Garlasco, corsa contro il tempo per il caso Sempio: quattro consulenze ancora aperte su DNA, impronte e scarpe prima della decisione

Andrea Sempio al centro delle indagini

Agosto non ha fermato le nuove indagini sul delitto di Garlasco. Mentre l’attenzione mediatica sul caso si è inevitabilmente ridotta durante l’estate, Procura e consulenti continuano a lavorare sugli elementi che potrebbero determinare il futuro giudiziario di Andrea Sempio, indagato per l’omicidio di Chiara Poggi.

Il calendario impone tempi stretti. Entro la fine di settembre la Procura di Pavia dovrà compiere le proprie valutazioni sulla posizione dell’indagato e decidere se chiedere il rinvio a giudizio oppure imboccare una strada diversa. Prima di allora gli inquirenti attendono soprattutto il completamento delle quattro consulenze avviate dopo il deposito delle relazioni tecniche della difesa di Sempio.

Il lavoro riguarda alcuni dei punti più controversi dell’intera ricostruzione del delitto: le impronte lasciate nella villetta, la scarpa indicata nelle precedenti sentenze, il DNA recuperato sotto le unghie di Chiara e gli approfondimenti sulla figura dell’attuale indagato.

L’impronta insanguinata e il nodo della scarpa Frau numero 42

Uno degli accertamenti più importanti riguarda la celebre impronta a pallini insanguinata rilevata sul pavimento della villetta di via Pascoli. Fin dal 2007 gli investigatori la collegarono alla scarpa dell’assassino, identificandola con una calzatura Frau, codice 27U1, numero 42. Quel dato entrò successivamente nella ricostruzione giudiziaria che portò alla condanna definitiva di Alberto Stasi.

Oggi la Procura vuole sottoporlo a una nuova verifica. I consulenti devono stabilire innanzitutto se l’impronta corrisponda realmente a una Frau numero 42 e, soprattutto, valutare se quella traccia e altre impronte presenti sulla scena possano risultare compatibili anche con il piede di Andrea Sempio. Anche la difesa dell’indagato sta approfondendo autonomamente il tema e avrebbe coinvolto tecnici stranieri per effettuare ulteriori verifiche.

La questione assume un peso evidente: se la nuova analisi modificasse le conclusioni raggiunte negli anni dei processi a Stasi, toccherebbe uno degli elementi utilizzati nella precedente ricostruzione della dinamica dell’omicidio.

DNA sulle unghie di Chiara e consulenza psichiatrica

Gli accertamenti della Procura riguardano anche il DNA individuato nel materiale subungueale di Chiara Poggi, tornato centrale con la riapertura dell’inchiesta.

Le nuove analisi hanno individuato una componente genetica maschile compatibile con la linea paterna della famiglia Sempio, ma resta aperta la questione fondamentale del valore attribuibile a quel risultato. Il dato genetico non consente infatti, da solo, di stabilire quando il materiale sia arrivato sotto le unghie della vittima né attraverso quale meccanismo.

Su questo punto accusa e difesa partono da interpretazioni profondamente differenti e proprio la lettura complessiva del dato potrebbe diventare uno dei terreni principali di confronto in un eventuale processo.

Tra gli approfondimenti ancora in corso figura inoltre una consulenza psichiatrica su Andrea Sempio, destinata ad aggiungersi al materiale che i magistrati dovranno valutare prima della decisione sulla sua posizione.

Impronta 33, nessuna nuova consulenza ma resta un punto centrale

Diversa la situazione della cosiddetta impronta 33, la traccia parziale di una mano individuata sulla parete destra delle scale che conducono alla cantina dove venne trovato il corpo di Chiara Poggi.

La Procura l’ha attribuita nei mesi scorsi ad Andrea Sempio. Non risulta però una specifica nuova consulenza commissionata dai pm sulla traccia, che potrebbe diventare oggetto di una perizia disposta da un giudice nell’eventuale processo.

Due questioni restano decisive: stabilire se la traccia presenti effettivamente sangue e verificare il rapporto tra l’impronta della mano e quella di scarpa sicuramente insanguinata individuata sul cosiddetto gradino zero.

Nella ricostruzione investigativa, Sempio avrebbe lasciato quella traccia affacciandosi dall’alto delle scale dopo l’omicidio per guardare verso il punto nel quale si trovava il corpo. Si tratta però di un’ipotesi accusatoria che, qualora si arrivasse al dibattimento, dovrà confrontarsi con le valutazioni della difesa e con gli accertamenti tecnici.

Settembre decisivo per Andrea Sempio

La Procura attende dunque il completamento delle quattro consulenze prima di tirare le fila della nuova inchiesta. Il passaggio successivo riguarderà la posizione processuale di Andrea Sempio e l’eventuale richiesta al giudice di mandarlo a processo per l’omicidio di Chiara Poggi.

Parallelamente resta aperto un secondo fronte, quello di Alberto Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni di reclusione. La difesa punta alla revisione del processo sulla base degli elementi emersi dalle nuove indagini e degli accertamenti che, secondo l’avvocato Antonio De Rensis, imporrebbero una rilettura di passaggi importanti della ricostruzione utilizzata per arrivare alla condanna.

L’eventuale istanza di revisione potrebbe partire dagli avvocati di Stasi oppure dalla Procura generale di Milano. In entrambi i casi, però, il nuovo procedimento dovrebbe confrontarsi con gli elementi sui quali poggia la sentenza definitiva.

Le prossime settimane potrebbero quindi rappresentare uno dei passaggi più importanti dell’inchiesta riaperta sul delitto di Garlasco: da una parte la decisione sul possibile processo ad Andrea Sempio, dall’altra il percorso verso un’eventuale revisione della condanna di Alberto Stasi.