Sconto diesel, la proroga di un solo giorno scatena la rabbia di consumatori ed opposizioni

benzina, ipa @lacapitalenews

Un solo giorno in più non basta. Fa discutere il provvedimento del Governo di prolungare di 24 ore il taglio delle accise sul gasolio. Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha firmato il decreto che sposta da martedì a mercoledì il termine di utilizzo, da parte degli automobilisti e degli autotrasportatori, dello sconto di 17 centesimi. Un provvedimento preso a ridosso del rientro dalle vacanze, con milioni di italiani in viaggio. Da giovedì i prezzi del gasolio potrebbero esplodere con aumenti a doppia cifra per effetto della cessazione dello sconto.

Il Tesoro ha messo sul piatto 20,8 milioni di euro di extra-gettito Iva.

Un’iniziativa analoga era già stata adottata il mese scorso, quando il decreto Mef-Mase del 27 luglio aveva ridotto le accise sul gasolio per il 28 e 29 luglio con l’impegno di 20,5 milioni di euro sempre provenienti dall’extra-gettito.

Prezzi record e poche tutele, la rabbia dei consumatori

Intanto corsa dei prezzi al distributore non si arresta e pesa enormemente sulle finanze di famiglie ed imprese. Nel fine settimana di controesodo estivo appena trascorso sulle strade italiane hanno viaggiato oltre 24 milioni di veicoli. E gli aumenti si sono fatti sentire da Nord a Sud.

Secondo gli ultimi dati rilevati dall’Osservatorio del Mimit, oggi il prezzo medio in modalità “self service” lungo la rete stradale nazionale è pari a 2,010 euro/litro per la benzina, unico dato invariato rispetto a domenica, mentre si attesta a 2,131 euro/litro per il gasolio, rispetto ai 2,130 di ieri. Sulla rete autostradale, invece, il prezzo medio self è di 2,088 euro/litro per la benzina (da 2,087 euro/litro di domenica) e 2,204 euro/litro per il gasolio (da 2,203 euro/litro di domenica).

Dati che hanno scatenato la dura reazione delle associazioni dei consumatori. Il Codacons bolla il provvedimento come una “colossale presa in giro”. L’associazione evidenzia che la misura esclude totalmente i 17 milioni di automobilisti con vetture a benzina, costretti a subire una maxi-stangata senza alcuna tutela.

La proroga dello sconto solo sul gasolio e solo per la durata di appena due giorni – dice il Codacons – è un provvedimento del tutto inadeguato ed insufficiente. I listini record dei carburanti rappresentano una emergenza nazionale che sta impoverendo giorno dopo giorno le tasche di milioni di famiglie“.

Di “insopportabile presa in giro” parla anche Raffaella Paita di Italia Viva, mentre Assoutenti chiede di estendere urgentemente lo sconto almeno fino al 6 settembre per coprire l’intera durata dei rientri estivi delle famiglie.

Massimiliano Dona, presidente dell’Unione nazionale consumatori, sottolinea che i prezzi della benzina sulla rete stradale ordinaria rappresentano un “record storico”. E che le misure del Governo per contrastare il fenomeno sono insufficienti.

Lo scontro politico e il nodo degli extra-profitti

La scelta del governo di procedere con proroghe minime ha acceso il dibattito politico nazionale. La segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, attacca duramente l’esecutivo definendo il rinvio una semplice paliativo. Schlein esorta la premier Meloni e il ministro Giorgetti a passare “dalle parole ai fatti“, introducendo immediatamente una tassa nazionale sugli extra-profitti delle società energetiche senza attendere i tempi lunghi di Bruxelles. “Le misure tampone non bastano più” avverte la segretaria del PD.

Sulla stessa linea d’onda si posiziona il Movimento 5 Stelle: il leader Giuseppe Conte ha chiesto la convocazione d’urgenza di un Consiglio dei ministri dedicato esclusivamente al caro energia. Alleanza Verdi e Sinistra con Angelo Bonelli rilancia proponendo una “bolletta sociale” per il ceto medio e una spinta decisa sulle rinnovabili, denunciando come le multinazionali dell’energia abbiano accumulato ben 80 miliardi di euro di profitti negli ultimi quattro anni.

La strategia europea e lo spettro del 27 agosto

Mentre l’opposizione spinge per interventi nazionali immediati, il governo tenta la carta diplomatica a livello comunitario. L’Italia si è fatta promotrice, insieme a Germania, Austria, Polonia, Portogallo e Spagna, di una proposta per introdurre una tassa sugli extra-profitti dei petrolieri valida in tutta l’Unione europea. I ministri delle Finanze dei sei Paesi hanno inviato una lettera congiunta alla presidenza di turno irlandese per inserire il dossier all’ordine del giorno dell’Ecofin informale a Dublino il mese prossimo.

Il piano punta a restringere le maglie rispetto alla tassa del 2022, includendo anche gli utili realizzati all’estero dalle multinazionali. I firmatari hanno inoltre chiesto alla Commissione europea di pubblicare rapidamente l’indagine sulle attività delle raffinerie per accertare che i colossi petroliferi non stiano speculando sulla crisi energetica. Tuttavia, la strada è in salita: per approvare una simile misura fiscale a livello europeo è richiesta l’unanimità dei Paesi membri, uno scoglio complesso da superare. Con tempi di attuazione molto lunghi.

Senza lo sblocco di nuove coperture finanziarie, dal 27 agosto lo sconto cesserà del tutto e l’intero rincaro si scaricherà immediatamente alla pompa. Un’eventualità allarmante: senza il taglio, il gasolio costerebbe circa 30 centesimi in più al litro rispetto alla benzina.

Il prossimo Consiglio dei ministri è fissato per il 3 settembre, un vuoto temporale di diversi giorni che potrebbe rivelarsi privo di ulteriori tutele per i consumatori.