Violenza sessuale in Senato, il caso si allarga: indagato il senatore Silvestro, sotto inchiesta anche un carabiniere

Francesco Silvestro

L’inchiesta è ormai ufficialmente partita e coinvolge direttamente uno dei parlamentari di Forza Italia più conosciuti a Palazzo Madama. La Procura di Roma ha iscritto nel registro degli indagati il senatore Francesco Silvestro nell’ambito dell’indagine nata dalla denuncia presentata da un’imprenditrice di 52 anni che sostiene di avere subito una violenza sessuale all’interno dello studio del politico.

Secondo quanto emerge dagli atti, il presunto episodio sarebbe avvenuto negli uffici situati nel Palazzo di San Luigi de’ Francesi, nel centro della Capitale. Gli investigatori mantengono il massimo riserbo sul contenuto delle dichiarazioni raccolte, ma il fascicolo risulta ormai aperto e le verifiche sono entrate nel vivo.

La denuncia che ha fatto scattare l’indagine

La donna ha deciso di raccontare pubblicamente la propria versione dei fatti anche in un’intervista, ribadendo le accuse già formalizzate davanti agli inquirenti. La Procura ha quindi avviato gli accertamenti necessari per verificare quanto denunciato.

Nel registro degli indagati non compare soltanto il nome del senatore. Gli investigatori hanno infatti iscritto anche Antonio P., carabiniere e parente del parlamentare, con l’ipotesi di tentata violenza privata. Una contestazione diversa rispetto a quella che riguarda Silvestro, ma che inserisce anche il militare all’interno della stessa vicenda giudiziaria.

Gli inquirenti sottolineano che l’iscrizione nel registro degli indagati rappresenta un atto di garanzia che consente agli interessati di partecipare fin dall’inizio agli accertamenti difensivi previsti dalla legge.

Le scuse del senatore Francesco Silvestro

Mentre l’indagine prosegue, Francesco Silvestro ha diffuso una nota nella quale ha preso le distanze dalle accuse e ha ribadito la propria totale estraneità ai fatti contestati.

Il parlamentare ha però scelto di scusarsi pubblicamente per alcune espressioni utilizzate durante una conversazione telefonica con una giornalista di Repubblica. «Le mie parole pronunciate nel corso di un colloquio telefonico con la giornalista di Repubblica sono state sbagliate», ha scritto il senatore.

Silvestro sostiene di essere stato colto di sorpresa dalle contestazioni e dalle accuse mosse nei suoi confronti, aggiungendo di avere già espresso attraverso il proprio legale «stupore e totale estraneità» rispetto alla vicenda.

Attesi interrogatori e testimonianze

La Procura di Roma potrebbe ascoltare nelle prossime settimane sia il senatore sia il carabiniere indagato. Gli investigatori intendono inoltre raccogliere ulteriori testimonianze utili a ricostruire il contesto e i rapporti tra le persone coinvolte.

Al momento non emergono ulteriori dettagli sulle prove raccolte dagli inquirenti né sugli elementi che avrebbero portato all’apertura del fascicolo. L’inchiesta si trova ancora in una fase iniziale e gli accertamenti dovranno chiarire la fondatezza delle accuse.

Resta quindi una vicenda destinata a far discutere, sia per il ruolo istituzionale del parlamentare coinvolto sia per la gravità delle contestazioni formulate dalla denunciante.