Da Parigi arriva un messaggio chiaro sulla tutela del pianeta: la natura ha un valore inestimabile, ma la sua protezione richiede una strategia finanziaria solida e condivisa. Durante il G7 dedicata alla finanza per la natura, il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ha tracciato la rotta dell’Italia, ponendo l’accento sulla necessità di un nuovo patto tra pubblico e privato.
“La biodiversità non è merce”
Il cuore dell’intervento del Ministro ha toccato il delicato rapporto tra ecologia ed economia. Secondo Pichetto, la salvaguardia dell’ambiente non deve essere vista come un limite, ma come un investimento che richiede una gestione oculata dei costi.
“La biodiversità non è una merce. Tutti ne beneficiamo, ma la sua tutela ha dei costi, come accade per molti servizi pubblici fondamentali. La vera sfida è trovare un equilibrio tra risorse pubbliche e private, che non penalizzi i comportamenti virtuosi e non gravi in modo eccessivo sul settore produttivo, evitando effetti negativi sulla competitività delle nostre economie”, ha dichiarato il Ministro Gilberto Pichetto Fratin, sottolineando come la transizione debba essere sostenibile anche per le imprese.
Obiettivo 200 miliardi: il ruolo cruciale del settore privato
Uno dei punti nodali della discussione a Parigi è stata la mobilitazione dei capitali. Gilberto Pichetto Fratin ha accolto con favore l’iniziativa della Presidenza francese, sottolineando la necessità di “Sostenere strumenti attivi per raggiungere obiettivo globale”.
“Riteniamo molto opportuna l’Alleanza tra popoli, natura e finanza che può rappresentare un importante impulso per mobilitare nuove risorse, soprattutto dal settore privato e filantropico”, ha spiegato il Ministro. Il problema, tuttavia, resta il divario nei finanziamenti attuali. “Oggi, secondo l’UNEP, solo circa il 10% dei finanziamenti per la natura proviene dal settore privato. È evidente che occorre fare di più”.
Nonostante la sfida, l’Italia vanta già modelli virtuosi: “Non partiamo da zero”, ha chiarito Pichetto, ricordando l’esistenza di fondazioni e reti come il Global Compact Network Italia. L’ambizione è altissima: “Sostenere questi strumenti è fondamentale per raggiungere l’obiettivo globale di mobilitare almeno 200 miliardi di dollari l’anno entro il 2030”.
Dalle Alpi al Mediterraneo: la tutela che parte dai territori
Il vertice di Parigi non è stato solo un tavolo di alta finanza, ma un richiamo alla concretezza dell’azione locale. Per Gilberto Pichetto Fratin, la partita della sostenibilità si vince agendo sulle realtà regionali e nazionali.
“La biodiversità vive nei territori, la dimensione locale e regionale è cruciale. L’Italia è fortemente impegnata nella cooperazione ambientale, come nel Mediterraneo e nelle Alpi. Auspichiamo che l’Alleanza tra popoli, natura e finanza, sostenga anche iniziative territoriali e diventi uno modello replicabile”, ha concluso il Ministro Gilberto Pichetto Fratin, ribadendo il ruolo di leadership dell’Italia nella cooperazione ambientale transfrontaliera.







