“Dopo la violenza anche il dileggio”. Parla la donna che ha denunciato il senatore Franco Silvestro

Il senatore Franco Silvestro (Forza Italia)

«Non pensavo di dover affrontare, dopo la violenza, anche il dileggio». È uno dei passaggi più duri dell’intervista rilasciata a Repubblica dalla donna che ha denunciato il senatore di Forza Italia Mario Silvestro, al centro di un’inchiesta della Procura per una presunta violenza sessuale che sarebbe avvenuta nel febbraio 2025 all’interno di un ufficio del Senato.

La donna, identificata con il solo nome di fantasia “V.” per tutelarne la privacy, ha deciso di raccontare la propria versione dei fatti dopo che la vicenda è diventata di dominio pubblico. Una scelta non semplice, come lei stessa spiega al quotidiano.

«Non sono una persona mediatica, non amo i social e non faccio esibizione della mia vita privata», afferma. «Questa storia mi fa stare male, ma quello che è uscito è la pura verità».

L’incontro nell’ufficio del Senato

Secondo il racconto fornito a Repubblica, la donna, agente di commercio nel settore vinicolo da quasi trent’anni, sarebbe arrivata al senatore attraverso una conoscenza comune. Un uomo che lei aveva sempre ritenuto un appartenente all’Arma dei Carabinieri e che, a suo dire, le avrebbe fissato un appuntamento con il parlamentare interessato all’acquisto di vini per una proprietà a Capri.

L’incontro si sarebbe svolto il 25 febbraio 2025 in un ufficio del Senato, nei pressi della chiesa di San Luigi dei Francesi.

La donna sostiene che inizialmente la conversazione riguardasse esclusivamente questioni professionali e una possibile fornitura di bottiglie pregiate. Successivamente, però, la situazione sarebbe degenerata. «Assolutamente no», risponde nell’intervista a chi le chiede se vi fosse stato un consenso o una situazione di reciproca intesa.

“Sono rimasta paralizzata”

Uno dei temi affrontati nell’intervista riguarda la reazione avuta durante l’episodio. La donna racconta di essere rimasta bloccata dalla situazione e dal contesto istituzionale nel quale si trovava. «Ero come raggelata. Un senatore. Nel suo ufficio», spiega. «La psicologa mi ha spiegato che questa paralisi è tipica nelle vittime di violenza».

Secondo il suo racconto, una volta uscita dall’edificio avrebbe raggiunto un amico che l’aspettava all’esterno e che l’avrebbe vista in stato di forte agitazione.

La denuncia e il percorso psicologico

La denunciante spiega di aver impiegato diversi mesi prima di rivolgersi formalmente alla magistratura. «Stavo male dentro», racconta a Repubblica. «Ero in terapia psicologica e cercavo di rimuovere quello che era accaduto».

La donna riferisce inoltre di aver cercato inizialmente assistenza legale contattando lo studio dell’avvocata Giulia Bongiorno, nota per il suo impegno nella tutela delle donne vittime di violenza. Tuttavia, secondo quanto dichiarato nell’intervista, non sarebbe poi stata seguita da quel team legale.

Le presunte intimidazioni

Un altro passaggio dell’intervista riguarda un successivo incontro con l’uomo che avrebbe organizzato il contatto con il senatore.

Secondo la sua ricostruzione, durante un colloquio avvenuto in Campania avrebbe ricevuto pressioni e avvertimenti sulle possibili conseguenze che una denuncia avrebbe avuto sulla sua vita professionale.

“Sarà la magistratura a valutare”

La donna afferma di aver presentato la denuncia il 2 giugno scorso, una data che definisce simbolica. «Io credo nelle istituzioni», dichiara nell’intervista. Particolarmente amare sono invece le parole dedicate ad alcune dichiarazioni attribuite al senatore e riportate nei giorni scorsi dalla stampa.

«Voleva dire che non sono Miss Universo. Che squallore», afferma. «Quelle parole mi hanno dato ancora più forza e mi hanno convinta di aver fatto la scelta giusta».

La vicenda resta ora nelle mani della magistratura, chiamata ad accertare quanto accaduto e a verificare le diverse versioni dei fatti. Il senatore Silvestro ha respinto le accuse e il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari. Il presidente del Senato Ignazio La Russa ha intanto ordinato accertamenti ai senatori questori.