Stretta europea sugli affitti brevi: in arrivo limiti nei comuni con emergenza abitativa

La Commissione Europea si appresta ad affrontare l’emergenza abitativa con una serie di interventi normativi destinati ad incidere sul mercato delle locazioni turistiche. Il testo della misura stabilisce parametri condivisi per individuare i territori nei quali la situazione immobiliare risulta critica. Il meccanismo di calcolo si basa sulla relazione tra il costo medio delle proprietà e le entrate finanziarie dei residenti. Una specifica zona geografica verrà considerata sotto stress abitativo quando il rapporto tra il valore di acquisto di un immobile e il reddito disponibile raggiunge una quota pari a otto con una tendenza alla crescita costante. La valutazione terrà conto anche dei dati demografici e dell’andamento dell’offerta residenziale previsti per i successivi tre anni.

Le misure correttive

L’individuazione delle zone ad alta tensione abitativa permetterà alle amministrazioni locali di disporre di strumenti correttivi sugli immobili non adibiti a prima casa. Le autorità cittadine avranno la facoltà di introdurre permessi speciali, stabilire tetti massimi al numero di appartamenti destinati alle vacanze o applicare divieti mirati. La finalità primaria è incrementare il numero di alloggi destinati alle famiglie residenti e ai lavoratori, riducendo l’impatto del turismo di massa nei centri storici. I provvedimenti riguarderanno le proprietà inserite nei circuiti di intermediazione come quelle presenti su Airbnb o Booking, senza tuttavia configurare un blocco omogeneo sull’intero territorio dell’Unione.

Le reazioni del settore

Il provvedimento ha sollevato opinioni contrastanti tra i rappresentanti della filiera turistica e immobiliare. L’Associazione italiana gestori affitti brevi esprime forte preoccupazione per le ricadute economiche in Italia, evidenziando il rischio di una contrazione dell’offerta ricettiva e di una penalizzazione per i proprietari che traggono reddito da queste attività. Di parere opposto appare la posizione espressa dai vertici di Federalberghi, secondo cui la nuova regolamentazione offerta ai sindaci consentirà di arginare il fenomeno e migliorare la vivibilità delle realtà urbane maggiormente soggette alla pressione turistica.