauti ha acquistato beni o servizi online. La percentuale degli acquirenti online è passata da 57% nel 2010 a 77% nel 2024, con un incremento di 20 punti percentuali.
Alla crescita dei volumi è corrisposta una sofisticazione criminale senza precedenti. I truffatori hanno imparato a replicare con precisione chirurgica le stesse dinamiche psicologiche ed operative utilizzate dai veri negozi per conquistare la fiducia dei clienti.
Il risultato è allarmante: nel 2024, quasi la metà dei consumatori dell’Unione europea (45%) è stata esposta a una qualche forma di frode legata agli acquisti online.
Quando il sito sembra vero
Uno dei pericoli maggiori risiede nella capacità delle organizzazioni criminali di costruire siti apparentemente affidabili. La vecchia immagine della truffa online, caratterizzata da grafiche amatoriali e testi sgrammaticati, è ormai superata. Oggi, i siti fraudolenti vantano interfacce professionali, loghi impeccabili e nomi di marchi celebri che traggono in inganno anche gli utenti più attenti.
Lo studio individua due modelli operativi principali adottati dalle reti criminali.
Il primo è la gestione end-to-end. In questo scenario, il falso negozio controlla l’intero percorso del consumatore, dalla fase di attrazione tramite pubblicità mirata fino alla transazione finale fraudolenta.
Il secondo sfrutta la reputazione di un marchio. In questo caso, i truffatori non creano un brand da zero, ma si innestano sulla credibilità di piattaforme o marchi già esistenti e riconosciuti, usandone il prestigio come scudo per nascondere l’inganno.
Le leve della truffa: recensioni e prezzi “impossibili”
Per convincere un utente a separarsi dal proprio denaro, i truffatori agiscono su due leve psicologiche fondamentali: la riprova sociale e la promessa di un affare irripetibile.
Nel 66% dei casi di frode, il consumatore è stato raggirato da commenti e feedback positivi totalmente artefatti. Queste recensioni servono a simulare una comunità di clienti soddisfatti, abbassando le difese dell’acquirente.
Il 61% dei consumatori coinvolti è stato attratto da prezzi eccessivamente vantaggiosi. Un’offerta che appare troppo al di sotto del valore di mercato è uno strumento potente per spingere l’utente a concludere l’acquisto rapidamente, impedendogli di riflettere sulla legittimità della transazione.
Il focus sull’Italia: persi 114 milioni di euro
L’Italia rappresenta uno dei fronti più caldi di questa battaglia digitale. Le statistiche sono impietose: si stima che una persona su cinque nel nostro Paese abbia subito una frode facendo acquisti sul web.
Ancora più preoccupante è la progressione economica del fenomeno. Nella sola prima metà del 2024, le perdite documentate per i consumatori italiani hanno toccato i 114 milioni di euro, segnando un incremento drammatico del 71% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Questo dato conferma che il problema non è più limitato a una nicchia di utenti inesperti, ma colpisce trasversalmente anche chi ha una buona dimestichezza con gli strumenti digitali, grazie a tecniche sempre più difficili da smascherare.
I numeri delle vendite online in Europa
Il commercio elettronico business to consumer vale circa 842 miliardi di euro: nell’ultimo anno è cresciuto del 7%.
Circa 345 di milioni di persone effettuano acquisti online nell’Ue. Gli acquisti online sono ampiamente diffusi tra i giovani e gli adulti di mezza età dell’Ue. L’89% degli internauti di età compresa tra i 25 e i 34 anni effettua acquisti online, percentuale appena superiore a quella degli utenti tra i 35 e i 44 anni (86%).
Gli acquisti più frequenti comprendono abbigliamento, calzature, accessori, beni culturali, servizi di trasporto e biglietti per eventi.
Irlanda, Paesi Bassi e Danimarca registrano i tassi più elevati di acquisti online, con oltre il 90% degli internauti di questi paesi che acquista beni o servizi online. I tassi più bassi si registrano in paesi come Bulgaria e Romania, dove meno del 60% degli internauti effettua acquisti online.
Tra il 2010 e il 2024 l’incremento più significativo degli acquisti online è stato osservato in Estonia (+56%), Lituania (+55%) e Ungheria (+51%).
Nel 2025, la quota di cittadini europei che hanno effettuato almeno un acquisto online ha raggiunto il 78%. L’84% degli utenti internet acquista online. Il 52% di compratori abitudinari che effettua quasi un acquisto la settimana. L’Italia è in testa con una media di 5 spedizioni al mese per acquirente abituale, seguita dalla Bulgaria e dall’Irlanda con 3.







