Si chiude con una pesante condanna uno dei casi che negli ultimi mesi aveva attirato l’attenzione della cronaca romana. Il gup di Roma ha condannato Tancredi Antoniozzi, 22 anni, figlio del deputato di Fratelli d’Italia Alfredo Antoniozzi, a sei anni e quattro mesi di reclusione per una vicenda avvenuta ai Parioli nel dicembre del 2024.
Secondo la ricostruzione accolta dal giudice, il giovane avrebbe strappato un Rolex dal polso di un coetaneo per poi pretendere una somma di denaro in cambio della restituzione dell’orologio, il cui valore sarebbe stato stimato intorno ai 20 mila euro.
La rapina del Rolex ai Parioli
L’episodio contestato risale alla fine del 2024 e si sarebbe consumato nel quartiere Parioli, una delle zone più esclusive della Capitale. Per la Procura non si sarebbe trattato soltanto di una rapina.
Gli investigatori sostengono infatti che, dopo essersi impossessati dell’orologio, gli imputati avrebbero chiesto alla vittima 7 mila euro per poter rientrare in possesso del Rolex. Un passaggio che ha portato i magistrati a contestare anche il reato di tentata estorsione.
Il giudice ha sostanzialmente accolto l’impianto accusatorio sostenuto dal pubblico ministero Claudio Santangelo.
Le condanne degli altri imputati
Nella stessa inchiesta risultavano coinvolte altre persone. David Cesarini è stato condannato a cinque anni e otto mesi di carcere, mentre Manuel Fiorani ha ricevuto una pena di tre anni.
Diversa invece la posizione di Michael Giuliano, che il giudice ha assolto al termine del procedimento.
La sentenza è arrivata attraverso il rito abbreviato, che prevede uno sconto di pena in caso di rinuncia al dibattimento ordinario.
L’arresto e i precedenti problemi con la giustizia
Per questa vicenda Tancredi Antoniozzi era stato arrestato nell’aprile del 2025. Dopo un breve periodo trascorso in carcere, il giovane si trova da allora agli arresti domiciliari.
In aula era presente anche il padre Alfredo Antoniozzi, parlamentare di Fratelli d’Italia, che ha assistito alla lettura della sentenza. Secondo quanto riferito dai presenti, il deputato avrebbe lasciato l’aula senza rilasciare dichiarazioni dopo aver appreso la decisione del giudice.
Per Antoniozzi junior non si tratta del primo contatto con la giustizia. Già nel gennaio del 2022 era finito al centro delle cronache dopo un controllo delle forze dell’ordine durante il quale, secondo le accuse dell’epoca, avrebbe reagito nei confronti degli agenti pronunciando la frase: «Voi non sapete chi sono io».
La condanna pronunciata dal gup rappresenta ora il capitolo più pesante della sua vicenda giudiziaria, anche se la sentenza non è definitiva e la difesa potrà impugnare la decisione nei successivi gradi di giudizio.







