La Guardia di finanza ha scoperto irregolarità in sette distributori su dieci. Le fiamme gialle hanno sequestrato tonnellate di carburante non a norma. Indagini a tappeto in tutta Italia a seguito degli aumenti dei prezzi registrati nelle ultime settimane.
L’espressione “caro carburanti” è ormai entrata prepotentemente nel lessico quotidiano, diventando un sinonimo di ansia economica sotto la spinta delle tensioni in Medio Oriente e della crisi energetica globale. I prezzi rimangono stabilmente sopra la soglia psicologica dei 2 euro al litro, nonostante i recenti interventi del Governo per prorogare il taglio delle accise sul gasolio. Tutto questo alimenta un sottobosco di illegalità che la Guardia di finanza sta cercando di arginare con un’azione di vigilanza senza precedenti.
I numeri di un’emergenza nazionale
I dati relativi ai controlli effettuati tra il 1° marzo e il 31 luglio scorso delineano un quadro allarmante. Le Fiamme Gialle hanno condotto complessivamente 4.800 interventi, portando al sequestro di oltre 20.000 tonnellate di prodotti energetici e alla denuncia di 265 soggetti.
Il dato più preoccupante riguarda la trasparenza dei prezzi: su 3.428 interventi mirati specificamente alla regolarità dei valori esposti per diesel e benzina, sono state riscontrate ben 2.279 violazioni. Questo significa che circa il 66,5% dei controlli – quasi sette su dieci – ha fatto emergere anomalie. Tali irregolarità spaziano dalla totale mancata indicazione dei prezzi alla discrepanza dolosa tra i valori comunicati (spesso più bassi per attirare i clienti) e quelli effettivamente praticati al momento del rifornimento.
Una jungla dei prezzi nella quale corrono il rischio di restare intrappolati i circa 25 milioni di italiani in viaggio in questi giorni per le vacanze di Ferragosto.
La geografia delle frodi: dai “designer fuels” al bypass dei depositi
L’inchiesta della Guardia di Finanza ha rivelato che il fenomeno del traffico illecito di carburanti è multiforme e capillarmente diffuso su tutto il territorio nazionale.
Le tecniche utilizzate dalla criminalità, talvolta organizzata e talvolta legata al “fai da te” speculativo, mostrano un’inventiva criminale preoccupante.
A Foggia è stata scoperta un’area di vendita totalmente abusiva vicino a un supermercato, priva di ogni misura di sicurezza, dove veniva venduto gasolio agricolo agevolato a soggetti non aventi diritto al prezzo di 1,50 euro al litro.
A Udine sono stati intercettati carichi di carburante falsamente dichiarati come «olio lubrificante» per aggirare le accise, una pratica comune per i prodotti provenienti da paesi Ue ed extra Ue.
A Savona è stato scoperto un sofisticato sistema di manipolazione delle manichette e bypass meccanici che permetteva di sottrarre illecitamente carburante per poi rivenderlo a prezzi agevolati all’esterno.
A Rieti è stato denunciato un privato che pur avendo cessato l’attività agricola da alcuni anni, ha continuato ad acquistare oltre 2.000 kg di carburante agevolato.
La Guardia di finanza ha scoperto un vasto giro di “designer fuels”, prodotti petroliferi classificati con denominazioni fittizie per sfuggire agli obblighi fiscali e immessi nel mercato nero, alterando la libera concorrenza.
L’inchiesta sui carburanti annacquati e il caso Roma
Negli ultimi mesi è esplosa un’ulteriore criticità: la qualità del prodotto erogato. Un’inchiesta ha evidenziato un aumento esponenziale di auto e moto che finiscono in officina per guasti gravi causati dalla presenza di acqua nel carburante.
Roma è diventata l’epicentro di questa problematica. I meccanici della Capitale riferiscono di un boom di interventi per veicoli in panne subito dopo il rifornimento. A seguito di queste segnalazioni, la Guardia di finanza di Roma ha intensificato i controlli a campione, scoprendo che un impianto su cinque è irregolare. Solo negli ultimi giorni sono state sequestrate 10,5 tonnellate di prodotto non conforme e irrogate sanzioni per oltre 20.000 euro.
Il dato regionale del Lazio è impressionante: nel solo 2026 sono state sequestrate 165 tonnellate di carburante non a norma, con un incremento vertiginoso del 350% rispetto al 2025. Questo fenomeno non rappresenta solo un danno economico per il cittadino, ma un vero rischio per la sicurezza: secondo l’Associazione nazionale delegati automobile club, un veicolo che perde improvvisamente potenza in marcia può causare problemi seri alla circolazione ed incidenti.
La difesa dei gestori: «Noi siamo l’anello debole»
Nonostante i numeri impietosi, le associazioni di categoria invitano a non generalizzare. Bruno Bearzi, presidente di Figisc, sottolinea che su oltre 22.000 impianti in Italia, le anomalie riguardano una minoranza degli operatori. I gestori sostengono di essere vittime, a loro volta, di prodotti alterati che arrivano direttamente dalle compagnie o dai depositi.
Giuseppe Sperduto, presidente di Faib-Confesercenti, solleva un punto critico: piuttosto che concentrare i controlli solo sui distributori stradali, sarebbe più efficace presidiare i poco più di mille depositi fiscali dove avviene la prima immissione in consumo del prodotto.
I prezzi dei carburanti oggi
Sui mercati internazionali oggi il Brent sfiora gli 88 dollari al barile (+0,3%) e il Wti si attesta sopra gli 82 dollari (+0,25%). Anche il gas naturale ad Amsterdam ha registrato rincari, toccando i 61,3 euro al Megawattora. Queste tensioni si riflettono direttamente sui prezzi medi nazionali dei carburanti rilevati dall’Osservatorio del Mimit.
Il prezzo medio nazionale in modalità self-service sulla rete stradale è di 1,983 euro/litro per la benzina (-0,002) e 2,073 euro/litro per il gasolio (-0,003). Sulla rete autostradale, sempre in modalità self, oggi i prezzi risultano invariati rispetto a ieri. Il gasolio è stabile a 2,151 euro/litro mentre la benzina costa 2,056 euro/litro.







