Campania, allarme per Meloni: FdI fermo all’11,93% alle regionali e Cirielli sorprende il partito con l’apertura a Roberto Fico

Giorgia Meloni

Dalla Campania arriva un segnale che Giorgia Meloni difficilmente potrà ignorare in vista delle prossime elezioni politiche. Una regione che in passato ha rappresentato un importante bacino elettorale per il centrodestra mostra oggi rapporti di forza profondamente diversi: il No al referendum ha raggiunto il 65%, mentre alle ultime regionali Fratelli d’Italia si è fermato all’11,93%. Numeri che acquistano un peso ancora maggiore mentre la maggioranza discute la nuova legge elettorale e studia il meccanismo con cui affrontare il prossimo voto nazionale.

In questo quadro già complicato per il centrodestra si inserisce ora un caso tutto interno a FdI. A provocarlo è Edmondo Cirielli, viceministro degli Esteri e principale esponente meloniano in Campania, sconfitto proprio da Roberto Fico alle regionali. In un’intervista al Mattino, Cirielli ha pronunciato parole destinate a far discutere: «Fico ha il mio sostegno, si è liberato di Vincenzo De Luca».

Un’apertura politicamente significativa, soprattutto perché arriva mentre Fratelli d’Italia individua nel campo largo e in Giuseppe Conte uno dei principali avversari sulla strada verso le politiche.

Campania, i numeri che preoccupano Fratelli d’Italia

Il problema per Meloni parte dai voti. La Campania appare oggi uno dei territori più difficili per il centrodestra, proprio mentre il peso dei risultati regionali potrebbe diventare determinante nella costruzione della futura maggioranza parlamentare.

L’11,93% raccolto da Fratelli d’Italia alle regionali fotografa una distanza notevole rispetto alla forza nazionale del partito. A questo si aggiunge il 65% ottenuto dal No al referendum, un altro indicatore di un territorio nel quale il consenso politico appare nettamente sbilanciato rispetto agli equilibri nazionali.

È un dato particolarmente delicato mentre maggioranza e opposizioni preparano la prossima sfida politica. Se il centrosinistra riuscisse a presentarsi unito anche alle politiche, mantenendo l’asse tra Pd, Movimento 5 Stelle e gli altri alleati, la Campania potrebbe garantire alla coalizione un serbatoio di voti e seggi decisivo.

Per FdI diventa quindi essenziale capire perché il consenso nazionale di Meloni incontri proprio qui difficoltà così marcate e quale strategia adottare per recuperare terreno.

Cirielli apre a Fico: «Ha il mio sostegno»

È proprio in questo scenario che le dichiarazioni di Edmondo Cirielli su Roberto Fico assumono una dimensione che supera il giudizio sull’amministrazione regionale. Il viceministro non ha semplicemente riconosciuto un merito al presidente della Campania: ha affermato che Fico ha il suo «sostegno», motivando l’apertura con la rottura rispetto alla stagione politica di Vincenzo De Luca.

Parole sorprendenti considerando la storia recentissima. Cirielli ha guidato il centrodestra proprio contro Fico nella corsa alla presidenza della Regione e Fratelli d’Italia continua a confrontarsi duramente con il Movimento 5 Stelle sul piano nazionale.

Il punto politico diventa quindi inevitabile: si tratta soltanto di un riconoscimento istituzionale nei confronti del presidente della Regione oppure dell’indizio di un rapporto più dialogante tra maggioranza e opposizione sul territorio campano?

Attribuire alle dichiarazioni un significato ulteriore senza altri elementi sarebbe prematuro. Ma la frase ha comunque creato un problema politico, perché offre agli avversari interni ed esterni al centrodestra un argomento immediatamente spendibile.

Vannacci attacca FdI e prova a occupare lo spazio a destra

A raccogliere immediatamente l’assist è stato Roberto Vannacci, impegnato a costruire Futuro Nazionale proprio come alternativa a destra rispetto ai partiti della maggioranza. L’ex generale ha rilanciato l’intervista sui social e ha accusato il centrodestra di essersi avvicinato alla sinistra.

«L’alleanza tra questo sedicente centrodestra e la sinistra è sancita», ha scritto Vannacci, utilizzando poi il caso Cirielli per presentare Futuro Nazionale come «l’unica destra autentica».

La strategia appare evidente: ogni apertura di FdI verso il centrosinistra diventa per Vannacci uno strumento per cercare consensi nell’elettorato più radicale e insoddisfatto della maggioranza. Un terreno sul quale l’ex generale prova a competere direttamente con Meloni e, soprattutto, con la Lega.

La Campania diventa un test nazionale per Meloni

Dietro la polemica Cirielli-Fico rimane però il problema principale: come riconquistare la Campania. Con una nuova legge elettorale ancora da definire e la prospettiva di un centrosinistra compatto, perdere con grande distacco una regione da quasi sei milioni di abitanti avrebbe inevitabili conseguenze sulla partita nazionale.

Per Meloni il dossier campano diventa così un test che intreccia consenso, alleanze e legge elettorale. FdI deve recuperare un territorio nel quale oggi raccoglie molto meno rispetto alla propria media nazionale, mentre contemporaneamente deve impedire che alla sua destra cresca uno spazio politico capace di sottrarle voti.

Le parole di Cirielli possono essere lette come un riconoscimento politico circoscritto alla gestione regionale. Ma arrivano nel momento peggiore possibile: quando ogni voto della destra conta e la Campania sembra diventata uno dei fortini più solidi del centrosinistra.