11 settembre, Trump diserta Ground Zero per il 25° anniversario: commemorazione al Pentagono

Donald Trump

Per il 25° anniversario degli attentati dell’11 settembre 2001 Donald Trump non dovrebbe essere a Ground Zero. Il presidente degli Stati Uniti avrebbe scelto di commemorare le vittime al Pentagono, evitando la tradizionale cerimonia che ogni anno si svolge a Manhattan, nel luogo dove sorgevano le Torri Gemelle.

A riportare l’indiscrezione è il New York Post, che cita una fonte informata sui programmi presidenziali. Trump dovrebbe dunque partecipare alla commemorazione organizzata presso il quartier generale della Difesa americana, colpito a sua volta da uno dei quattro aerei dirottati dai terroristi di al-Qaeda.

La scelta assume un particolare significato simbolico perché il 2026 segna un quarto di secolo dagli attentati che cambiarono gli Stati Uniti e il mondo, provocando quasi tremila vittime e aprendo una nuova fase della politica internazionale.

Trump sceglie il Pentagono e lascia Ground Zero

Secondo quanto riferito, nel programma del presidente non sarebbe prevista alcuna partecipazione alla commemorazione di Ground Zero, dove ogni 11 settembre vengono ricordate le vittime degli attacchi contro il World Trade Center.

Trump dovrebbe invece recarsi al Pentagono, dove l’11 settembre 2001 il volo American Airlines 77 si schiantò contro l’edificio dopo essere stato dirottato. Nell’attacco morirono le persone a bordo dell’aereo e 125 persone all’interno della struttura.

Una scelta istituzionalmente significativa, dunque, ma destinata inevitabilmente a far discutere proprio per l’assenza del presidente da New York nell’anniversario più importante dall’attacco.

Ground Zero resta infatti il principale luogo simbolico dell’11 settembre: è lì che sorgevano le Torri Gemelle ed è lì che si concentra ogni anno la commemorazione nazionale con la lettura dei nomi delle vittime.

Il 25° anniversario degli attentati dell’11 settembre

Gli Stati Uniti si preparano a celebrare una ricorrenza particolarmente solenne. Sono trascorsi 25 anni da quando quattro aerei di linea furono dirottati: due colpirono le Torri Gemelle a New York, uno si schiantò contro il Pentagono e il quarto, il volo United Airlines 93, precipitò in Pennsylvania dopo la rivolta dei passeggeri contro i dirottatori.

Gli attentati provocarono 2.977 vittime, oltre ai 19 terroristi, e rappresentarono il più grave attacco terroristico mai compiuto sul territorio statunitense.

Il loro impatto andò molto oltre quella giornata. L’amministrazione di George W. Bush lanciò la cosiddetta guerra globale al terrorismo, gli Stati Uniti intervennero militarmente in Afghanistan e, successivamente, in Iraq, mentre vennero radicalmente modificati gli apparati di sicurezza e le procedure di controllo negli aeroporti.

Un’assenza destinata a far discutere

Al momento, secondo quanto riportato dai media americani, Trump non dovrebbe quindi apparire alla cerimonia di Manhattan. La scelta del Pentagono gli consentirebbe comunque di presenziare a uno dei luoghi direttamente colpiti dagli attentati, ma l’assenza da Ground Zero difficilmente passerà inosservata.

Non risultano indicazioni ufficiali che colleghino la decisione al timore di eventuali contestazioni pubbliche a New York. Qualsiasi interpretazione in questo senso resta quindi, allo stato attuale, un’ipotesi politica e non una motivazione confermata dalla Casa Bianca.

Resta il dato: nel giorno in cui gli Stati Uniti ricorderanno i 25 anni dall’11 settembre, il loro presidente dovrebbe commemorare le vittime al Pentagono, mentre a Ground Zero la tradizionale cerimonia si svolgerà senza di lui.