Prima le urla provenienti dalla cabina di pilotaggio, poi il sangue, uno dei piloti ferito e il Boeing che improvvisamente comincia a perdere quota. Per i passeggeri del volo Flydubai FZ1073 partito da Dubai e diretto a Tel Aviv sono stati minuti di terrore. L’aereo ha trasmesso prima il codice internazionale di emergenza 7700 e subito dopo il 7500, utilizzato per segnalare una possibile interferenza illecita o un dirottamento. Israele ha fatto decollare i caccia, mentre il velivolo ha cambiato rotta ed è riuscito ad atterrare all’aeroporto di Tabuk, in Arabia Saudita. Tutti i passeggeri risultano al sicuro.
Ma è quello che sarebbe accaduto nella cabina di pilotaggio a trasformare l’emergenza in un giallo internazionale. Secondo le testimonianze raccolte dai media israeliani, tra i due piloti sarebbe scoppiata una violenta colluttazione e uno dei due sarebbe stato ferito con un coltello. Gli investigatori stanno cercando di stabilire se dietro l’aggressione ci sia stata soltanto una lite degenerata oppure qualcosa di molto più grave: l’ipotesi ancora da verificare è che uno dei piloti volesse prendere il controllo dell’aereo e provocarne deliberatamente lo schianto.
Il Boeing perde migliaia di metri in pochi secondi
I dati di volo restituiscono la dimensione dell’emergenza. Secondo Flightradar24, il Boeing ha perso quasi 14 mila piedi, oltre 4.200 metri, in meno di trenta secondi, prima della trasmissione del primo segnale di emergenza. Altre ricostruzioni indicano una discesa complessiva ancora maggiore nelle fasi successive.
È in quei momenti che a bordo esplode il panico. Un passeggero ha raccontato di aver sentito delle urla provenire dalla cabina e di aver visto sangue. Secondo una delle testimonianze, un uomo armato di coltello avrebbe costretto uno dei piloti a terra. Le autorità stanno ancora ricostruendo ruoli e dinamica esatta dell’aggressione e diverse versioni circolate nelle prime ore risultano contrastanti.
La compagnia ha confermato ufficialmente che il volo diretto da Dubai al Ben Gurion ha subito un «incidente» durante il viaggio e che l’aereo è atterrato senza conseguenze a Tabuk. Flydubai ha inoltre assicurato che tutti i passeggeri sono salvi e presenti all’appello, mentre proseguono gli accertamenti con le autorità competenti.
Il codice 7500 e i caccia israeliani in volo
A rendere ancora più drammatiche quelle fasi è stato il codice 7500 inviato dal velivolo dopo il 7700. Il primo indica un’emergenza generale, mentre il secondo segnala una possibile interferenza illecita a bordo. L’allarme ha provocato un’immediata reazione delle autorità israeliane, che hanno fatto decollare i caccia temendo inizialmente un possibile dirottamento.
L’ipotesi del dirottamento è stata successivamente ridimensionata. Il portavoce dell’ufficio del primo ministro israeliano ha fatto sapere che l’episodio non viene considerato un classico hijacking e che la situazione è «sotto controllo». Resta però da capire perché la situazione nella cabina sia degenerata e soprattutto se la rapidissima perdita di quota sia stata una conseguenza della colluttazione oppure un’azione deliberata.
L’ipotesi più inquietante: «Voleva far precipitare l’aereo»
È questo il punto sul quale si concentrano ora le indagini. Secondo le informazioni diffuse dai media israeliani, gli investigatori non avrebbero ancora escluso che uno dei due piloti abbia cercato deliberatamente di assumere il controllo del velivolo per provocarne lo schianto. Tra le ipotesi al vaglio ci sarebbero un gesto suicida e un possibile movente terroristico. Al momento, però, non esiste una conclusione ufficiale che confermi questo scenario.
Anche l’identità e la nazionalità dei due piloti sono state oggetto di versioni contrastanti. Le prime ricostruzioni parlavano di un comandante russo e di un copilota ucraino; informazioni successive diffuse dai media israeliani hanno invece indicato un emiratino e un omanita. Proprio per questo, fino alle comunicazioni ufficiali delle autorità, ogni collegamento tra nazionalità, movente e aggressione resta da considerare provvisorio.
Di certo rimane la gravità di quanto accaduto sul Dubai-Tel Aviv: una colluttazione nella cabina di pilotaggio, segnali internazionali di emergenza, una perdita improvvisa di migliaia di metri e l’intervento della sicurezza israeliana. Il Boeing è riuscito infine a raggiungere Tabuk e ad atterrare senza vittime. Adesso toccherà agli investigatori stabilire se dietro quei minuti di terrore ci sia stata una lite sfuggita completamente di mano oppure il tentativo di trasformare un aereo di linea in un’arma.







