Roberto Gualtieri punta alla riconferma alla guida di Roma. Il sindaco della Capitale, esponente del Partito democratico, ha chiarito di voler proseguire il proprio mandato e di non essere interessato, almeno per il momento, al ruolo di federatore del centrosinistra in vista dei prossimi appuntamenti elettorali.
La conferma è arrivata in un’intervista a la Repubblica, dopo l’incontro con il sindaco di New York, Zohran Mamdani, in occasione dell’Urban 20 Mayors Summit 2026, il vertice che riunisce i primi cittadini delle principali metropoli legate ai Paesi del G20.
«Faccio il sindaco di Roma e intendo ricandidarmi», ha dichiarato Gualtieri, mettendo così in chiaro le proprie intenzioni per il futuro politico.
Gualtieri punta al secondo mandato in Campidoglio
Accanto alla volontà di proseguire l’esperienza amministrativa nella Capitale, il sindaco ha sottolineato l’importanza di costruire una proposta politica solida per il centrosinistra. Gualtieri si è detto fiducioso sulla possibilità che la coalizione si presenti alle prossime elezioni con un progetto credibile, ma ha precisato che il confronto politico non può concentrarsi esclusivamente sulla scelta del leader.
«Naturalmente mi sta a cuore che il centrosinistra si presenti alle prossime elezioni con una proposta forte e credibile e sono fiducioso che accadrà», ha spiegato il primo cittadino, indicando nel programma e nella visione del Paese gli elementi centrali per definire l’identità della coalizione. Una posizione che, almeno per ora, allontana Gualtieri dall’ipotesi di assumere un ruolo di coordinamento nazionale, privilegiando la continuità amministrativa e la sfida per il Campidoglio.
Immigrazione, scuola e lavoro al centro della proposta
Nel corso dell’intervista, Gualtieri ha affrontato anche il tema dell’immigrazione, soffermandosi sulla proposta del governo guidato da Giorgia Meloni di introdurre un tetto agli studenti stranieri nelle classi.
Per il sindaco di Roma, l’integrazione passa soprattutto attraverso l’istruzione e l’accesso al lavoro, strumenti che possono favorire l’inclusione e contrastare le situazioni di marginalità.
«Scuola e lavoro sono i più potenti strumenti di integrazione», ha affermato Gualtieri, criticando le politiche che, a suo giudizio, rischiano di non ridurre i flussi migratori irregolari e di aumentare invece le condizioni di clandestinità, con possibili conseguenze anche sul piano della sicurezza.
Il primo cittadino ha quindi rilanciato la necessità di superare l’attuale impianto della legge Bossi-Fini e di investire maggiormente nei percorsi di integrazione attraverso l’istruzione e l’occupazione.







